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martedì 2 febbraio 2016

Secondo l'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) : La disoccupazione mondiale tenderà ad aumentare sia nel 2016 che nel 2017


http://www.ilo.org/rome/risorse-informative/per-la-stampa/comunicati-stampa/WCMS_444323/lang--it/index.htm



Prospettive sociali e occupazionali nel mondo 2106

La disoccupazione mondiale tenderà ad aumentare sia nel 2016 che nel 2017

Nonostante i livelli di disoccupazione siano diminuiti in alcuni paesi industrializzati, nuovi studi dimostrano che la crisi mondiale dell'occupazione non è terminata, soprattutto nei paesi emergenti.
Comunicato stampa | 19 gennaio 2016
GINEVRA (ILO News) — Il nuovo rapporto dell’ILO avverte che il permanere di alti tassi di disoccupazione in tutto il mondo e di forme di occupazione vulnerabile in molti paesi emergenti e in via di sviluppo continua ad avere pesanti conseguenze sul mondo del lavoro. 
Il numero totale di disoccupati nel mondo nel 2015 è stato stimato pari a 197,1 milioni, 27 milioni in più rispetto al livello pre-crisi del 2007. Il dato del 2015 dovrebbe subire un incremento di circa 2,3 milioni nel 2016 e raggiungere i 199,4 milioni. Un ulteriore 1,1 milioni di disoccupati si aggiungeranno nel 2017. Lo afferma il rapporto dell'ILO World Employment and Social Outlook — Trends 2016  (WESO — «Prospettive mondiali dell’occupazione e sociali 2016»). 
«Il rallentamento significativo delle economie emergenti, insieme alla forte diminuzione del prezzo delle materie prime, sta avendo effetti drammatici sul mondo del lavoro», afferma Guy Ryder, Direttore Generale dell'ILO. 
«Un grande numero di lavoratrici e di lavoratori si trovano a dover accettare  lavori a bassa retribuzione, non solo nelle economie emergenti e in via di sviluppo, ma sempre più frequentemente anche nei paesi industrializzati. Nonostante sia diminuito il numero dei disoccupati in alcuni paesi dell’Unione Europea (UE) e negli Stati Uniti, sono sempre troppo numerose le persone ancora senza lavoro. Dobbiamo prendere provvedimenti urgenti per rilanciare le opportunità di lavoro dignitoso. Altrimenti rischiamo che s’intensifichino le tensioni sociali», aggiunge Ryder. 
Le economie emergenti sono le più colpite
Nei paesi industrializzati, il tasso di disoccupazione è sceso dal 7,1 per cento nel 2014 al 6,7 per cento nel 2015. In molti casi, tuttavia, tali miglioramenti non sono stati sufficienti a eliminare il divario occupazionale indotto dalla crisi finanziaria mondiale.
Inoltre, le prospettive occupazionali si sono ormai deteriorate anche nei paesi emergenti e in via di sviluppo, in particolare in Brasile, in Cina e nei paesi produttori di petrolio.
«Il contesto economico instabile, la volatilità dei flussi di capitali, i mercati finanziari ancora mal-funzionanti e la debole domanda globale, continuano a pesare sulle imprese e a scoraggiare gli investimenti e la creazione di posti di lavoro», spiega Raymond Torres, Direttore del Dipartimento della Ricerca dell'ILO. 
«Inoltre, i responsabili delle decisioni politiche devono concentrarsi maggiormente sul rafforzamento delle politiche dell'impiego e la riduzione delle eccessive disuguaglianze. E’ ormai evidente che una buona articolazione delle politiche sociali e del mercato del lavoro sia determinante per rilanciare la crescita economica e per affrontare la crisi dell'occupazione. A quasi otto anni dall'inizio della crisi mondiale, il rafforzamento di queste politiche è necessario e urgente», aggiunge Torres. 
Gli autori del WESO dimostrano che anche la qualità del lavoro rimane una sfida importante. Sebbene si sia registrata una diminuzione dei tassi di povertà nei paesi in via di sviluppo, la diminuzione del numero dei lavoratori poveri è rallentata e il 46% dell'occupazione totale, equivalente a circa 1,5 miliardi di lavoratori, è costituita da occupazione vulnerabile.
L'occupazione vulnerabile è particolarmente elevata nei paesi emergenti e in via di sviluppo, colpendo rispettivamente tra la metà e i tre quarti degli occupati, con picchi del 74 per cento in Asia del Sud, e del 70 per cento in Africa Sub-sahariana.
La sfida del lavoro informale 
Il rapporto dimostra che l'occupazione informale — come percentuale dell'occupazione non-agricola — supera il 50 per cento del totale degli occupati nella metà dei paesi emergenti e in via di sviluppo che presentano dati comparabili. In un terzo di questi paesi, l'occupazione informale colpisce oltre il 65 per cento dei lavoratori.
«La mancanza di lavoro dignitoso porta le persone a volgersi verso l'occupazione informale, tipicamente caratterizzata da scarsa produttività, salari bassi e dall'assenza di protezione sociale. Occorre cambiare questa situazione: dare una risposta tempestiva e vigorosa a questa sfida di dimensioni mondiali è fondamentale per poter realizzare gli Obiettivi dell'Agenda di sviluppo sostenibile 2030 recentemente adottata dalle Nazioni Unite», conclude Ryder. 

Il miglioramento del mercato del lavoro italiano
Il rapporto segnala un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro nei paesi industrializzati – in particolare negli Stati Uniti, la Germania e l’Italia – dove il tasso di disoccupazione è diminuito dal 12,7 per cento nel 2014 al 12,1 per cento nel 2015.
Con una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) dello 0,9 per cento nel 2015, l’Italia figura anche fra le economie europee che sono passate da una crescita negativa o nulla a una ripresa più netta, insieme a Cipro, Portogallo, Slovenia e Spania. Tuttavia e nonostante in Europa il 65 per cento degli scambi economici avvenga tra paesi della regione, l’economia europea è legata anche alle economie emergenti, in particolare alla Cina. Il rallentamento di queste economie rischia quindi di ripercuotersi anche sull’Europa. 
La diminuzione del prezzo dell’energia e il deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro hanno favorito una ripresa dell’occupazione più rapida del previsto nei paesi del sud dell’Europa come Spagna, Portogallo e Italia, nonostante i tassi di disoccupazione nella regione rimangano tuttora superiori ai livelli pre-crisi all’eccezione del Regno Unito e della Germania.
In Europa quasi la metà dei disoccupati sono a rischio povertà. In molti paesi europei, la ripresa dell’occupazione è andata a scapito della qualità, con la creazione di nuovi posti di lavoro concentrata in buona parte in forme di occupazione non standard (come il lavoro occasionale e a tempo parziale). La quota dei contratti di lavoro a tempo pieno, che rappresentava oltre l'80 per cento dell’occupazione totale nel 2007, è scesa di oltre 3 punti percentuali nel 2015. Al contrario, la quota di rapporti di lavoro a tempo parziale sul totale dell’occupazione è salita a più del 22 per cento nel 2015. Inoltre, il lavoro a tempo parziale è spesso involontario. Nel 2014 il 71,2 per cento dei lavoratori a tempo parziale in Grecia erano di natura involontaria, mentre la quota era al di sopra del 64 per cento in Italia e in Spagna e oltre il 50 per cento in Portogallo.
Cos'è l'ILO : L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne. I suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro. (tratto dal sito ufficiale dell'Ufficio dell'ILO per l'Italia e San Marino : ILO-Rome)

Sciopero trasporti, mezzi pubblici e scuola: il calendario di febbraio 2016 (da forexinfo.it)

da 

Sciopero trasporti, mezzi pubblici e scuola: il calendario di febbraio 2016


Sciopero mezzi pubblici febbraio 2016: autobus, metro e treni

Quali sono gli scioperi dei mezzi già confermati a febbraio 2016? Successivamente troverete il calendario completo degli scioperi dei mezzi che sono stati indetti a febbraio 2016 insieme alle fasce orarie in cui i vari servizi potrebbero subire dei rallentamenti.
A febbraio, chi è solito recarsi a lavoro utilizzando mezzi pubblici come metro, bus e treni, dovrà prestare particolare attenzione alle date di alcuni scioperi dei mezzi, in cui non viene garantita la normale circolazione:
  • giovedì 4 febbraio; i cittadini di Roma dovranno fare attenzione allo sciopero indetto dai sindacati OSR SUL-CT a cui aderiranno il personale Cotral e Atac. Circolazione quindi di autobus e metro che potrebbe subire rallentamenti durante la giornata, a causa dello sciopero che durerà 24 ore;
  • mercoledì 10 febbraio; previsti rallentamenti del trasporto pubblico nel comune di Pavia. Infatti, in questa data è stato indetto uno sciopero del personale Soc. Line di Pavia che durerà per tutte le 24 ore di mercoledì;
  • giovedì 11 febbraio; questo giorno ci potrebbero essere dei disagi sulle linee ferroviarie della provincia di Bologna. Infatti, è stato indetto uno sciopero del personale manutenzione infrastruttura Soc. RFI della DTP di Bologna; rallentamenti previsti dalle 21:00 dell’11 alle 21:00 di venerdì 12 febbraio;
  • sabato 12 febbraio: questa volta a fermarsi saranno i trasporti pubblici di Brescia, a causa dello sciopero che ha coinvolto il personale della Società Italiana Autoservizi. Anche in questo caso la circolazione degli autobus e degli altri mezzi di trasporto pubblici potrebbe subire rallentamenti per tutto l’arco delle 24 ore;
  • martedì 23 febbraio: ancora una volta parliamo di Roma, comune in cui è stato indetto uno sciopero del personale Atac di Roma. Rallentamenti previsti per le linee autobus e metro, ma fortunatamente lo sciopero non durerà 24 ore ma “solamente” dalle 9:00 alle 17:00.

Sciopero aeroporti febbraio 2016

Avete prenotato una vacanza e per partire utilizzerete l’aereo? Allora vi consigliamo di dare uno sguardo al calendario degli scioperi di febbraio 2016 che coinvolgeranno alcuni aeroporti italiani, così potrete evitare delle spiacevoli sorprese:
  • venerdì 12 febbraio, il sindacato OSR USB Lavoro privato ha indetto uno sciopero a cui aderirà il personale della Soc. Toscana Aeroporti di Pisa. Possibili ritardi o annullamenti di alcuni voli nella fascia oraria che va dalle 12:00 alle 16:00. Per la stessa giornata il sindacato OST UILT-UIL ha indetto uno sciopero a cui ha aderito il personale della Soc. Sogeaal dell’Aeroporto di Alghero. Anche in questo caso previsti rallentamenti sulla linea aerea dalle 12:00 alle 16:00. Venerdì sarà una giornata di scioperi anche per il personale di Meridiana Fly, che si fermerà per tutte le 24 ore;
  • lunedì 29 febbraio; l’ultimo giorno del mese si concluderà con uno sciopero del personale Enav dell’Aeroporto di Ciampino di Roma, che durerà dalle 13:00 alle 17:00. Lo stesso giorno, ma dalle 12:00 alle 16:00 resterà fermo il personale Soc Toscana degli aeroporti di Firenze e Pisa.

Scioperi delle scuole a febbraio 2016

Se avete dei figli che frequentano le scuole primarie o secondarie vi interesserà sapere che lunedì 15 febbraio non sarà garantito il corretto svolgimento delle lezioni. Infatti, è previsto uno sciopero del personale docente ATA, sia quello con contratto a tempo determinato che indeterminato. Lo sciopero durerà per tutte le 24 ore a livello nazionale.

AZIENDALIZZAZIONE E PRIVATIZZAZIONE SELVAGGE: docenti e studenti dovrebbero non assecondare questa tendenza.(da facebook SISA Afam)*

AZIENDALIZZAZIONE E PRIVATIZZAZIONE SELVAGGE: docenti e studenti dovrebbero non assecondare questa tendenza.
Un altro grave caso di prevaricazione sul pubblico da parte del privato. La tattica è la stessa. Il MIUR non sapeva (e quindi non ha vigilato) o fingeva di non sapere? Noi la risposta ce l'abbiamo.
Procedendo di questo passo si finirà con l'appaltare direttamente gli orari di lezione ad aziende e multinazionali, così che possano promuovere i loro prodotti. Questa non è una fantasia: l'indirizzo che il ministero dell'Istruzione e il Governo stanno dando è esattamente questo. L'iniziativa 'Yamaha musica e scuola', tenutasi presso l'Istituto Casier di Treviso, si è svolta in orario curricolare nonostante questa opzione sia vietata. Tale corso privato, che i genitori hanno dovuto pagare, è stato anche utilizzato dagli insegnanti per la valutazione degli studenti nella disciplina.

https://www.facebook.com/sisa.afam/

*AFAM - Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, il comparto che riunisce le Accademie di Belle Arti ed i Conservatori, regolato dalla legge n. 508/99
**MIUR - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

***SISA AFAM (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente)


lunedì 1 febbraio 2016

Finmeccanica, ADL denuncia : tutti contenti… tranne i lavoratori... LA CAPORETTO DEL SINDACATO un accordo che DISINTEGRA 100 anni di storia Agusta






Finmeccanica: tutti contenti… tranne i lavoratori
PDR, OPERA, FGS, TRASFERTE, ART. 47, APPALTI
LA CAPORETTO DEL SINDACATO
un accordo che DISINTEGRA 100 anni di storia Agusta

Trasferte: la diaria aumenta ma il resto è un disastro, le ore di viaggio pagate all’85% anziché al 100%, il rimborso chilometrico che è meno della metà di quello previsto per legge,   sabati e domeniche pagate solo se si lavora, “forfait” inferiore a quello Agusta, rimborso dei pasti da “take-away” …..

Appalti: la “promessa” di “rispetto delle normative” non serve a molto, ci pare siano tutti obbligati al rispetto della legge: chi prende l’appalto (diretto, sub, o sub-sub appalto) deve (dovrebbe) dimostrare di essere un’azienda sana che non ha contenziosi in corso per motivi gravi, che paga i contributi e le tasse, che paga gli stipendi nei tempi giusti, va stabilito un minimo di valore dell’appalto che tenga conto di stipendi adeguati ecc…..

Permessi retribuiti per visita medica (64 ore x anno): è vero, si allarga la possibilità di fruire dei permessi per accompagnare parenti, ma il loro N° si riduce drasticamente rispetto ad Agusta che consente 3 permessi al mese di 3 ore (oltre 100 ore all’anno);

Nel frattempo, un pasticcio dietro l’altro: riduzione immotivata degli “esterni”, riduzione di tutti i budget di spesa, riduzione del 30% del valore degli appalti, nessuno sa ancora come ci chiamiamo e si continua a produrre documentazione a nome Agusta, le aziende non Italiane non firmano più i documenti perché non più Finmeccanica ….

Per cercare di aggiornare i lavoratori sulla trattativa in corso, abbiamo organizzato una

ASSEMBLEA NON RETRIBUITA
-IN SCIOPERO-
(in saletta sindacale)
per tutti i dipendenti Agusta
Martedì 2 Febbraio 2016

dalle ore 13.00 alle ore 14.00 – 1° turno

dalle 14.00 alle 15.00 – 2° turno e giornata

C. Costa  29 gennaio 2016


Sciopero generale nel Sulcis, blocchi stradali sulla 130: "Vogliamo lavoro" (da L'UNIONE SARDA.it)

Sciopero generale nel Sulcis, blocchi stradali sulla 130: "Vogliamo lavoro"

Oggi alle 08:33 - ultimo aggiornamento alle 11:38

Al via dall'alba lo sciopero generale del Sulcis, con rallentamenti al traffico in quattro punti nevralgici delle strade dove gli organizzatori stanno distribuendo 30 mila volantini ai sulcitani che percorrono la 130, dall'ingresso di Iglesias alla rotonda di Siliqua, lungo l'asse di collegamento fra Teulada e Sant'Anna Arresi, fino all'ingresso di Villamassargia.
Un momento della manifestazione (foto Ilenia Mura)
Un momento della manifestazione (foto Ilenia Mura)
"Sarà il primo passo di una grande mobilitazione che non si fermerà fino a quando non otterremo risposte da Regione e Governo sulle soluzioni da mettere in campo, subito, per far risollevare le sorti economiche di un territorio alla fame".
Per gli organizzatori ci sono da risolvere le vertenze industriali, cui si aggiunge il tema caldo del Piano Sulcis: "Bloccato, non abbiamo visto un cantiere aperto".
Per non parlare della disoccupazione: "Dilagante, non si contano più le persone senza lavoro".
Blocco a Sant'Anna Arresi (foto Fabio Murru)
Blocco a Sant'Anna Arresi (foto Fabio Murru)
Malore per una manifestante per la quale è stato necessario l'intervento di un'ambulanza.
Intanto gli studenti stanno manifestando contro la crisi: "La Regione ci deve ascoltare, anche noi siamo disperati".
Sul posto è arrivato anche il deputato Unidos Mauro Pili: "Sciopero da condividere, anche il Piano Sulcis è un bluff".
Da febbraio la mobilitazione generale e popolare vede tra i suoi artefici oltre le organizzazioni sindacali Cisl, Cisal, Fismic, Consal (assenti Cgil e Uil), il Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente, artigiani e commercianti, agricoltori, pastori, pescatori, Movimento Sardegna Zona Franca, Movimento studenti, Movimento disoccupati, il Comitato per la salute del Sulcis e altri movimenti, gruppi e comitati dei diversi settori della società civile e amministratori.

Oto Melara, La Spezia, presidio e blocco stradale davanti allo stabilimento. Benefit cancellati e rischio esuberi alla base della protesta.(da La Spezia Primocanale.it)


Nel mirino dei lavoratori riduzione dei benefit e timore di esuberi

Oto Melara, presidio e blocco stradale davanti allo stabilimento

lunedì, 01 febbraio 2016
Due ore di sciopero allo stabilimento spezzino di Oto Melara. Benefit cancellati e rischio esuberi alla base della protesta.

 LASPEZIA - L'annunciato sciopero di due ore con presidio proclamato dai sindacati metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil di fronte agli stabilimenti di Oto Melara è cominciato alle 8 con un blocco stradale da parte dei lavoratori proprio nella strada di transto davanti all'ingresso della sede spezzina dell'azienda armiera del gruppo Finmeccanica.
La mobilitazione è stata indetta dai sindacati metalmeccanici di CGIL, CISL e UIL contro la rimodulazione dei contratti dopo l'accorpamento interno di Finmeccanica. I rischi, secondo i sindacati sono legati al ridimensionamento dei benefit, dalle trasferte ai contributi per gli asili, ma soprattutto c’è il timore di esuberi. Il traffico nella zona industriale è stato deviato a causa del blocco, che si è esaurito intorno alle 10.
Graziano Leonardi, della Uilm, ha chiarito la situazione ai microfoni di Primocanale: "Vogliamo denunciare il fatto che i dipendenti di Oto Melara lasciano sul piatto parecchi soldi, mancano tanti benefit, benefit che negli anni i lavoratori hanno costruito, parliamo di circa seimila euro a persona. Per quanto riguarda gli esuberi ad oggi non ce ne sono, quello che succederà domani non lo so. Siamo preoccupati per i carichi di lavoro che sono calati, il governo non ha stanziato le risorse, sul navale il carico di lavoro è di sei mesi".
http://www.primocanale.it/notizie/oto-melara-presidio-e-blocco-stradale-davanti-allo-stabilimento-166639.html

A proposito della campagna di Renzi contro gli "assenteisti" : Quanto siamo fessi!!!! (parole in libertà a cura di Joseph Fremder, dalla rubria "La linguaccia", sito unisinbnl.it)

120 “La linguaccia”
Parole in libertà a cura di Joseph Fremder
«Non tutto ciò che può essere contato conta,
 non tutto ciò che conta può essere contato.» (Albert Einstein)
Politica, Banche e…………………………….
“Uomini, donne, vecchi e bambini……..udite, udite: quanto siamo fessi!!!!”
Si plaude al giovin giustiziere Renzi che finalmente dopo avere permesso e legittimato il licenziamento “ingiusto” decretando la condanna a morte dell’art. 18 ora permette e legittima il licenziamento in 48 ore!!!!
“Uomini, donne, vecchi e bambini ……..applaudite, applaudite il vostro carnefice, il giovin giustiziere.”
Il giovin Renzi e il suo codazzo di ministri e ministre giocano molto sulla nostra ignoranza, sulla nostra superficialità, sulla manipolazione della notizia…….siamo super informati da “porta a porta”, siamo super informati nella “piazza pulita”, siamo super informati anche alle “otto e mezza” e siamo super informati da TG 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 ma restiamo un popolo che nella sua stragrande maggioranza viaggia in superficie e si accontenta di quello che Enzo Jannacci definiva in una sua famosa canzone “la televisiun la te indurmenta men cujun, la televisiun la ga’ ‘na forsa de leun!”.
Veniamo al dunque in poche righe.
La Repubblica.it il 17 gennaio 2016 titola: “Così saranno licenziati i dipendenti assenteisti. Ecco il piano del Governo”.
Nell’articolo si legge: “Il dipendente pubblico che timbra il cartellino senza andare in ufficio, o sarà sorpreso in flagranza in altri illeciti disciplinari, sarà sospeso dal lavoro e dalla retribuzione nell’arco di 48 ore. Nello stesso tempo scatteranno, da una parte le procedure per il licenziamento e, dall’altra, quelle per l’esame della Corte dei Conti dell’eventuale danno erariale. Il dirigente sarà obbligato a prendere questi provvedimenti pena il suo stesso licenziamento perché l’omissione diventerà un reato perseguibile penalmente. E’ il piano del Governo per rendere davvero possibile cacciare i lavoratori pubblici che commettono un reato ai danni della pubblica amministrazione.”
La linguaccia vuole provare a spiegare perché e quanto siamo fessi.
1)    L’attuale giurisprudenza prevede il licenziamento IN TRONCO (vuole dire “da subito”) del lavoratore che si fa timbrare il cartellino (badge)  senza essere presente in ufficio. La legge prevede inoltre anche azioni penali nei confronti del lavoratore (furto, evasione fiscale etc.).
2)    L’attuale legge permette alle Aziende di  licenziare IN TRONCO il lavoratore anche per insubordinazione, per assenze ingiustificate, per critiche al datore di lavoro, per avere commesso reati anche nella vita privata, per il rifiuto ad eseguire prestazioni di lavoro richieste, per violazione dei doveri di diligenza, di riservatezza ed obbedienza, per violazione del dovere di fedeltà.
Tutto questo già esiste e non prevede 48 ore ma lo si può fare da subito consegnando al dipendente una lettera di licenziamento IN TRONCO.
Perché allora il giovin Renzi spara questa novità che novità non è?
Forse perché come ha fatto per la “famosa assemblea” der Colosseo, parlando di assemblea puntava a colpire  il diritto di sciopero? (cosa che ha fatto!)
Forse perche come ha fatto per l’art. 18 dello statuto dei lavoratori puntava a introdurre il licenziamento libero? (cosa che ha fatto!)
Forse perché come ha fatto con l’art. 4 dello statuto dei lavoratori  puntava in realtà a legittimare il controllo sui lavoratori? (cosa che ha fatto!)
Forse perché attraverso l’introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti ha in realtà cancellato il contratto a tempo indeterminato e introdotto esclusivamente la precarietà nei contratti? (cosa che ha fatto!)
Quindi Renzi parlando dei “furbetti del cartellino” in realtà punta a colpire altri lavoratori che nulla hanno a che vedere con furbetti e cartellini.
Certo che il decisionismo Renziano quando si parla di lavoratori ha portato a licenziare in maniera selvaggia, a limitare il diritto di sciopero, a controllare in barba alla privacy, a precarizzare il lavoro ed ora……..
Altrettanto certo è che quando si parla di manager, delle loro truffe, dei loro fallimenti, delle loro triple pensioni, dei loro “mille” incarichi retribuiti, delle loro buoneuscite miliardarie……del decisionismo di Renzi non si registra più alcuna traccia e segnale. Chissà perché?! Chissà perché per i manager tutto resta come prima…….?!
Uomini, donne, vecchi e bambini prima di applaudire al divin Renzi ed ai suoi giochi di prestigio perdete due minuti e riflettete su un mondo del lavoro che Papa Francesco definisce “della schiavitù”.
Uomini, donne, vecchi e bambini……..quanto siamo fessi!

Roma,  17 gennaio 2016
Joseph Fremder

Segretario Generale Unità Sindacale BNL - Segretario Nazionale Unità Sindacale

http://www.unisinbnl.it/

Documenti Convegno “Diritto alla Salute e sanità integrativa” del 16/01/2016 – Milano

Documenti Convegno “Diritto alla Salute e sanità integrativa” del 16/01/2016 – Milano

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Da Milano parte il coordinamento di lavoratori e delegati del pubblico impiego

Da Milano parte il coordinamento di lavoratori e delegati del pubblico impiego

Per un percorso conflittuale nella Pubblica Amministrazione che vuole ricostruire

un rapporto democratico con lavoratori e lavoratrici della Pubblica Amministrazione

Da Milano parte il coordinamento di lavoratori e delegati del pubblico impiego.


Dopo l’assemblea di Pisa a fine novembre un nuovo incontro si è tenuto a Milano lunedì 18 Gennaio 2016, inizia il percorso verso l’assemblea nazionale del pubblico impiego che si terrà il 19 Marzo 2016.

Prende vita un percorso conflittuale nella Pubblica Amministrazione che vuole ricostruire un rapporto democratico con lavoratori e lavoratrici della Pubblica Amministrazione prefiggendosi un obiettivo ambizioso: renderci tutti protagonisti delle scelte dirimenti per restituire dignità, forza e rappresentatività al pubblico. Partiamo da una questione di metodo per noi imprescindibile: per anni i lavoratori pubblici hanno subito una campagna indecorosa che li ha dipinti come nulla facenti, screditandoli agli occhi della opinione pubblica per consentire al Governo di fare di tutto e di più. Si tratta di recuperare una immagine che scientemente i Governi hanno distrutto per favorire i processi di privatizzazione che hanno creato una manodopera nei servizi con contratti sfavorevoli, part time, ricattabile con i capitolati degli appalti al ribasso. Anni di blocco dei contratti e della contrattazione, salari fermi, turn over inesistente, perdita di potere di acquisto che in pochi anni ha tolto dalle nostre tasche non meno di 6500 euro, una divisione crescente tra lavoratori attraverso la performance e una contrattazione decentrata che non ha restituito soldi ma acuito le disuguaglianze In questi anni i lavoratori e le lavoratrici della PA non hanno saputo costruire istanze comuni con la cittadinanza che beneficia dei servizi pubblici, da qui bisogna ripartire per una campagna nazionale contro le privatizzazioni e gli appalti senza diritti I prossimi decreti attuativi della Legge Madia sanciranno un ulteriore attacco al Pubblico Impiego, già a fine Gennaio approveranno i licenziamenti facili contro chi falsifica le presenze, un provvedimento che viola perfino il diritto costituzionale alla difesa Delegati\e, lavoratori\trici presenti a Milano, realtà territoriali e del sindacalismo di base, RSU, sono accomunati da un unico intento: costruire insieme l’Assemblea Nazionale del 19 marzo 2016 preceduta da riunioni e incontri locali per dare concretezza al percorso avviato, percorso che vuole presentare piattaforme comuni all’interno degli enti e contribuire ad affermare una pratica democratica in antitesi alle attuali regole sulla rappresentanza che impediscono a tantissimi lavoratori il diritto di parola e di partecipazione alle trattative Recupero del potere di acquisto, potere di contrattazione, rinnovi contrattuali non al ribasso, piattaforme rivendicative discusse nei luoghi di lavoro, campagna per il pubblico contro le privatizzazioni / esternalizzazioni, una opposizione ai decreti attuativi della Madia e allo smantellamento del servizio sanitario, difesa dei posti di lavoro nelle partecipate sono i punti salienti dai quali ripartire su questi argomenti inizieranno a febbraio le riunioni nei territori per costruire dal basso una piattaforma unitaria e l’assemblea del pubblico impiego sempre a febbraio sarà attivata una pagina fb e un blog per dare visibilità mediatica alle iniziative e ai percorsi di lotta / discussione incamminiamoci verso l’assemblea nazionale del pubblico impiego.
Prime adesioni di lavoratori e delegati del Pubblico Impiego:

Federico Giusti (comune di Pisa) - Silvio Lombardi, Francesco Picone (comune di Buti) - Roberto Cerretini (comune di Crespina Lorenzana) - Roberta Colombini (camera di commercio Pisa) - Maria Falcone, Pierpaolo Cassarino (provincia di Pisa) - Luigi Casali (Inps, Alessandria) - Arturo Pinotti, Michele Salvi, Donatella Biancardi, Giuseppe Binosi, Giorgio Gallo (Regione Lombardia) - Celeste Giacon, Bruno Marzola (Ag. Entrate Padova) – Gabriele Roberto (ex Inps Roma) - Fausto Sartorato, Carlo Rimoldi (comune di Busto Arsizio) - Giuseppina Amato (Icp Niguarda, Milano) - Fiorenzo Campagnolo (Cascina Costa) - Ivan Bettini, Antonio Cusimano, Roberto Firenze, Gianluca Cangini, Angela Foggetta, Davide Renoffio, Lorenzo Angelillo (comune di Milano) - Gino Orsini (A. O. Salvini di Garbagnate Milanese) - Carmela Carbone, Giampiero Vergata, Olga Sudano, Salvatore Giunta (comune di Cologno Monzese) - Cinzia Guarducci (Inps Milano Nord)

Sito: https://pubblicoimpiegoinmovimento.wordpress.com
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Pagina Fb: Pubblico Impiego in Movimento
Twitter: @PIinmovimento