-
giovedì 16 giugno 2016
UNA GRANDE MANIFESTAZIONE, PARIGI 14 GIUGNO 2016, NOI C'ERAVAMO ! insieme a OLTRE UN MILIONE DI LAVORATORI E CITTADINI nelle strade della capitale francese per dire NO ALLA LOI TRAVAIL (il JOBS ACT francese). I media italiani mostrano immagini solo degli scontri di poche persone, PAURA DI CONTAGIO ????
venerdì 10 giugno 2016
IN FRANCIA PER FERMARE IL “JOBS-ACT”, ADL Varese accoglie l'Appello dell'Union Syndicale Solidaires a partecipare sotto lo striscione della Rete europea e la bandiera della Rete sindacale : Il 14 Giugno 2016 NOI SAREMO A PARIGI IN MANIFESTAZIONE
IN FRANCIA PER FERMARE IL “JOBS-ACT”
Appello dell'Union Syndicale Solidaires ai sindacati che sono nella Rete sindacale di solidarietà e di lotta e nella Rete europea dei sindacati alternativi e di base a partecipare sotto lo striscione della Rete europea e la bandiera della Rete sindacale.
Per l’Union Syndicale Solidaires, non si tratta di agire per una prospettiva di affossamento del movimento, al contrario, estendendo e rafforzando lo sciopero, ci diamo i mezzi che celebrino l'abbandono del progetto di legge sul lavoro. I lavoratori con l’Unione sindacale Solidaires difendono queste richieste: riduzione dell'orario di lavoro senza perdita di retribuzione, diritto di veto per i rappresentanti dei lavoratori, un'altra divisione della ricchezza in favore dei lavoratori
“Nel corso della manifestazione nazionale del 14 giugno a Parigi contro la legge sul lavoro (loi Travail) saranno invitate delegazioni di sindacalisti stranieri che verranno a esprimere la loro solidarietà. Pensiamo, in Solidaires, di chiedere ai sindacati che sono nella Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta e, naturalmente, nella Rete europea dei sindacati alternativi e di base di venire a questo evento, se possibile, con lo striscione Rete europea e la bandiera della Rete sindacale. Oltre all'espressione della solidarietà internazionale a cui tutti siamo attaccati, questa potrebbe anche essere l'occasione per rendere visibili le nostre Reti” .
Il 14 Giugno 2016
NOI SAREMO A PARIGI
IN MANIFESTAZIONE
La legge ‘lavoro’ è nettamente respinta dalla popolazione francese. Contrariamente a ciò che dice la propaganda del governo, il movimento non si sta indebolendo. Ma non è ancora abbastanza forte per vincere. Questa è la sfida dei prossimi giorni: avere più settori in sciopero. Ci sarano nuovi appelli nazionale a scioperare. I lavoratori hanno bisogna dell’unità dei sindacati francesi per costruire una riposta al livello dell’attacco della legge ‘lavoro’.
Accettare la proposta di legge dal governo per soddisfare i datori di lavoro, significherebbe:
• accettare la liquidazione delle 35 ore di lavoro la settimana
• accettare di lavorare fino a 12 ore al giorno
• accettare che i padroni possono licenziare quando vogliono e come vogliono
• accettare straordinari aumentati soltanto del 10 % (invece del 25 %)
• accettare che gli apprendisti minori debbano lavorare 10 ore al giorno e 40 ore settimanali
• accettare che i referendum aziendali, imposti dal ricatto, possano annullare i diritti collettivi.
ADL parteciperà alla manifestazione con una sua delegazione in solidarietà alle straordinarie lotte dei lavoratori e della cittadinanza francese che si sta opponendo al nuovo Jobs-Act.
7 giugno 2016
ADL – Sindacato di Base
sabato 4 giugno 2016
Sulla situazione sociale in Francia (da Solidaires)
Sulla situazione sociale in Francia
Abbiamo da quattro ani un presidente della Repubblica di sinistra e una Camera di sinistra. E una
volta di più abbiamo, con questa situazione, la prova che la lotta delle classe non si ferma con
elezioni nel quadro del sistema, e anche la prova che la sinistra sa servire gli interesti del
capitalismo quanto è al potere.
La disoccupazione cresca, la precarietà è diventata la regola, i servizi pubblici sono indeboliti, gli
immigrati stigmatizzati. Similmente agli altri governi europei e ai precedenti governi francesi, il
governo francese prensenta un nueva legge contro i lavoratori.
Come se sapete, i lavoratori in Francia sono in lotta.
Dal 9 marzo 2016, con altri sindacati di lavoratori e di studenti, Solidaires ha chiamato i lavoratori
della Francia alla lotta contro la loi Travail, la legge sul ‘lavoro’. Questa legge significherebbe un
arretramento senza precedenti nei diritti individuali e collettivi dei lavoratori.
Accettare la proposta di legge dal governo per soddisfare i datori di lavoro , significherebbe:
• accettare la liquidazione delle 35 ore di lavoro la settimana
• accettare di lavorare fino a 12 ore al giorno
• accettare che i padroni possono licenziare quando vogliono e come vogliono
• accettare straordinari aumentati soltanto del 10 % (invece del 25 % )
• accettare che gli apprendisti minori debbano lavorare 10 ore al giorno e 40 ore settimanali
• accettare che i referendum azinedali, imposti dal ricatto, possano annullare i diritti collettivi.
L’Unione sindacale Solidaires, CGT, FO e FSU e i sindacati degli studenti hanno promosso dopo il 9
marzo manifestazioni e scioperi, il 31 marzo, il 9 aprile, 13 aprile, 26 aprile, 28 aprile, il primo
maggio, il 17 e il 19 maggio e il 26 maggio, due giorni fa...
I lavoratori con l’Unione sindacale Solidaires difendono queste richieste: riduzione dell'orario di
lavoro senza perdita di retribuzione, diritto di veto per i rappresentanti dei lavoratori, un'altra
divisione della ricchezza che produciamo a favore dei lavoratori…
Scioperi organizzati con l’intenzione di essere prolungati sono iniziati 15 giorni con la
partecipazione di varie realtà nelle varie città e aziende: nel settore ferroviario, nelle raffinerie di
petrolio, nel trasporto cargo su strada. Oltre a questi settori professionali nazionali, a livello locale
ci sono scioperi in molte altre imprese (commercio , edilizia, industria , servizi postali , nel settore
culturale, sanitario, nei porti commerciali , etc.). Con centinaia di migliaia di persone che
manifestano, manifestazioni notturne o azioni di blocco in molte città della Francia.
La legge ‘lavoro’ è nettamente respinta dalla popolazione francese. Contrariamente a ciò che dice la
propaganda del governo, il movimento non si sta indebolendo. Ma non è ancora abbastanza forte
per vincere. Questa è la sfida dei prossimi giorni: avere più settori in sciopero. Ci sarano nuovi
appelli nazionale a scioperare. I lavoratori hanno bisogna dell’unità dei sindacati francesi per
costruire una riposta al livello dell’attacco della legge ‘lavoro’.
Per finire, l’union sindacale Solidaires denuncia lo Stato francese violento che reprime i lavoratori.
Contro il movimento di scioperi e le manifestazioni, il governo usa le forze dell’ordine: polizia come
gendarmeria, che va davanti ai manifestanti e usa quasi continuamente contro i manifestanti e i
giornalisti dei gas lacrimogeni, flashball et granate (con elementi in plastica dura). Ci sono stati
compagni arrestati durante le azioni di blocco o durante le manifestazioni. Qualcuno è ancora in
detenzione prima di uno processo legale (un compagno de la CGT a Lille, Nord), altrisono liberi in
attesa di un processo legale. L'Union syndicale Solidaires denuncia ancora una volta la violenza
della polizia e la repressione (arresti e custodia ) contro i manifestanti, ma anche le perquisizione
della polizia nelle sedi dei sindacati (devastazione della sede della CNT a Lille nelle ultime
settimane e la settimana scorsa è successo alla sede di Solidaires di Rennes (Ille-et –Vilaine).
Le prossime settimane saranno fondamentale per vincere
contro il governo e la sua legge 'lavoro', la lotta si fa giornata
dopo giornata e Solidaires con CGT, FO e FSU hanno già
chiamato a un demostrazione nazionale a Parigi il 14 giugnio.
La Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta
Solidaires e altre organizzazioni sindacali d’Europa, d’America, d’Africa e dell’Asia cercano di
costruire un rete internazionale del "sindacalismo di lotta, autonoma, democratica, alternativa,
femminista, internazionalista". Questi rapporti internazionali intensi e regolari vengono utilizzati
per scambiare le esperienze di lotta. Insieme coordiniamo campagne internazionali congiunte, sia
per avanzare rivendicazioni sia per sostenere la solidarietà internazionale.
Nel Marzo 2013, a St-Denis (Francia), abbiamo accolto 200 delegati di base di 25 Paesi, su proposta
di Solidaires, della CGT (Stato Spagnolo) e di CSP-Conlutas (Brasile). Nei loro interventi, sindacati
e delegati hanno sottolineato la necessità di condurre insieme la "lotta di classe" per opporsi ai
“patti sociali" e al "dialogo sociale", sostenuto dalla falsa unione in cerca di "pace sociale". Nel
giugno 2015, abbiamo organizzato un nuovo incontro internazionale a Campinas (Brasile ) . In
questa occasione , abbiamo apprezzato collettivamente gli sviluppi positivi nella costruzione della
nostra rete, tra cui il suo allargamento, ma anche quanta strada dobbiamo ancora fare per darci il
necessario strumento comune internazionale di tutte le forze sindacali che sostengono e praticano
un sindacato di lotta, anticapitalista, di auto-governo , democratico, ambientalista, indipendente da
padroni e governi, internazionalista, e la lotta contro tutte le forme di oppressione (il sessismo , il
razzismo , l'omofobia , la xenofobia ) . La democrazia operaia, l'auto-organizzazione dei lavoratori
sono anche tra i nostri riferimenti comuni .
È ciò che proviamo a fare attraverso la Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta che
riunisce organizzazioni sindacali, correnti sindacali, interprofessionali o di settori professionali,
nazionali o locali, delle Americhe, dell’Asia, dell’Africa e dell'Europa, soprattutto. È uno strumento
da sviluppare, insieme: contro la repressione, in sostegno alle nostre lotte, per riflettere ed
elaborare, per inventare e rinforzare i contro-poteri e costruire in lotte di oggi la società che
vogliamo per domani.
www.laboursolidarity.org
MILANO: SABATO 4 GIUGNO PRESIDIO E CORTEO IN SOLIDARIETA' ALLA LOTTA DEI LAVORATORI IN FRANCIA.
SABATO 4 GIUGNO PRESIDIO E CORTEO IN SOLIDARIETA' ALLA LOTTA DEI LAVORATORI IN FRANCIA!
ORE 11.00: PRESIDIO SOTTO IL CONSOLATO FRANCESE ( Via Turati 21)
ORE 14.00: MANIFESTAZIONE PER LE VIE DI MILANO CON CONCETRAMENTO ALLE 14.00 DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA.
La mobilitazione di giovani e lavoratori in Francia contro la “legge Khomri”, equivalente transalpino del jobs act di Renzi, si è estesa a tutta la Francia e intensificata nei settori dei trasporti e delle raffinerie, con forti manifestazioni nelle piazze di numerose città che finora stanno riuscendo a tener testa alla crescente repressione degli apparati dello Stato.
I lavoratori francesi e l’ampio movimento di classe che si é coagulato attorno alla protesta, stanno portando avanti una lotta coraggiosa contro leggi che rendendo più facili i licenziamenti ed eliminando di fatto ogni limite di durata della giornata lavorativa, intendono sottoporre l’intera classe lavoratrice al continuo ricatto padronale e per questa via imporre un aumento dello sfruttamento e della precarietà.
ORE 11.00: PRESIDIO SOTTO IL CONSOLATO FRANCESE ( Via Turati 21)
ORE 14.00: MANIFESTAZIONE PER LE VIE DI MILANO CON CONCETRAMENTO ALLE 14.00 DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA.
La mobilitazione di giovani e lavoratori in Francia contro la “legge Khomri”, equivalente transalpino del jobs act di Renzi, si è estesa a tutta la Francia e intensificata nei settori dei trasporti e delle raffinerie, con forti manifestazioni nelle piazze di numerose città che finora stanno riuscendo a tener testa alla crescente repressione degli apparati dello Stato.
I lavoratori francesi e l’ampio movimento di classe che si é coagulato attorno alla protesta, stanno portando avanti una lotta coraggiosa contro leggi che rendendo più facili i licenziamenti ed eliminando di fatto ogni limite di durata della giornata lavorativa, intendono sottoporre l’intera classe lavoratrice al continuo ricatto padronale e per questa via imporre un aumento dello sfruttamento e della precarietà.
RIPRENDIAMO LA LOTTA CONTRO IL JOBS ACT IN ITALIA
Creato: Martedì, 31 Maggio 2016 08:22
RIPRENDIAMO LA LOTTA CONTRO IL JOBS ACT IN ITALIA PORTANDO LA NOSTRA SOLIDARIETA' AL MOVIMENTO DI LOTTA IN FRANCIA CONTRO IL JOBS ACT ALLA FRANCESE.
Da un paio di mesi a questa parte in Francia si è messo in moto un movimento di lotta che ha coinvolto un variegato mondo composto da lavoratori, studenti, precari di ogni specie, che si è posto fin da subito l'obiettivo di non far passare la “Loi Travail” (nuova legge sul lavoro) equivalente al “Jobs Act” del governo Renzi.
I punti principali di questa legge, contro cui si sta mobilitando l'intera Francia prevedono, da un parte una maggiore facilità di licenziamento con un ampliamento dei margini di discrezionalità dei motivi di natura economica che possono facilitare il licenziamento dei dipendenti.
Si tratta di criteri ( calo del giro d’affari per diversi trimestri, un generico riferimento alla salvaguardia della competitività… ) che più che essere discrezionali appaiono arbitrari e rendono estremamente difficile per il lavoratore dimostrare l’illegittimità dell’atto espulsivo.
Tale dispositivo in Italia già esiste con l'introduzione della legge Fornero ed è stato aggravato dalla cancellazione dell'art. 18 introdotto con il Jobs act. L'altro punto principale molto più contestato è quello previsto dall'art. 2 della Loi Travail che prevede il dare la precedenza ai contratti aziendali rispetto a quelli nazionali e ha come posta in gioco in particolar modo la questione relativa all'orario di lavoro e quindi la tenuta delle 35 ore conquistate con le lotte dei decenni passati.
Su questi contenuti è in atto un braccio di ferro durissimo con il governo “socialista” di Hollande che ha visto un crescendo di scioperi, manifestazioni (spesso caricate dalla polizia) presidi permanenti di piazze, blocchi dei rifornimenti di carburante e mille altre iniziative distribuite in tutta la Francia che sono solo destinate a crescere in vista delle prossime scadenze per l'avvio dell'iter parlamentare per approvazione di questa legge che approderà in Senato il 14 GIUGNO.
In Italia, come sappiamo, solo una piccola parte del mondo del lavoro ed in particolare nella logistica abbiamo cercato di contrastare il Jobs Act, mentre Cgil Cisl e Uil si limitavano a far finta di esservi contro, trasferendo poi sul piano referendario il “contrasto” alla legge. E' chiaro che solo un grande movimento di lotta può riuscire a bloccare queste leggi che fanno ritornare indietro nel tempo la condizione dei diritti dei lavoratori e lasciano sempre più campo libero all'arbitrio del padrone.
In Francia, oggi, questo sta avvenendo ed è molto importante che ciò avvenga perché rappresenta un fondamentale stimolo per tutti i lavoratori in Europa, per poter rialzare la testa e riuscire a vincere delle battaglie. Per questi motivi, per noi in Italia, oggi, portare solidarietà al movimento di lotta in Francia deve significare prima di tutto riprendere noi la lotta contro il Jobs Act, contro l'espansione di tutte le forme di precarietà, tra cui l'uso indiscriminato dei voucher, per rinnovi di contratti di lavoro che portino significativi miglioramenti alle condizioni di lavoro. Costruiamo da qui al 14 giugno e a seguire un crescendo di iniziative di lotta che sappiano indicare al governo francese, a quello italiano e a tutta Europa che siamo in grado di bloccare le politiche che mirano a cancellare i diritti acquisiti con tanti anni di lotte.
S.I. COBAS
ADL COBAS
Da un paio di mesi a questa parte in Francia si è messo in moto un movimento di lotta che ha coinvolto un variegato mondo composto da lavoratori, studenti, precari di ogni specie, che si è posto fin da subito l'obiettivo di non far passare la “Loi Travail” (nuova legge sul lavoro) equivalente al “Jobs Act” del governo Renzi.
I punti principali di questa legge, contro cui si sta mobilitando l'intera Francia prevedono, da un parte una maggiore facilità di licenziamento con un ampliamento dei margini di discrezionalità dei motivi di natura economica che possono facilitare il licenziamento dei dipendenti.
Si tratta di criteri ( calo del giro d’affari per diversi trimestri, un generico riferimento alla salvaguardia della competitività… ) che più che essere discrezionali appaiono arbitrari e rendono estremamente difficile per il lavoratore dimostrare l’illegittimità dell’atto espulsivo.
Tale dispositivo in Italia già esiste con l'introduzione della legge Fornero ed è stato aggravato dalla cancellazione dell'art. 18 introdotto con il Jobs act. L'altro punto principale molto più contestato è quello previsto dall'art. 2 della Loi Travail che prevede il dare la precedenza ai contratti aziendali rispetto a quelli nazionali e ha come posta in gioco in particolar modo la questione relativa all'orario di lavoro e quindi la tenuta delle 35 ore conquistate con le lotte dei decenni passati.
Su questi contenuti è in atto un braccio di ferro durissimo con il governo “socialista” di Hollande che ha visto un crescendo di scioperi, manifestazioni (spesso caricate dalla polizia) presidi permanenti di piazze, blocchi dei rifornimenti di carburante e mille altre iniziative distribuite in tutta la Francia che sono solo destinate a crescere in vista delle prossime scadenze per l'avvio dell'iter parlamentare per approvazione di questa legge che approderà in Senato il 14 GIUGNO.
In Italia, come sappiamo, solo una piccola parte del mondo del lavoro ed in particolare nella logistica abbiamo cercato di contrastare il Jobs Act, mentre Cgil Cisl e Uil si limitavano a far finta di esservi contro, trasferendo poi sul piano referendario il “contrasto” alla legge. E' chiaro che solo un grande movimento di lotta può riuscire a bloccare queste leggi che fanno ritornare indietro nel tempo la condizione dei diritti dei lavoratori e lasciano sempre più campo libero all'arbitrio del padrone.
In Francia, oggi, questo sta avvenendo ed è molto importante che ciò avvenga perché rappresenta un fondamentale stimolo per tutti i lavoratori in Europa, per poter rialzare la testa e riuscire a vincere delle battaglie. Per questi motivi, per noi in Italia, oggi, portare solidarietà al movimento di lotta in Francia deve significare prima di tutto riprendere noi la lotta contro il Jobs Act, contro l'espansione di tutte le forme di precarietà, tra cui l'uso indiscriminato dei voucher, per rinnovi di contratti di lavoro che portino significativi miglioramenti alle condizioni di lavoro. Costruiamo da qui al 14 giugno e a seguire un crescendo di iniziative di lotta che sappiano indicare al governo francese, a quello italiano e a tutta Europa che siamo in grado di bloccare le politiche che mirano a cancellare i diritti acquisiti con tanti anni di lotte.
S.I. COBAS
ADL COBAS
----------------------------------------------
Iscriviti a:
Post (Atom)








