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domenica 21 dicembre 2014

ADL Varese in lutto : CIAO ANNA. Il Coordinamento Milanese di Solidarietà "DALLA PARTE DEI LAVORATORI" si unisce al cordoglio

Stamattina mi hanno informato che Anna non ce l'ha fatta, è morta in ospedale a Gallarate dove era ricoverata da qualche giorno per l'aggravamento durante le cure per un tumore.
Fino a questa estate stava bene, rideva e scherzava, poi una febbriciattola e gli esami che gli hanno trovato una macchia nei polmoni, probabilmente che aveva da un pò ma cresceva senza sintomi fino ad arrivare alle metastasi ed al punto di non ritorno.
Anche in ospedale non è mai stata male fino alle prime cure che non ha retto.
La situazione è precipitata una decina di giorni fa dopo la prima chemio e un aggravamento delle condizioni, pare che il gracile fisico non reggesse le cure.
Anna non ha mai mancato uno sciopero, una manifestazione o un presidio, nel coordinamento provinciale in USB e ora in ADL, nel coordinamento Donne Varese, delegata RSU ed RLS del comune di Busto e una famiglia da crescere che non l'hanno mai fermata, unico reddito familiare.
Anna è sempre stata al nostro fianco nelle lotte e ci ha sempre tenuto all'amicizia di tutti noi, spero di vedervi partecipare al suo ultimo saluto.
Ho trovato solo due foto in archivio che vi allego, così almeno vi ricorderete di lei.

Ciao ANNA.

Fiorenzo




Il Coordinamento Milanese di Solidarietà "DALLA PARTE DEI LAVORATORI" 
si unisce al cordoglio dei compagni di ADL Varese
Milano, 21 dicembre 2014

Trasporti Elenco Scioperi 20/12/2014-24/01/2015 (fonte: Commissione di Garanzia)


FIRMATO IL CONTRATTO “UNICO” DEL TRASPORTO AEREO. NESSUNA ASSEMBLEA E REFERENDUM TRUFFA. PRIMI: DATI HA VOTATO SOLO IL 30 PER CENTO (da USB Lombardia)

FIRMATO IL CONTRATTO “UNICO” DEL TRASPORTO AEREO. NESSUNA ASSEMBLEA E REFERENDUM TRUFFA. PRIMI DATI : HA VOTATO SOLO IL 30 PER CENTO

Milano – martedì, 16 dicembre 2014
Siamo alle solite: Cgil, Cisl, Uil e Ugl firmano il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del trasporto aereo andato in vigore il primo ottobre 2014, non organizzano nessuna assemblea per illustrare i contenuti ai lavoratori e dal 9 al 15 dicembre indicono un referendum. Ma che farsa è? Il giudizio dell’USB Lavoro privato è totalmente negativo sia per i contenuti sia per il metodo.
Il trasporto aereo con oltre 10.000 licenziati è un laboratorio di precarietà in cui si licenzia nonostante il settore continui a crescere. Da anni l'USB lancia l’allarme sulla necessità di un intervento generale sul trasporto aereo attraverso strumenti e regole chiare e efficaci e per tutelare i lavoratori dal far west di contratti e dumping sociale che sta portando il settore al collasso. E invece si firma un contratto inaccettabile. Vediamo perché. La paga base, a detta dei sindacati firmatari, viene elevata, con un aumento al 4° livello, di 117 euro in tre tranche: 50 dall’1/09/2014, 50 dall’1/07/2015 e 17 dall’1/07/2016. Viene poi erogata una una tantum di 800 euro per tutti i dipendenti a tempo indeterminato in forza fino al  31/08/2014. Facendo però un rapido calcolo, dopo 4 anni di mancato rinnovo e una perdita forfettaria di circa 4.000 euro, al lavoratore si dà un piatto di lenticchie. Le ex festività, che un tempo venivano anche pagate, oggi si trasformano magicamente in giornate di riduzione di orario di lavoro che possono essere usufruite anche a ore. Altro punto: al solo fine di aiutare un comparto che è ovunque dopato con dosi da cavallo di cassa integrazione guadagni straordinaria, si allunga la prestazione lavorativa settimanale che passa, dal 1° gennaio 2015, da 37,30 a 38,30 ore settimanali. Andiamo avanti: il coefficiente di calcolo della paga oraria passa da 170 a 173. Così facendo il suo valore diminuisce e di conseguenza la maggiorazione notturna, si vanifica quindi il misero aumento economico del rinnovo. Altra norma vessatoria, sempre nel segno della maggiore flessibilità: si innalza il numero dei lavoratori part time che passano dal 40 al 50 per cento del totale, escludendo però i part time “volontari”. Un’ulteriore chicca che anticipa la riforma del lavoro del governo Renzi che si appresta a modificare la già pessima legge Fornero, aumentando la percentuale delle assunzioni a tempo determinato. La clausola sociale, che è un elemento fondamentale nel sistema delle regole del settore, cosi come è definita nel nuovo contratto nazionale, sdogana il dumping sociale, allineando i lavoratori al ribasso, soprattutto perché non è utilizzata quando serve a mantenere l’occupazione, ma dalle società per abbassare il costo del lavoro. Infatti, i lavoratori devono sapere, che in questo contratto si stabilisce che la clausola sociale (dove ancora esiste) viene regolata con la “novazione” del rapporto di lavoro. Vuol dire che in caso di passaggio da una azienda a un’altra, il lavoratore ricomincia da capo il suo iter professionale, viene cioè azzerata la sua condizione maturata precedentemente. La verità è che questo contratto non è un contratto unico (che servirebbe) ma un insieme di spezzettature contrattuali che non garantiscono un miglioramento delle condizioni per tutti. La parte generale definisce solo uno scheletro normativo di tutele, mentre i lavoratori di AssoHandler e Fairo non sono stati chiamati al voto perché la loro specifica parte contrattuale è ancora in alto mare.  Per essere valido un referendum avrebbe dovuto essere sottoposto a un voto per la parte generale e a uno per ogni settore dove è stato sottoscritta la parte specifica (vettori, Atm, Gestioni). Il fatto è che questo contratto serve solo a Cgil, Cisl, Uil e Ugl per ritagliarsi un ruolo negoziale privilegiato che chiude spazi di democrazia e rende i lavoratori più deboli e frammentati.
Per tutte queste ragioni USB ha invitato i lavoratori a non andare a votare o a votare no al referendum dei giorni scorsi. I primi risultati dicono che ha votato solo il 30 per cento degli aventi diritto. Il bello è che Cgil, Cisl, Uil e Ugl cantano vittoria perché ha votato sì il 70 per cento dei votanti, ovvero dire 2.000 lavoratori su 9.000.


LE ASSOCIAZIONI ADERENTI AL COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO, RIUNITE A MILANO IL 18 DICEMBRE CHIEDONO ...

Al Presidente del Senato

Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari

E’ PROSSIMO IL VOTO FINALE DEL SENATO SULLA LEGGE DI STABILITA’. LE ASSOCIAZIONI ADERENTI AL COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO, RIUNITE A MILANO IL 18 DICEMBRE  CHIEDONO AI SIGNORI SENATORI DI VOTARE GLI EMENDAMENTI GIA’ APPROVATI IN COMMISSIONE BILANCIO CONSIDERANDO CHE IL FONDO PER LE VITTIME DELL’AMIANTO NON PROFESSIONALI (EX ESPOSTI DOMESTICI E AMBIENTALI) DEBBA ESSERE FINANZIATO A CARICO DELL’INAIL IN MISURA PARI A QUELLO STABILITO PER LE VITTIME PROFESSIONALI; ED ALTRESI CHE INSIEME ALLO STANZIAMENTO PER LE    BONIFICHE DI ETERNIT CASALE M. E ETERNIT BAGNOLI SIA DEFINITA UNA PARI CIFRA PER LE BONIFICHE DEGLI ALTRI STABILIMENTI CON IL MEDESIMO PROBLEMA: FIBRONIT DI BRONI, CEMAMIT DI FERENTINO, MATERIT DI MATERA, SACELIT DI SAN FILIPPO DEL MELA, SARDIT DI ORISTANO.

Ringraziamo per l’attenzione


Sottoscrivono la lettera:

A. D. L. – Varese
Ass.Italiana Esposti Amianto (AIEA) Nazionale
Avani - Broni
Comitato per la difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro – Sesto San Giovanni (Mi)
Comitato Amianto Lombardia – Milano
ISDE (Medici per l’Ambiente) - Milano
Medicina Democratica Nazionale
Rete per il Diritto alla Salute –Milano e  Lombardia
Unione Sindacale di Base - Milano


Milano, 19 dicembre 2014

sabato 20 dicembre 2014

LUNEDI' 22 dicembre 2014 PRESIDIO PER TUTTA LA GIORNATA A PARTIRE DALLE ORE 7,00 ALL'OSPEDALE GAETANO PINI PIAZZA A. CARDINAL FERRARI 1. Cambio d'appalto, subentrano 3 coop. TAGLIATI I FONDI ALL’ISTITUTO ORTOPEDICO “GAETANO PINI” DI MILANO CHE I LAVORATORI AVEVANO OTTENUTO CON LA LOTTA DEL 2013.


Cambio d'appalto all'ospedale Gaetano Pini, la cooperativa Co.lo.coop viene estromessa dall'appalto ed in sua vece subentrano, con una suddivisione che sarà all'incirca questa:   

Italia Servizi Integrati ----  Sala Operatoria ed aree comuni portierato e facchinaggio
Coopservice ---------------- Reparti – servizio pasti, pulizie e raccolta rifiuti
Team Service -------------- Rimane alle cucine.
La novità è costituita dall'ulteriore taglio delle ore dell'appalto del 15% dopo il 10% dell'anno scorso in quanto l'estensione contrattuale che era stata conquistata dai lavoratori dopo una dura lotta nell'autunno del 2013 è improvvisamente sparita dall'appalto dopo essere stata confermata dall'ospedale nell'indizione della gara.La Regione Lombardia, interpellata in proposito ci ha confermato lo stanziamento previsto per tutta la durata dell'appalto.
Chi gioca all'interno dell'ospedale sulla pelle dei lavoratori, che già oggi hanno salari da fame e che, infischiandosene delle conseguenze negative sul servizio e sui pazienti spinge i lavoratori con le spalle al muro?
A cosa porterà tutto questo?
La CUB DICE : ”NO!”
Non possiamo accettare che siano i lavoratori a pagare il prezzo della “mal gestione” del denaro pubblico, non possiamo permettere che ai lavoratori della Co.lo.coop   venga  decurtato il salario (già assurdamente misero) ancora di più.
La Lombardia è tra le regioni più ricche d’Europa: come viene gestita la ricchezza da essa prodotta? Dove sono i nostri soldi?
La Cub insieme ai lavoratori si mobilita ad oltranza per cambiare questa situazione!! Protesta anche tu insieme a noi.

Milano 16 12 2014

FLAICA-CUB - Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti
Confederazione Unitaria di Base

I diritti dei lavoratori ed utenti non vanno a gara!

I diritti dei lavoratori ed utenti non vanno a gara!

Il 17 dicembre presso la Regione Emilia Romagna si è proceduto all'apertura delle buste per verificare le offerte pervenute sulla messa a gara del trasporto ferroviario regionale.

Come già anticipato l'unica offerta pervenuta è quella di una Associazione Temporanea di Imprese (ATI) fra Trenitalia – capogruppo al 70% - e Tper col restante 30%. La fase successiva prevede l'analisi della regolarità e fattibilità dell'offerta.

Questo non significa assolutamente che il servizio verrà affidato a Trenitalia.

La clausola sociale firmata dai sindacati complici e colpevoli dello smantellamento infatti prevede:


Visti i processi in atto e la preannunciata privatizzazione del gruppo FS ci sembra improbabile l'assorbimento in Trenitalia di Tper mentre è molto più probabile l'ipotesi dello scorporo con la costituzione di una società regionale sul modello Trenord in cui far confluire tutti i 1500 dipendenti ( grossomodo 1000 Trenitalia 500 tper). Un centro di potere e un affare da 3,4 miliardi d'euro, un'occasione per la scalata sociale di qualche ex, come il poltronificio di Tper insegna.

Alla luce di queste considerazione ribadiamo la nostra contrarietà alla privatizzazione del trasporto pubblico rivendicando sia la difesa dei diritti dei lavoratori del settore che quelli dell'utenza pendolare.
Una posizione già espressa da USB nel corso delle trattative con la Regione Emilia Romagna, nelle mobilitazioni e nelle lotte dei mesi scorsi e che continueremo a sostenere anche dinanzi alla futura giunta regionale.

Unione Sindacale di Base
Lavoro Privato

venerdì 19 dicembre 2014

19 Dicembre. Giornata di mobilitazione europea contro il #TTIP - accerchiamo il Consiglio europeo di Bruxelles

19 Dicembre. Giornata di mobilitazione europea contro il #TTIP

Migliaia di persone scenderanno in piazza a Bruxelles il prossimo 19 dicembre per un’Europa sociale, ecologica e democratica e contro le politiche di austerità e il TTIP. Contadini, lavoratori, studenti, semplici cittadini occuperanno le strade di Bruxelles in occasione del prossimo European Council, programmato per il 19 e 20 dicembre prossimi.
Tutte le reti europee sono mobilitate, per sostenere una giornata di azione delocalizzata e il più possibile partecipata.


Europa: il 19 dicembre accerchiamo il Consiglio europeo di Bruxelles 


Questa proposta fa seguito a due iniziative che hanno avuto luogo: l'anno scorso nello stesso tempo e nello stesso luogo contro il Consiglio europeo, in primavera, e con l'accerchiamento della European Business Summit, Incontro dei datori di lavoro europei. In entrambi i casi, gli obiettivi erano la denuncia delle politiche di austerità e la mancanza di democrazia in Europa e i negoziati e le pressioni delle lobby per accordi segreti di libero scambio (AACC, TISA, TAFTA), due questioni che sono ancora rilevanti. Il Belgio, ma anche la Francia e l'Italia sono particolarmente presi di mira ordini europei per il rilascio dei deficit e riforme per la competitività con la complicità dei governi di questi stati. Dopo la giornata europea del 11 ottobre movimento contro accordi di libero scambio in continua diversi paesi. Questa iniziativa è una nuova opportunità per mettere pressione sulle istituzioni europee e anche per pesare la CETA (l'accordo UE-Canada), non viene adottata e ratificata e servire rampa di lancio per l'accordo con gli USA (TAFTA). Movimento belga quindi chiamare i loro partner Europa di unirsi a loro per questo. La coalizione di organizzazioni "D19-20" fornisce l'edificio dove si terrà l'assedio al Consiglio dalle 7:00 del mattino alle 19:00 e una manifestazione dalle ore 10:00.
Le Organizzazioni della Rete europea dei sindacati alternativi e di base formeranno un corteo comune coordinato a livello locale dai compagni dell'UST/FGTB.
Commissione internazionale




Numero 76 - Dicembre 2014


Comunicato stampa
I lavoratori addetti alla sosta (EX PARCHEGGIATORI) sono stati lasciati a casa, senza più reddito, dall’ATM che, insieme al Comune di Milano, non vuole tenere conto degli impegni presi per salvaguardare i posti di lavoro. 
Una situazione economica assurda e disperata che ormai si protrae da tempo, mettendo oltre cento lavoratori in seria difficoltà. 
Inoltre, la quasi totalità dei lavoratori non può nemmeno usufruire degli ammortizzatori sociali, a causa anche di situazioni lavorative in nero, svolte per conto delle cooperative da cui dipendevano e su cui l’ATM in solido ne condivide la responsabilità, avendo fatto mancare i dovuti controlli. 
Il Comitato Sosta Milano, organismo in cui si sono organizzati i lavoratori, unitamente al Coordinamento Milanese di Solidarietà “DALLA PARTE DEI LAVORATORI”, hanno già effettuato numerose iniziative come i recenti presidi davanti alla Prefettura di Milano, a Palazzo Marino e alla sede di ATM SpA. 
Ma nonostante la piena disponibilità dei lavoratori a qualunque soluzione che
dia loro uno sbocco occupazionale, ad oggi ancora nulla si muove.
Abbiamo recentemente incontrato il Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo, molti consiglieri comunali, tra cui quelli della Lega, di SEL, del PD , di FI e IdV. 
In Regione abbiamo incontrato il Consigliere Stefano Buffagni del M5S. Abbiamo partecipato anche al dibattito in Commissione Ambiente e mobilità del 26 novembre, dove abbiamo denunciato le inadempienze del Comune e dall’ATM e fatto rilevare la pesante situazione di estrema difficoltà economica in cui si trovano i lavoratori. Il giorno 23 dicembre prossimo ci sarà anche un incontro con Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali.
Nella giornata di lunedì 15 scorso siamo stati cordialmente ricevuti, presso la Curia Arcivescovile, da don Walter Magnoni responsabile della Pastorale del Lavoro di Milano.
Un incontro positivo e nel quale don Walter Magnoni ha espresso la sua vicinanza ai lavoratori e si è impegnato attraverso le strutture territoriali della Caritas, o direttamente, a dare un sostegno concreto per i casi più disperati. Inoltre il Responsabile della Pastorale del Lavoro, in questi giorni, si farà promotore di un intervento presso le istituzioni, invitando l’Assessore alla Mobilità Maran e anche diversi esponenti del Consiglio Regionale ad attivarsi per aprire un dialogo con gli interessati che possa addivenire a soluzioni accettabili per le parti in causa. Con la Pastorale, infine,è già fissato un nuovo incontro il 21 gennaio 2015 per fare insieme il punto della situazione.
Oggi siamo qui davanti al Palazzo della Stampa per cercare di sensibilizzare i mass media sui problemi reali dei lavoratori e affinché i cittadini milanesi possano rendersi conto di come Atm e Comune si siano mostrati sino ad oggi così insensibili alle condizioni dei cittadini più deboli.
Milano 18 dicembre ’14
Il Comitato Sosta Milano
Il Coordinamento Milanese di solidarietà “DALLA PARTE DEI LAVORATORI”

Uber, una nuova schiavitù. Gli autisti fanno la fame e intanto a Parigi la città bloccata dalle proteste anti Uber

Uber, una nuova schiavitù. Gli autisti fanno la fame

stopuberaffariitaliani.it – “Quando non capisci, a qualcuno conviene”: un vecchio motto, da non trascurare mai. Nemmeno a proposito della cosiddetta “sharing economy”, il “new deal” di alcuni nuovi operatori dell’economa digitale chestanno smontando dall’esterno interi “pezzi” del business tradizionale per appropriarsene demolendo una buona metà del valore preesistente, accaparrandosene l’altra metà e lasciando gli utilizzatori mediamente contenti e i fornitori in braghe di tela. E’ il caso di Uber, la formula anti-taxi che sta spopolando negli Stati Uniti e che invece pian piano la vecchia Europa sta mettendo al bando (ieri la decisione della Francia). Qual è il punto? Il punto è che Uber sfrutta un principio più che geniale assai logico (che è meglio!) secondo cui chi viaggi in macchina da solo può avere convenienza a dare un passaggio a qualcuno che gli paghi la benzina. E fin qui si capisce tutto. Ma Uber pretende anche – e qui è il guaio – di ricavare da questo logico presupposto due conseguenze assai meno logiche e quindi difficilissime da capire: innanzitutto, che il servizio sia efficiente quanto e più dei taxi normali, con tutta l’organizzazione “di garanzia” che la cosa comporta ma che a sua volta comporta l’assunzione di obblighi precisi da parte della “rete” degli autotrasportatori a vantaggio degli utenti; e poi che chi tiene la regia dell’organizzazione ci guadagni, e tanto.
La solita cosiddetta alta finanza di Wall Street (gli analisti, perché Uber fortunatamente non è ancora quotata) dominata per un 10 per cento da una cupola di imbroglioni in grisaglia e per il 90 da un esercito di gonzi assatanati dall’opportunità di guadagnare un botto senza fatica (gli stessi che come diceva Galbraith periodicamente la Borsa stessa provvede ad alleggerire del loro denaro) ha già deciso che Uber varrà, una volta al listino, il triplo di Fiat Chrysler Automobiles. E vabbe’.  Ma qual è il punto? Il punto è che ormai chi aderisce a Uber per prestare la sua opera viene trattato con gli obblighi e addirittura le imposizioni di un lavoratore dipendente senza averne alcuno dei vantaggi e a fronte di una paga da fame. Altro che sharing economy, pura speculazione da padroni delle ferriere ottocenteschi. Com’è possibile? Lo è, eccome. Perché il giochino funziona se a prestare l’opera è un giovanotto di buona famiglia, proprietario di auto, per un paio di mesi d’estate tra un anno e l’altro dell’università. Altro è se per fare l’autista-Uber il malcapitato s’indebita per comprare un’auto e ritiene di poterci ricavare di che vivere con la famiglia. Morirà di fame, ma questo Uber non glielo dice, prima. E così i medesimi malcapitati si ritrovano a fare i doppi e tripli turni sforzandosi anche di sorridere ai clienti che se no gli danno un brutto voto e l’organizzazione può espellerli dal giro.
No, per favore: non serviva Internet per ripristinare lavoro nero e para-schiavitù. Bastavano i padroni delle ferriere di fine Ottocento. 


Parigi bloccata dalle proteste anti Uber

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Strade bloccate dalle prime ore dell’alba per una protesta contro il servizio illegale di Uber nella capitale francese. Alla chiamata del leader sindacale dei tassisti parigini, Ibrahim Sylla, hanno risposto centinaio di taxi inscenando la famosa “protesta della lumaca” parigina che già abbiamo conosciuto in tante occasioni in passato. Grande successo sindacale, come in Italia non sappiamo più fare da anni, mancando una vera rappresentanza che abbia il coraggio delle proprie scelte. 
Foto tratta dall’articolo www.bbc.com/news/business-30476503