venerdì 5 dicembre 2014

"Non siamo schiavi". La protesta dei lavoratori delle cooperative di Malpensa (da varesenews.it)

"Non siamo schiavi". La protesta dei lavoratori delle cooperative di Malpensa

Molti devono ricevere ancora tfr, stipendi arretrati e cassa integrazione. L'ultima novità però riguarda l'addebito in busta paga delle somme per recuperare la cassa integrazione, soldi che i lavoratori non hanno mai ricevuto dall'Inps.

«Non siamo sclavi». Non è un errore, perché Ndiaye è senegalese francofono e pronuncia la parola schiavo alla francese, «esclave», appunto. Gli altri intorno a lui, per lo più marocchini e pachistani, annuiscono mentre protestano davanti alla sede varesina dell’Inps. Sono i soci-lavoratori di alcune cooperative che operano nel settore della logistica all’aeroporto di Malpensa, dove i continui passaggi di appalti da una società
all’altra mettono continuamente a rischio 
tfr, stipendi e cassa malattia. Nel caso di Ndaye e di altri suoi colleghi, che guadagnano 1.400 euro al mese, si parla di arretrati che vanno dai 3.000 ai 5.000 euro. «Siamo soci solo quando c’è da pagare - commenta ironicamente il lavoratore - non quando c’è da guadagnare».
varesenews.it