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venerdì 5 febbraio 2016

LOMBARDIA Le previsioni al 2016: impiego di lavoro (dati ISFOL)

da 
http://fabbisogni.isfol.it/dati/medio_termine/mediotermine_intera%20economia_2016_regioni/LOMBARDIA_settori_2011-2016.pdf


LOMBARDIA Le previsioni al 2016: impiego di lavoro 

La previsione relativa alla dinamica occupazionale che la Lombardia sperimenterà nel corso del periodo 2010-2016 1 mostra una variazione media annua negativa, pari allo 0.1 per cento, che comporterà una riduzione dei livelli occupazionali rispetto a quanto si osservava nel 2009, ma anche rispetto al 2007 (ovvero nella situazione pre-crisi). La differenza tra l’occupazione prevista al 2016 e il dato al 2009 è di circa 23 mila occupati, pari ad una diminuzione del 48.7 per cento. Come si può vedere dal grafico allegato, le contrazioni di occupazione si concentreranno nella prima parte del periodo di previsione (almeno fino al 2013), dopodiché si osserverà una ripresa dell’occupazione regionale che però sarà modesta e non permetterà di recuperare tutte le perdite cumulate. Nel 2016 il numero di occupati sarà pari a 4 milioni 625 mila.


È l’industria in senso stretto, in cui sono impiegati il 26 per cento degli occupati lombardi, il settore dove si registreranno le perdite occupazionali più consistenti nel periodo di previsione. D’altra parte, il crollo dei livelli produttivi in questo settore ha determinato un generale ridimensionamento del numero di occupati, particolarmente intenso in quelle regioni (come la Lombardia) dove più elevata è l’incidenza dell’industria sull’occupazione complessiva. La flessione prevista dell’occupazione è pari allo 0.9 per cento in media all’anno; di conseguenza, il numero di occupati è atteso ridursi di quasi 72 mila persone. Tale variazione rappresenta un ulteriore peggioramento della dinamica della forza lavoro occupata nell’industria lombarda, dal momento che già nel periodo precedente si era avuta una riduzione media annua dello 0.2 per cento. Nel complesso nel 2016 il numero di occupati scenderà a un milione 124 mila addetti




In presidio per gli studenti sospesi: “Occupare è giusto!” (dal sito ZEROINCONDOTTA,www.zic.it)

da ZEROINCONDOTTA
http://www.zic.it/in-presidio-per-gli-studenti-sospesi-occupare-e-giusto/

In presidio per gli studenti sospesi: “Occupare è giusto!”


Iniziativa all’Isart, nel primo giorno di “lavori utili” dei ragazzi sanzionati per le proteste delle scorse settimane. Cas: “L’unico modo per ottenere quello che ci spetta è la lotta quotidiana nelle scuole e in città”.
04 febbraio 2016 - 19:31

12644897_488862214631742_5568921246197705003_nOggi durante le prime giornate di “lavori utili” degli studenti sospesi per aver occupato, abbiamo fatto un presidio davanti al liceo Isart, per sostenere i nostri compagni di scuola e amici, di questo stesso liceo ma anche di tutti gli altri istituti che hanno occupato e i cui studenti hanno ricevuto sanzioni disciplinari. Occupare è giusto e soprattutto legittimo nei nostri istituti che rischiano di crollarci addosso per la mancanza di manutenzione, che non ci offrono laboratori, materiali, addirittura aule e professori mancano spesso. Una scuola che vuole costringerci con l’alternanza scuola lavoro a essere sfruttati in aziende che guadagnano sul nostro lavoro gratuito, con i presidi che esercitano un potere dispotico con ricatti e minacce a professori e studenti. Solidali con tutti e tutte gli studenti occupanti, l’unico modo per ribaltare la situazione e ottenere quello che ci spetta è la lotta quotidiana nelle nostre scuole e nella nostra città!

Cas (Collettivo Autonomo Studentesco)
***Contro ogni forma di repressione, solidarietà a tutti gli studenti colpiti da sanzioni disciplinari per l’occupazione!***
Scuola, raffica di sanzioni e 5 in condotta agli occupanti
Striscioni di solidarietà fuori dalle scuole [foto], Cas: “La nostra dignità sta anche nel combattere chi tenta di azzittirci con ‘punizioni’ e richiami”.
18 gennaio 2016 - 19:49

Contro ogni forma di repressione, solidarietà a tutti gli studenti colpiti da sanzioni disciplinari per l’occupazione!
Fermi (foto fb Cas)Vediamo come a Bologna l’inaridimento del movimento giovanile abbia portato alla conseguenza che siamo ormai l’unico collettivo studentesco che in questa città porta avanti la lotta reale nelle scuole. Da anni ci battiamo come Cas in tutte le scuole bolognesi per portare avanti momenti di mobilitazione e supportiamo ogni studente che decida di mettersi in gioco in percorsi di riappropriazione e rivendicazione di diritti. Noi siamo e saremo sempre presenti. Infatti crediamo che le vere ingiustizie siano lasciare gli studenti in scuole fatiscenti o senza i materiali e personale adeguati per poter svolgere le lezioni. Le scuole che sono state occupate riscontrano gravi problemi di edilizia scolastica e di risorse, come ad esempio soffitti pericolanti, grandi crepe sul muro, temperatura rigida nelle aule a causa della mancanza del riscaldamento e assenza di materiali e laboratori per poter svolgere validamente l’attività scolastica. E pretendiamo che le istituzioni scolastiche bolognesi si misurino sulle nostre istanze in modo serio, dall’edilizia scolastica passando per il carovita dello studente fino ad arrivare all’alternanza scuola-lavoro, che come già ribadito più volte non fa altro che sottopagare, o ancora peggio sfruttare gratuitamente il lavoro e la fatica degli studenti tramite false promesse e beceri ricatti.
In questo processo di aziendalizzazione e privatizzazione che dura anni, la “Buona Scuola” del Governo Renzi si è inserita inasprendo e peggiorando sempre di più la situazione attraverso l’utilizzo di logiche perverse di meritocrazia sbagliata e discriminante, come già abbiamo potuto vedere nel Jobs Act o nel Piano Casa, manovre atte ad “affondare” sempre di più chi ha già poco e niente. Un esempio lampante di cui si dibatte molto in questi mesi, è il nuovo ruolo che assume il preside, divenuto unico protagonista e manager vero e proprio di quella scuola-azienda cui hanno mirato di creare tutti gli ultimi governi, diventando giudice della capacità d’obbedienza dei propri docenti come evidenzia un documento dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi) che parla di non avere più grazie alla nuova riforma le “mani legate” contro i “docenti contrastivi”, cioè coloro che dicono le loro opinioni sui metodi e sulla scuola in generale, come se pensarla diversamente fosse un difetto da smussare. Una figura che acquisisce uno strapotere totalmente squilibrato su di sé, che in mezzo a una comunità che dovrebbe essere atta a costruire un ambiente sociale, collaborativo e istruttivo toglie in pratica agli organi preesistenti negli istituti il potere esecutivo, consentendogli di mantenere, a volte, la libertà di parola.
Effetti di ciò si sono già resi manifesti in tutto il territorio italiano, infatti decine di studenti in diverse città sono stati sospesi e/o denunciati per atti che hanno una forte legittimità politica: tante occupazioni sono infatti state messe in campo per protestare contro la nuova riforma, con uno slancio ancora maggiore dell’anno precedente dopo che, nonostante le migliaia di persone che si sono mobilitate, il governo ha deciso di far votare la “Buona Scuola” con un voto di fiducia in Agosto, tagliando deliberatamente fuori tutto il mondo della formazione. L’occupazione è una pratica legittima che da anni viene proposta da noi studenti, che in essa si mettono in gioco per ricostruire e trasformare la scuola nell’ambiente autogestito, libero e aperto di cui abbiamo bisogno. Scioperare, bloccare, il proprio posto di “lavoro” è un nostro diritto, poiché è il modo più radicale per attirare l’attenzione di tutta quella schiera di politicanti e burocrati che pensano siamo solo oggetti da spostare da un luogo all’altro, senza preoccuparsi che la mancanza di risorse porta una conseguente mancanza di educazione e preparazione per noi. I presidi quindi quest’anno hanno approfittato dell’aumento ulteriore del loro stra potere, per dimostrare con atti di forza come le sanzioni disciplinari e i cinque in condotta, il loro assoluto dominio su tutto ciò che riguarda noi studenti, dall’educazione al diritto a protestare per le condizioni pessime e insostenibili dei nostri istituti. Crediamo sia importante che questi attacchi non passino indisturbatamente, per questo facciamo un appello a tutti i collaboratori scolastici, agli amministratori, ai professori stessi di creare solidarietà e reciprocità nell’ambiente che condividiamo ogni giorno: siamo tutti ricattabili e la nostra dignità sta anche nel combattere chi tenta di azzittirci con “punizioni” e richiami.
La nostra lotta quindi continuerà e sarà sempre più dura, finché non avremo risposte e soluzioni concrete ai problemi che già da anni affliggono lo studente, che sempre più dal sistema Scuola viene sminuito, sfruttato e ritenuto solo un semplice numero, come dimostrano le Invalsi.
Esprimiamo inoltre solidarietà a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno subito la sempre più forte repressione portata avanti dai presidi e da alcuni docenti, perché con loro a lottare c’eravamo anche noi. Stamattina per ribadirlo abbiamo attaccato in varie scuole striscioni in solidarietà a tutti gli studenti e studentesse colpiti da un’ingiusta e arbitraria repressione, perché la lotta per il diritto allo studio e a ambienti scolastici adeguati, è di tutti e tutte!
Collettivo Autonomo Studentesco
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Stamattina abbiamo attaccato in varie scuole di Bologna striscioni di solidarietà con tutti gli studenti e le studentesse colpiti da sanzioni disciplinari, denunce o 5 in condotta a causa delle occupazioni, momenti di lotta intensa e radicale che sono però oggi l’unico modo per attirare l’attenzione e impossibilitare l’indifferenza di chi continua a credere di poter svendere la nostra educazione all’azienda con il progetto di alternanza scuola-lavoro più redditizio o la nostra salute lasciandoci in edifici che rischiano di crollare da un momento all’altro.
Siamo totalmente contrari all’abuso di potere che presidi e alcuni docenti hanno usato contro rivendicazioni legittime di diritti da parte di noi studenti, ci appelliamo perché la solidarietà sia comune a tutti e tutte!
Collettivo Autonomo Studentesco

Grecia, sciopero generale contro la riforma delle pensioni di Alexis Tsipras. Scontri ad Atene (da L'Huffington Post, ANSA)

da


http://www.huffingtonpost.it/2016/02/04/grecia-sciopero-generale-_n_9157780.html

Grecia, sciopero generale contro la riforma delle pensioni di Alexis Tsipras. Scontri ad Atene, giornalista ferito (FOTO)




Pubblicato: Aggiornato: 

DOCUMENTO PARLAMENTINO TAXI DEL 2 FEBBRAIO 2016 (da Taxistory, il Blog dei Tassisti)

Documento parlamentino del 2 feb 2016

DOCUMENTO PARLAMENTINO TAXI DEL 2 FEBBRAIO 2016 Il Parlamentino Taxi riunitosi a Roma in data odierna, concorda che qualora il Senato approvi anche un solo emendamento relativo alla legalizzazione del servizio Uber o similari nel Disegno di Legge sulla Concorrenza, le OO.SS. convocheranno immediatamente delle Assemblee Generali in ogni città d’Italia , in preparazione fermo nazionale della categoria Taxi. Il Parlamentino decide quindi di aggiornarsi in data 16/2/2016 a Genova per costituire un gruppo di lavoro che elabori proposte a tutela del settore Taxi come il recupero del credito di imposta e tutte le altre agevolazioni necessarie e dovute al trasporto pubblico di persone non di linea , e che ne definisca le aree di intervento. URITAXI — UTI — UNICA TAXI CGIL — SATAM CNA — CONFARTIGIANATO TAXI – TAM/ACAI – URI – UNIMPRESA — ATA CASARTIGIANI — LEGA COOPERATIVE — CLAAI TAXI – UGL


martedì 2 febbraio 2016

Secondo l'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) : La disoccupazione mondiale tenderà ad aumentare sia nel 2016 che nel 2017


http://www.ilo.org/rome/risorse-informative/per-la-stampa/comunicati-stampa/WCMS_444323/lang--it/index.htm



Prospettive sociali e occupazionali nel mondo 2106

La disoccupazione mondiale tenderà ad aumentare sia nel 2016 che nel 2017

Nonostante i livelli di disoccupazione siano diminuiti in alcuni paesi industrializzati, nuovi studi dimostrano che la crisi mondiale dell'occupazione non è terminata, soprattutto nei paesi emergenti.
Comunicato stampa | 19 gennaio 2016
GINEVRA (ILO News) — Il nuovo rapporto dell’ILO avverte che il permanere di alti tassi di disoccupazione in tutto il mondo e di forme di occupazione vulnerabile in molti paesi emergenti e in via di sviluppo continua ad avere pesanti conseguenze sul mondo del lavoro. 
Il numero totale di disoccupati nel mondo nel 2015 è stato stimato pari a 197,1 milioni, 27 milioni in più rispetto al livello pre-crisi del 2007. Il dato del 2015 dovrebbe subire un incremento di circa 2,3 milioni nel 2016 e raggiungere i 199,4 milioni. Un ulteriore 1,1 milioni di disoccupati si aggiungeranno nel 2017. Lo afferma il rapporto dell'ILO World Employment and Social Outlook — Trends 2016  (WESO — «Prospettive mondiali dell’occupazione e sociali 2016»). 
«Il rallentamento significativo delle economie emergenti, insieme alla forte diminuzione del prezzo delle materie prime, sta avendo effetti drammatici sul mondo del lavoro», afferma Guy Ryder, Direttore Generale dell'ILO. 
«Un grande numero di lavoratrici e di lavoratori si trovano a dover accettare  lavori a bassa retribuzione, non solo nelle economie emergenti e in via di sviluppo, ma sempre più frequentemente anche nei paesi industrializzati. Nonostante sia diminuito il numero dei disoccupati in alcuni paesi dell’Unione Europea (UE) e negli Stati Uniti, sono sempre troppo numerose le persone ancora senza lavoro. Dobbiamo prendere provvedimenti urgenti per rilanciare le opportunità di lavoro dignitoso. Altrimenti rischiamo che s’intensifichino le tensioni sociali», aggiunge Ryder. 
Le economie emergenti sono le più colpite
Nei paesi industrializzati, il tasso di disoccupazione è sceso dal 7,1 per cento nel 2014 al 6,7 per cento nel 2015. In molti casi, tuttavia, tali miglioramenti non sono stati sufficienti a eliminare il divario occupazionale indotto dalla crisi finanziaria mondiale.
Inoltre, le prospettive occupazionali si sono ormai deteriorate anche nei paesi emergenti e in via di sviluppo, in particolare in Brasile, in Cina e nei paesi produttori di petrolio.
«Il contesto economico instabile, la volatilità dei flussi di capitali, i mercati finanziari ancora mal-funzionanti e la debole domanda globale, continuano a pesare sulle imprese e a scoraggiare gli investimenti e la creazione di posti di lavoro», spiega Raymond Torres, Direttore del Dipartimento della Ricerca dell'ILO. 
«Inoltre, i responsabili delle decisioni politiche devono concentrarsi maggiormente sul rafforzamento delle politiche dell'impiego e la riduzione delle eccessive disuguaglianze. E’ ormai evidente che una buona articolazione delle politiche sociali e del mercato del lavoro sia determinante per rilanciare la crescita economica e per affrontare la crisi dell'occupazione. A quasi otto anni dall'inizio della crisi mondiale, il rafforzamento di queste politiche è necessario e urgente», aggiunge Torres. 
Gli autori del WESO dimostrano che anche la qualità del lavoro rimane una sfida importante. Sebbene si sia registrata una diminuzione dei tassi di povertà nei paesi in via di sviluppo, la diminuzione del numero dei lavoratori poveri è rallentata e il 46% dell'occupazione totale, equivalente a circa 1,5 miliardi di lavoratori, è costituita da occupazione vulnerabile.
L'occupazione vulnerabile è particolarmente elevata nei paesi emergenti e in via di sviluppo, colpendo rispettivamente tra la metà e i tre quarti degli occupati, con picchi del 74 per cento in Asia del Sud, e del 70 per cento in Africa Sub-sahariana.
La sfida del lavoro informale 
Il rapporto dimostra che l'occupazione informale — come percentuale dell'occupazione non-agricola — supera il 50 per cento del totale degli occupati nella metà dei paesi emergenti e in via di sviluppo che presentano dati comparabili. In un terzo di questi paesi, l'occupazione informale colpisce oltre il 65 per cento dei lavoratori.
«La mancanza di lavoro dignitoso porta le persone a volgersi verso l'occupazione informale, tipicamente caratterizzata da scarsa produttività, salari bassi e dall'assenza di protezione sociale. Occorre cambiare questa situazione: dare una risposta tempestiva e vigorosa a questa sfida di dimensioni mondiali è fondamentale per poter realizzare gli Obiettivi dell'Agenda di sviluppo sostenibile 2030 recentemente adottata dalle Nazioni Unite», conclude Ryder. 

Il miglioramento del mercato del lavoro italiano
Il rapporto segnala un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro nei paesi industrializzati – in particolare negli Stati Uniti, la Germania e l’Italia – dove il tasso di disoccupazione è diminuito dal 12,7 per cento nel 2014 al 12,1 per cento nel 2015.
Con una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) dello 0,9 per cento nel 2015, l’Italia figura anche fra le economie europee che sono passate da una crescita negativa o nulla a una ripresa più netta, insieme a Cipro, Portogallo, Slovenia e Spania. Tuttavia e nonostante in Europa il 65 per cento degli scambi economici avvenga tra paesi della regione, l’economia europea è legata anche alle economie emergenti, in particolare alla Cina. Il rallentamento di queste economie rischia quindi di ripercuotersi anche sull’Europa. 
La diminuzione del prezzo dell’energia e il deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro hanno favorito una ripresa dell’occupazione più rapida del previsto nei paesi del sud dell’Europa come Spagna, Portogallo e Italia, nonostante i tassi di disoccupazione nella regione rimangano tuttora superiori ai livelli pre-crisi all’eccezione del Regno Unito e della Germania.
In Europa quasi la metà dei disoccupati sono a rischio povertà. In molti paesi europei, la ripresa dell’occupazione è andata a scapito della qualità, con la creazione di nuovi posti di lavoro concentrata in buona parte in forme di occupazione non standard (come il lavoro occasionale e a tempo parziale). La quota dei contratti di lavoro a tempo pieno, che rappresentava oltre l'80 per cento dell’occupazione totale nel 2007, è scesa di oltre 3 punti percentuali nel 2015. Al contrario, la quota di rapporti di lavoro a tempo parziale sul totale dell’occupazione è salita a più del 22 per cento nel 2015. Inoltre, il lavoro a tempo parziale è spesso involontario. Nel 2014 il 71,2 per cento dei lavoratori a tempo parziale in Grecia erano di natura involontaria, mentre la quota era al di sopra del 64 per cento in Italia e in Spagna e oltre il 50 per cento in Portogallo.
Cos'è l'ILO : L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne. I suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro. (tratto dal sito ufficiale dell'Ufficio dell'ILO per l'Italia e San Marino : ILO-Rome)

Sciopero trasporti, mezzi pubblici e scuola: il calendario di febbraio 2016 (da forexinfo.it)

da 

Sciopero trasporti, mezzi pubblici e scuola: il calendario di febbraio 2016


Sciopero mezzi pubblici febbraio 2016: autobus, metro e treni

Quali sono gli scioperi dei mezzi già confermati a febbraio 2016? Successivamente troverete il calendario completo degli scioperi dei mezzi che sono stati indetti a febbraio 2016 insieme alle fasce orarie in cui i vari servizi potrebbero subire dei rallentamenti.
A febbraio, chi è solito recarsi a lavoro utilizzando mezzi pubblici come metro, bus e treni, dovrà prestare particolare attenzione alle date di alcuni scioperi dei mezzi, in cui non viene garantita la normale circolazione:
  • giovedì 4 febbraio; i cittadini di Roma dovranno fare attenzione allo sciopero indetto dai sindacati OSR SUL-CT a cui aderiranno il personale Cotral e Atac. Circolazione quindi di autobus e metro che potrebbe subire rallentamenti durante la giornata, a causa dello sciopero che durerà 24 ore;
  • mercoledì 10 febbraio; previsti rallentamenti del trasporto pubblico nel comune di Pavia. Infatti, in questa data è stato indetto uno sciopero del personale Soc. Line di Pavia che durerà per tutte le 24 ore di mercoledì;
  • giovedì 11 febbraio; questo giorno ci potrebbero essere dei disagi sulle linee ferroviarie della provincia di Bologna. Infatti, è stato indetto uno sciopero del personale manutenzione infrastruttura Soc. RFI della DTP di Bologna; rallentamenti previsti dalle 21:00 dell’11 alle 21:00 di venerdì 12 febbraio;
  • sabato 12 febbraio: questa volta a fermarsi saranno i trasporti pubblici di Brescia, a causa dello sciopero che ha coinvolto il personale della Società Italiana Autoservizi. Anche in questo caso la circolazione degli autobus e degli altri mezzi di trasporto pubblici potrebbe subire rallentamenti per tutto l’arco delle 24 ore;
  • martedì 23 febbraio: ancora una volta parliamo di Roma, comune in cui è stato indetto uno sciopero del personale Atac di Roma. Rallentamenti previsti per le linee autobus e metro, ma fortunatamente lo sciopero non durerà 24 ore ma “solamente” dalle 9:00 alle 17:00.

Sciopero aeroporti febbraio 2016

Avete prenotato una vacanza e per partire utilizzerete l’aereo? Allora vi consigliamo di dare uno sguardo al calendario degli scioperi di febbraio 2016 che coinvolgeranno alcuni aeroporti italiani, così potrete evitare delle spiacevoli sorprese:
  • venerdì 12 febbraio, il sindacato OSR USB Lavoro privato ha indetto uno sciopero a cui aderirà il personale della Soc. Toscana Aeroporti di Pisa. Possibili ritardi o annullamenti di alcuni voli nella fascia oraria che va dalle 12:00 alle 16:00. Per la stessa giornata il sindacato OST UILT-UIL ha indetto uno sciopero a cui ha aderito il personale della Soc. Sogeaal dell’Aeroporto di Alghero. Anche in questo caso previsti rallentamenti sulla linea aerea dalle 12:00 alle 16:00. Venerdì sarà una giornata di scioperi anche per il personale di Meridiana Fly, che si fermerà per tutte le 24 ore;
  • lunedì 29 febbraio; l’ultimo giorno del mese si concluderà con uno sciopero del personale Enav dell’Aeroporto di Ciampino di Roma, che durerà dalle 13:00 alle 17:00. Lo stesso giorno, ma dalle 12:00 alle 16:00 resterà fermo il personale Soc Toscana degli aeroporti di Firenze e Pisa.

Scioperi delle scuole a febbraio 2016

Se avete dei figli che frequentano le scuole primarie o secondarie vi interesserà sapere che lunedì 15 febbraio non sarà garantito il corretto svolgimento delle lezioni. Infatti, è previsto uno sciopero del personale docente ATA, sia quello con contratto a tempo determinato che indeterminato. Lo sciopero durerà per tutte le 24 ore a livello nazionale.

AZIENDALIZZAZIONE E PRIVATIZZAZIONE SELVAGGE: docenti e studenti dovrebbero non assecondare questa tendenza.(da facebook SISA Afam)*

AZIENDALIZZAZIONE E PRIVATIZZAZIONE SELVAGGE: docenti e studenti dovrebbero non assecondare questa tendenza.
Un altro grave caso di prevaricazione sul pubblico da parte del privato. La tattica è la stessa. Il MIUR non sapeva (e quindi non ha vigilato) o fingeva di non sapere? Noi la risposta ce l'abbiamo.
Procedendo di questo passo si finirà con l'appaltare direttamente gli orari di lezione ad aziende e multinazionali, così che possano promuovere i loro prodotti. Questa non è una fantasia: l'indirizzo che il ministero dell'Istruzione e il Governo stanno dando è esattamente questo. L'iniziativa 'Yamaha musica e scuola', tenutasi presso l'Istituto Casier di Treviso, si è svolta in orario curricolare nonostante questa opzione sia vietata. Tale corso privato, che i genitori hanno dovuto pagare, è stato anche utilizzato dagli insegnanti per la valutazione degli studenti nella disciplina.

https://www.facebook.com/sisa.afam/

*AFAM - Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, il comparto che riunisce le Accademie di Belle Arti ed i Conservatori, regolato dalla legge n. 508/99
**MIUR - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

***SISA AFAM (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente)


lunedì 1 febbraio 2016

Finmeccanica, ADL denuncia : tutti contenti… tranne i lavoratori... LA CAPORETTO DEL SINDACATO un accordo che DISINTEGRA 100 anni di storia Agusta






Finmeccanica: tutti contenti… tranne i lavoratori
PDR, OPERA, FGS, TRASFERTE, ART. 47, APPALTI
LA CAPORETTO DEL SINDACATO
un accordo che DISINTEGRA 100 anni di storia Agusta

Trasferte: la diaria aumenta ma il resto è un disastro, le ore di viaggio pagate all’85% anziché al 100%, il rimborso chilometrico che è meno della metà di quello previsto per legge,   sabati e domeniche pagate solo se si lavora, “forfait” inferiore a quello Agusta, rimborso dei pasti da “take-away” …..

Appalti: la “promessa” di “rispetto delle normative” non serve a molto, ci pare siano tutti obbligati al rispetto della legge: chi prende l’appalto (diretto, sub, o sub-sub appalto) deve (dovrebbe) dimostrare di essere un’azienda sana che non ha contenziosi in corso per motivi gravi, che paga i contributi e le tasse, che paga gli stipendi nei tempi giusti, va stabilito un minimo di valore dell’appalto che tenga conto di stipendi adeguati ecc…..

Permessi retribuiti per visita medica (64 ore x anno): è vero, si allarga la possibilità di fruire dei permessi per accompagnare parenti, ma il loro N° si riduce drasticamente rispetto ad Agusta che consente 3 permessi al mese di 3 ore (oltre 100 ore all’anno);

Nel frattempo, un pasticcio dietro l’altro: riduzione immotivata degli “esterni”, riduzione di tutti i budget di spesa, riduzione del 30% del valore degli appalti, nessuno sa ancora come ci chiamiamo e si continua a produrre documentazione a nome Agusta, le aziende non Italiane non firmano più i documenti perché non più Finmeccanica ….

Per cercare di aggiornare i lavoratori sulla trattativa in corso, abbiamo organizzato una

ASSEMBLEA NON RETRIBUITA
-IN SCIOPERO-
(in saletta sindacale)
per tutti i dipendenti Agusta
Martedì 2 Febbraio 2016

dalle ore 13.00 alle ore 14.00 – 1° turno

dalle 14.00 alle 15.00 – 2° turno e giornata

C. Costa  29 gennaio 2016


Sciopero generale nel Sulcis, blocchi stradali sulla 130: "Vogliamo lavoro" (da L'UNIONE SARDA.it)

Sciopero generale nel Sulcis, blocchi stradali sulla 130: "Vogliamo lavoro"

Oggi alle 08:33 - ultimo aggiornamento alle 11:38

Al via dall'alba lo sciopero generale del Sulcis, con rallentamenti al traffico in quattro punti nevralgici delle strade dove gli organizzatori stanno distribuendo 30 mila volantini ai sulcitani che percorrono la 130, dall'ingresso di Iglesias alla rotonda di Siliqua, lungo l'asse di collegamento fra Teulada e Sant'Anna Arresi, fino all'ingresso di Villamassargia.
Un momento della manifestazione (foto Ilenia Mura)
Un momento della manifestazione (foto Ilenia Mura)
"Sarà il primo passo di una grande mobilitazione che non si fermerà fino a quando non otterremo risposte da Regione e Governo sulle soluzioni da mettere in campo, subito, per far risollevare le sorti economiche di un territorio alla fame".
Per gli organizzatori ci sono da risolvere le vertenze industriali, cui si aggiunge il tema caldo del Piano Sulcis: "Bloccato, non abbiamo visto un cantiere aperto".
Per non parlare della disoccupazione: "Dilagante, non si contano più le persone senza lavoro".
Blocco a Sant'Anna Arresi (foto Fabio Murru)
Blocco a Sant'Anna Arresi (foto Fabio Murru)
Malore per una manifestante per la quale è stato necessario l'intervento di un'ambulanza.
Intanto gli studenti stanno manifestando contro la crisi: "La Regione ci deve ascoltare, anche noi siamo disperati".
Sul posto è arrivato anche il deputato Unidos Mauro Pili: "Sciopero da condividere, anche il Piano Sulcis è un bluff".
Da febbraio la mobilitazione generale e popolare vede tra i suoi artefici oltre le organizzazioni sindacali Cisl, Cisal, Fismic, Consal (assenti Cgil e Uil), il Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente, artigiani e commercianti, agricoltori, pastori, pescatori, Movimento Sardegna Zona Franca, Movimento studenti, Movimento disoccupati, il Comitato per la salute del Sulcis e altri movimenti, gruppi e comitati dei diversi settori della società civile e amministratori.

Oto Melara, La Spezia, presidio e blocco stradale davanti allo stabilimento. Benefit cancellati e rischio esuberi alla base della protesta.(da La Spezia Primocanale.it)


Nel mirino dei lavoratori riduzione dei benefit e timore di esuberi

Oto Melara, presidio e blocco stradale davanti allo stabilimento

lunedì, 01 febbraio 2016
Due ore di sciopero allo stabilimento spezzino di Oto Melara. Benefit cancellati e rischio esuberi alla base della protesta.

 LASPEZIA - L'annunciato sciopero di due ore con presidio proclamato dai sindacati metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil di fronte agli stabilimenti di Oto Melara è cominciato alle 8 con un blocco stradale da parte dei lavoratori proprio nella strada di transto davanti all'ingresso della sede spezzina dell'azienda armiera del gruppo Finmeccanica.
La mobilitazione è stata indetta dai sindacati metalmeccanici di CGIL, CISL e UIL contro la rimodulazione dei contratti dopo l'accorpamento interno di Finmeccanica. I rischi, secondo i sindacati sono legati al ridimensionamento dei benefit, dalle trasferte ai contributi per gli asili, ma soprattutto c’è il timore di esuberi. Il traffico nella zona industriale è stato deviato a causa del blocco, che si è esaurito intorno alle 10.
Graziano Leonardi, della Uilm, ha chiarito la situazione ai microfoni di Primocanale: "Vogliamo denunciare il fatto che i dipendenti di Oto Melara lasciano sul piatto parecchi soldi, mancano tanti benefit, benefit che negli anni i lavoratori hanno costruito, parliamo di circa seimila euro a persona. Per quanto riguarda gli esuberi ad oggi non ce ne sono, quello che succederà domani non lo so. Siamo preoccupati per i carichi di lavoro che sono calati, il governo non ha stanziato le risorse, sul navale il carico di lavoro è di sei mesi".
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