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venerdì 10 giugno 2016

IN FRANCIA PER FERMARE IL “JOBS-ACT”, ADL Varese accoglie l'Appello dell'Union Syndicale Solidaires a partecipare sotto lo striscione della Rete europea e la bandiera della Rete sindacale : Il 14 Giugno 2016 NOI SAREMO A PARIGI IN MANIFESTAZIONE





IN FRANCIA PER FERMARE IL “JOBS-ACT”
Appello dell'Union Syndicale Solidaires ai sindacati che sono nella Rete sindacale di solidarietà e di lotta e nella Rete europea dei sindacati alternativi e di base a partecipare sotto lo  striscione della Rete europea e la bandiera della Rete sindacale.

Per l’Union Syndicale Solidaires, non si tratta di agire per una prospettiva di affossamento del movimento, al contrario, estendendo e rafforzando lo sciopero, ci diamo i mezzi che celebrino l'abbandono del progetto di legge sul lavoro. I lavoratori con l’Unione sindacale Solidaires difendono queste richieste: riduzione dell'orario di lavoro senza perdita di retribuzione, diritto di veto per i rappresentanti dei lavoratori, un'altra divisione della ricchezza in favore dei lavoratori

“Nel corso della manifestazione nazionale del 14 giugno a Parigi contro la legge sul lavoro (loi Travail) saranno invitate delegazioni di sindacalisti stranieri che verranno a esprimere la loro solidarietà. Pensiamo, in Solidaires, di chiedere ai sindacati che sono nella Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta e, naturalmente, nella Rete europea dei sindacati alternativi e di base di venire a questo evento, se possibile, con lo striscione Rete europea e la bandiera della Rete sindacale. Oltre all'espressione della solidarietà internazionale a cui tutti siamo attaccati, questa potrebbe anche essere l'occasione per rendere visibili le nostre Reti” .

Il 14 Giugno 2016
NOI SAREMO A PARIGI
IN MANIFESTAZIONE

La legge ‘lavoro’ è nettamente respinta dalla popolazione francese. Contrariamente a ciò che dice la propaganda del governo, il movimento non si sta indebolendo. Ma non è ancora abbastanza forte per vincere. Questa è la sfida dei prossimi giorni: avere più settori in sciopero. Ci sarano nuovi appelli nazionale a scioperare. I lavoratori hanno bisogna dell’unità dei sindacati francesi per costruire una riposta al livello dell’attacco della legge ‘lavoro’.

Accettare la proposta di legge dal governo per soddisfare i datori di lavoro, significherebbe:
• accettare la liquidazione delle 35 ore di lavoro la settimana
• accettare di lavorare fino a 12 ore al giorno
• accettare che i padroni possono licenziare quando vogliono e come vogliono
• accettare straordinari aumentati soltanto del 10 % (invece del 25 %)
• accettare che gli apprendisti minori debbano lavorare 10 ore al giorno e 40 ore settimanali
• accettare che i referendum aziendali, imposti dal ricatto, possano annullare i diritti collettivi.

ADL parteciperà alla manifestazione con una sua delegazione in solidarietà alle straordinarie lotte dei lavoratori e della cittadinanza francese che si sta opponendo al nuovo Jobs-Act.

7 giugno 2016

ADL – Sindacato di Base

sabato 4 giugno 2016

Sulla situazione sociale in Francia (da Solidaires)


Sulla situazione sociale in Francia 
Abbiamo da quattro ani un presidente della Repubblica di sinistra e una Camera di sinistra. E una volta di più abbiamo, con questa situazione, la prova che la lotta delle classe non si ferma con elezioni nel quadro del sistema, e anche la prova che la sinistra sa servire gli interesti del capitalismo quanto è al potere. La disoccupazione cresca, la precarietà è diventata la regola, i servizi pubblici sono indeboliti, gli immigrati stigmatizzati. Similmente agli altri governi europei e ai precedenti governi francesi, il governo francese prensenta un nueva legge contro i lavoratori. Come se sapete, i lavoratori in Francia sono in lotta. Dal 9 marzo 2016, con altri sindacati di lavoratori e di studenti, Solidaires ha chiamato i lavoratori della Francia alla lotta contro la loi Travail, la legge sul ‘lavoro’. Questa legge significherebbe un arretramento senza precedenti nei diritti individuali e collettivi dei lavoratori. Accettare la proposta di legge dal governo per soddisfare i datori di lavoro , significherebbe: • accettare la liquidazione delle 35 ore di lavoro la settimana • accettare di lavorare fino a 12 ore al giorno • accettare che i padroni possono licenziare quando vogliono e come vogliono • accettare straordinari aumentati soltanto del 10 % (invece del 25 % ) • accettare che gli apprendisti minori debbano lavorare 10 ore al giorno e 40 ore settimanali • accettare che i referendum azinedali, imposti dal ricatto, possano annullare i diritti collettivi. L’Unione sindacale Solidaires, CGT, FO e FSU e i sindacati degli studenti hanno promosso dopo il 9 marzo manifestazioni e scioperi, il 31 marzo, il 9 aprile, 13 aprile, 26 aprile, 28 aprile, il primo maggio, il 17 e il 19 maggio e il 26 maggio, due giorni fa... I lavoratori con l’Unione sindacale Solidaires difendono queste richieste: riduzione dell'orario di lavoro senza perdita di retribuzione, diritto di veto per i rappresentanti dei lavoratori, un'altra divisione della ricchezza che produciamo a favore dei lavoratori… Scioperi organizzati con l’intenzione di essere prolungati sono iniziati 15 giorni con la partecipazione di varie realtà nelle varie città e aziende: nel settore ferroviario, nelle raffinerie di petrolio, nel trasporto cargo su strada. Oltre a questi settori professionali nazionali, a livello locale ci sono scioperi in molte altre imprese (commercio , edilizia, industria , servizi postali , nel settore culturale, sanitario, nei porti commerciali , etc.). Con centinaia di migliaia di persone che manifestano, manifestazioni notturne o azioni di blocco in molte città della Francia. La legge ‘lavoro’ è nettamente respinta dalla popolazione francese. Contrariamente a ciò che dice la propaganda del governo, il movimento non si sta indebolendo. Ma non è ancora abbastanza forte per vincere. Questa è la sfida dei prossimi giorni: avere più settori in sciopero. Ci sarano nuovi appelli nazionale a scioperare. I lavoratori hanno bisogna dell’unità dei sindacati francesi per costruire una riposta al livello dell’attacco della legge ‘lavoro’. Per finire, l’union sindacale Solidaires denuncia lo Stato francese violento che reprime i lavoratori. Contro il movimento di scioperi e le manifestazioni, il governo usa le forze dell’ordine: polizia come gendarmeria, che va davanti ai manifestanti e usa quasi continuamente contro i manifestanti e i giornalisti dei gas lacrimogeni, flashball et granate (con elementi in plastica dura). Ci sono stati compagni arrestati durante le azioni di blocco o durante le manifestazioni. Qualcuno è ancora in detenzione prima di uno processo legale (un compagno de la CGT a Lille, Nord), altrisono liberi in attesa di un processo legale. L'Union syndicale Solidaires denuncia ancora una volta la violenza della polizia e la repressione (arresti e custodia ) contro i manifestanti, ma anche le perquisizione della polizia nelle sedi dei sindacati (devastazione della sede della CNT a Lille nelle ultime settimane e la settimana scorsa è successo alla sede di Solidaires di Rennes (Ille-et –Vilaine). Le prossime settimane saranno fondamentale per vincere contro il governo e la sua legge 'lavoro', la lotta si fa giornata dopo giornata e Solidaires con CGT, FO e FSU hanno già chiamato a un demostrazione nazionale a Parigi il 14 giugnio. La Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta Solidaires e altre organizzazioni sindacali d’Europa, d’America, d’Africa e dell’Asia cercano di costruire un rete internazionale del "sindacalismo di lotta, autonoma, democratica, alternativa, femminista, internazionalista". Questi rapporti internazionali intensi e regolari vengono utilizzati per scambiare le esperienze di lotta. Insieme coordiniamo campagne internazionali congiunte, sia per avanzare rivendicazioni sia per sostenere la solidarietà internazionale. Nel Marzo 2013, a St-Denis (Francia), abbiamo accolto 200 delegati di base di 25 Paesi, su proposta di Solidaires, della CGT (Stato Spagnolo) e di CSP-Conlutas (Brasile). Nei loro interventi, sindacati e delegati hanno sottolineato la necessità di condurre insieme la "lotta di classe" per opporsi ai “patti sociali" e al "dialogo sociale", sostenuto dalla falsa unione in cerca di "pace sociale". Nel giugno 2015, abbiamo organizzato un nuovo incontro internazionale a Campinas (Brasile ) . In questa occasione , abbiamo apprezzato collettivamente gli sviluppi positivi nella costruzione della nostra rete, tra cui il suo allargamento, ma anche quanta strada dobbiamo ancora fare per darci il necessario strumento comune internazionale di tutte le forze sindacali che sostengono e praticano un sindacato di lotta, anticapitalista, di auto-governo , democratico, ambientalista, indipendente da padroni e governi, internazionalista, e la lotta contro tutte le forme di oppressione (il sessismo , il razzismo , l'omofobia , la xenofobia ) . La democrazia operaia, l'auto-organizzazione dei lavoratori sono anche tra i nostri riferimenti comuni . È ciò che proviamo a fare attraverso la Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta che riunisce organizzazioni sindacali, correnti sindacali, interprofessionali o di settori professionali, nazionali o locali, delle Americhe, dell’Asia, dell’Africa e dell'Europa, soprattutto. È uno strumento da sviluppare, insieme: contro la repressione, in sostegno alle nostre lotte, per riflettere ed elaborare, per inventare e rinforzare i contro-poteri e costruire in lotte di oggi la società che vogliamo per domani. www.laboursolidarity.org

MILANO 4 GIUGNO : GIORNATA DI MOBILITAZIONE A FIANCO DEI LAVORATORI FRANCESI


MILANO: SABATO 4 GIUGNO PRESIDIO E CORTEO IN SOLIDARIETA' ALLA LOTTA DEI LAVORATORI IN FRANCIA.

SABATO 4 GIUGNO PRESIDIO E CORTEO IN SOLIDARIETA' ALLA LOTTA DEI LAVORATORI IN FRANCIA!

ORE 11.00: PRESIDIO SOTTO IL CONSOLATO FRANCESE ( Via Turati 21)

ORE 14.00: MANIFESTAZIONE PER LE VIE DI MILANO CON CONCETRAMENTO ALLE 14.00 DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA. 

La mobilitazione di giovani e lavoratori in Francia contro la “legge Khomri”, equivalente transalpino del jobs act di Renzi, si è estesa a tutta la Francia e intensificata nei settori dei trasporti e delle raffinerie, con forti manifestazioni nelle piazze di numerose città che finora stanno riuscendo a tener testa alla crescente repressione degli apparati dello Stato.
I lavoratori francesi e l’ampio movimento di classe che si é coagulato attorno alla protesta, stanno portando avanti una lotta coraggiosa contro leggi che rendendo più facili i licenziamenti ed eliminando di fatto ogni limite di durata della giornata lavorativa, intendono sottoporre l’intera classe lavoratrice al continuo ricatto padronale e per questa via imporre un aumento dello sfruttamento e della precarietà.

RIPRENDIAMO LA LOTTA CONTRO IL JOBS ACT IN ITALIA

 Creato: Martedì, 31 Maggio 2016 08:22
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RIPRENDIAMO LA LOTTA CONTRO IL JOBS ACT IN ITALIA PORTANDO LA NOSTRA SOLIDARIETA' AL MOVIMENTO DI LOTTA IN FRANCIA CONTRO IL JOBS ACT ALLA FRANCESE.

Da un paio di mesi a questa parte in Francia si è messo in moto un movimento di lotta che ha coinvolto un variegato mondo composto da lavoratori, studenti, precari di ogni specie, che si è posto fin da subito l'obiettivo di non far passare la “Loi Travail” (nuova legge sul lavoro) equivalente al “Jobs Act” del governo Renzi. 
I punti principali di questa legge, contro cui si sta mobilitando l'intera Francia prevedono, da un parte una maggiore facilità di licenziamento con un ampliamento dei margini di discrezionalità dei motivi di natura economica che possono facilitare il licenziamento dei dipendenti.
Si tratta di criteri ( calo del giro d’affari per diversi trimestri, un generico riferimento alla salvaguardia della competitività… ) che più che essere discrezionali appaiono arbitrari e rendono estremamente difficile per il lavoratore dimostrare l’illegittimità dell’atto espulsivo. 

Tale dispositivo in Italia già esiste con l'introduzione della legge Fornero ed è stato aggravato dalla cancellazione dell'art. 18 introdotto con il Jobs act. L'altro punto principale molto più contestato è quello previsto dall'art. 2 della Loi Travail che prevede il dare la precedenza ai contratti aziendali rispetto a quelli nazionali e ha come posta in gioco in particolar modo la questione relativa all'orario di lavoro e quindi la tenuta delle 35 ore conquistate con le lotte dei decenni passati. 

Su questi contenuti è in atto un braccio di ferro durissimo con il governo “socialista” di Hollande che ha visto un crescendo di scioperi, manifestazioni (spesso caricate dalla polizia) presidi permanenti di piazze, blocchi dei rifornimenti di carburante e mille altre iniziative distribuite in tutta la Francia che sono solo destinate a crescere in vista delle prossime scadenze per l'avvio dell'iter parlamentare per approvazione di questa legge che approderà in Senato il 14 GIUGNO. 

In Italia, come sappiamo, solo una piccola parte del mondo del lavoro ed in particolare nella logistica abbiamo cercato di contrastare il Jobs Act, mentre Cgil Cisl e Uil si limitavano a far finta di esservi contro, trasferendo poi sul piano referendario il “contrasto” alla legge. E' chiaro che solo un grande movimento di lotta può riuscire a bloccare queste leggi che fanno ritornare indietro nel tempo la condizione dei diritti dei lavoratori e lasciano sempre più campo libero all'arbitrio del padrone. 

In Francia, oggi, questo sta avvenendo ed è molto importante che ciò avvenga perché rappresenta un fondamentale stimolo per tutti i lavoratori in Europa, per poter rialzare la testa e riuscire a vincere delle battaglie. Per questi motivi, per noi in Italia, oggi, portare solidarietà al movimento di lotta in Francia deve significare prima di tutto riprendere noi la lotta contro il Jobs Act, contro l'espansione di tutte le forme di precarietà, tra cui l'uso indiscriminato dei voucher, per rinnovi di contratti di lavoro che portino significativi miglioramenti alle condizioni di lavoro. Costruiamo da qui al 14 giugno e a seguire un crescendo di iniziative di lotta che sappiano indicare al governo francese, a quello italiano e a tutta Europa che siamo in grado di bloccare le politiche che mirano a cancellare i diritti acquisiti con tanti anni di lotte.

S.I. COBAS
ADL COBAS 
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martedì 31 maggio 2016

Francia, inizia la settimana degli scioperi 'illimitati' contro il Jobs Act di Hollande (da Repubblica.it) - Francia, contro la riforma del lavoro al via scioperi di treni ed aerei (da euronews.com)

da 
http://www.repubblica.it/economia/2016/05/31/news/francia_inizia_la_settimana_degli_scioperi_illimitati_contro_il_jobs_act_di_hollande-140986163/
Francia, inizia la settimana degli scioperi 'illimitati' contro il Jobs Act di Hollande
(ansa)
Francia, inizia la settimana degli scioperi 'illimitati' contro il Jobs Act di Hollande
Ferrovie, trasporti locali, aerei, raffinerie. La battaglia dei sindacati si intensifica e rischia di bloccare il Paese alla vigilia degli Europei di Calcio. Spiragli di trattativa
“La protesta andrà avanti fino a quando il governo si rifiuterà di ascoltarci e fino a quando non avrà ritirato il progetto di riforma dello statuto dei lavoratori. Fino a quando non avranno presentato un progetto che vada incontro alle aziende e ai lavoratori francesi” dice Sebastien Varagnol, delegato sindacale nel sito di Lavéra, vicino a Marisglia.
In questo articolo, pubblicato sul sito della tv francese France 24, potete trovare una carta della Francia che indica la posizione delle 8 raffinerie e lo stato d’attività in data 30 maggio.
Uno scontro tanto più acuto dopo le dichiarazioni del Presidente della Confindustria francese Pierre Gattazsecondo il quale i sindacalisti della Cgt si comportano da “delinquenti” e “terroristi”.
Intanto da oggi è chi viaggia con treno, metropolitana ed aereo a doversi aspettare una settimana di disagi:SNCFRATP e AIRFRANCE avviano una serie di scioperi in cui l’opposizione alla riforma del lavoro si mescola con rivendicazioni specifiche del settore. Trasporti che funzioneranno a singhiozzo fino alla prossima giornata di mobilitazione generale contro la riforma, fissata per il 14 giugno.
Ormai il cuore della protesta dei sindacati si concentra sull’articolo 2 del testo messo a punto dal governo di Manuel Valls, testo che porta il nome della Ministra del Lavoro Myriam El Khomri. Articolo in base al quale gli accordi raggiunti a livello aziendale avrebbero la priorità rispetto al codice di riferimento del settore a livello nazionale.

sabato 28 maggio 2016

14 Giugno 2016 : TUTTI A PARIGI ! Appello dell'Union Syndicale Solidaires ai sindacati che sono nella Rete sindacale di solidarietà e di lotta e nella Rete europea dei sindacati alternativi e di base a partecipare sotto lo lo striscione della Rete europea e la bandiera della Rete sindacale







Da: Stephane Enjalran Data: 27-mag-2016 11.59
Ogg: [syndicalisme.inter] French strike against work law. We still need your support

Nel corso della manifestazione nazionale in Francia del 14 giugno a Parigi contro la legge sul lavoro (loi Travail) saranno invitate delegazioni di sindacalisti stranieri che verranno a esprimere la loro solidarietà.
Pensiamo, in Solidaires, di chiedere ai sindacati che sono nella Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta e, naturalmente, nella Rete europea dei sindacati alternativi e di base di venire a questo evento, se possibile, con lo striscione Rete europea e la bandiera della Rete sindacale. Oltre all'espressione della solidarietà internazionale a cui tutti siamo attaccati, questa potrebbe anche essere l'occasione per rendere visibili le nostre Reti.

Cosa ne pensate? Sappiamo che il 14 è molto vicino, e quindi che questo è difficile da organizzare, vi ringrazio per le vostre risposte. Ci scusiamo per questa richiesta così tardiva, l’abbiamo appreso solo ieri all’Intersindacale nazionale.

Vi ringraziamo ancora per tutti i comunicati di sostegno, che ci avete inviato in solidarietà in queste settimane!
Noi continuiamo ad averne bisogno, quindi continuate a inviarci il vostro sostegno.
Non molliamo!

Stéphane Enjalran
Solidaires

venerdì 27 maggio 2016

Francia : Nell’unità, con i nostri scioperi e le nostre manifestazioni, vinceremo!...Il movimento popolare contro la legge sul lavoro si rafforza ancora (da Solidaires)

Des nouvelles du mouvement social en France
Union syndicale Solidaires (www.solidaires.org)
Fédération des syndicats SUD-Railwww.sudrail.fr

Nell’unità, con i nostri scioperi e le nostre manifestazioni, vinceremo!
Il movimento popolare contro la legge sul lavoro si rafforza ancora
Due mesi e mezzo dopo la prima giornata nazionale di manifestazioni, e contrariamente a ciò che la propaganda governativa racconta, il movimento non si sta indebolendo. Come ha detto l’Intersindacale nazionale (CGT, FSU, FO, Solidaires, UNEF, UNL, LDIF) nei giorni scorsi contrassegnando "un nuovo inizio con più lavoratori e lavoratrici dipendenti, giovani, lavoratori e lavoratrici autonomi, pensionati e pensionate, in azione".
Scioperi, manifestazioni, azioni locali...
Il 26 maggio, c’erano ancora centinaia di migliaia di persone a protestare nel paese. In molte città, picchetti, blocchi economici, sbarramenti sono state decisi e organizzati dalle intersindacali, dalle assemblee generali locali. Ma ciò che è decisivo è lo sciopero. Si sta generalizzando e si estenderà ulteriormente la prossima settimana. Ovunque, Solidaires lavora.
Dobbiamo mettere in condizioni di non nuocere i gruppuscoli che si radicalizzano!


Un gruppuscolo ha cercato di confiscare quel po’ di democrazia tollerata in regime capitalistico. Queste poche persone pretendono di imporre un disegno di legge che viene respinto dalla stragrande maggioranza della popolazione. Dopo aver preso il nome di " Governo Bugiardo", il gruppuscolo ha altresì proibito qualsiasi discussione del disegno di legge in Parlamento. Giorno dopo giorno, questi irresponsabili si radicalizzano; gli uni e le altre ora hanno infilato dichiarazioni contraddittorie, minacce e provocazioni. Questa impunità deve finire!
Basta con questa violenza nelle manifestazioni!
Il gruppo molto minoritario che blocca il paese  da settimane, approfitta di queste giornate di manifestazioni per moltiplicare la violenza; Ora, le bande armate che comanda hanno attaccato anche i picchetti in sciopero. La deve anche smettere!
Le raffinerie non sono "bloccate": sono in sciopero all’appello dei sindacati dell'industria CGT / FO / SUD!
Le 5 raffinerie Total (Normandia, Donges, Feyzin, Provenza, Grandpuits) sono in sciopero da più di dieci giorni, la chiusura totale delle unità è stato deciso pochi giorni dopo (è effettivo da 2 a 5 giorni) . Sostanzialmente identica la situazione Petroineos (Lavera), dove l’arresto delle unità è vicino. Nelle 2 Raffinerie in  Exxon (Notre-Dame de Gravenchon e Fos), una azione di diminuzione dei flussi ha iniziato il 20 maggio. A questo si aggiunge lo sciopero in diversi depositi di petrolio.
Lo sciopero riguarda anche le centrali nucleari,  i porti, i siti SNCF, gli Airbus, il trasporto urbano ...
Sciopero rinnovabile alla SNCF dal 31 maggio sera, la RATP dal   2, dal 3 in aviazione ...
Per sostenere gli scioperanti, occorrono . . . più scioperanti! sciopero rinnovabile quando può essere deciso collettivamente, secondo le possibilità tutto il resto!

Giovedi 2 giugno da Le Havre a Marsiglia, organizziamo delle azioni e delle  manifestazioni dappertutto! E prepariamo la manifestazione nazionale del 14 giugno in cui celebreremo la nostra vittoria!

giovedì 26 maggio 2016

Scioperi, manifestazioni, blocchi ...
Tutti insieme, noi continuiamo per vincere!
Degli scioperi reiterabili sono iniziati
Nel settore ferroviario, nelle raffinerie di petrolio, nel trasporto su strada, degli scioperi reiterabili sono iniziati questa settimana. Oltre a questi settori categoriali nazionali, a livello locale ci sono scioperi in molte altre imprese (commercio, edilizia, industria, servizi postali, settore culturale, sanità, porti, etc.). L’Intersindacale della Funzione Pubblica (CGT, FO, Solidaires, FSU) parla anche di sciopero reiterabile. Le manifestazioni del 19 maggio si sono riuniti centinaia di migliaia di persone. Le assemblee Nuit debout si tengono in tutta la Francia. Delle azioni di blocco sono attuate in molte città.
Il progetto di legge sul Lavoro è respinto in modo schiacciante dalla popolazione
Contrariamente a ciò che dice la propaganda padronale, governativa, il movimento non si sta indebolendo. Ma non è ancora abbastanza forte per vincere. Questa è la sfida dei prossimi giorni. Noi perdiamo nulla!
Unité pour gagner ! Unità per vincere!
Non cadremo nella trappola della divisione sindacale: Sì, è un peccato che la CGT si è opposta alla continuazione dello sciopero alla Sncf al di là di giovedi, ma c’è un'altra federazione CGT all’origine del blocco di 7 delle 8 raffinerie da quel giorno. L’Union syndicale Solidaires si basa sull’Intersindacale nazionale che riunisce CGT, FO, Solidaires, FSU e dei movimenti giovanili, sulle intersindacali locali che sono spesso più larghe, sull'appello "Blocchiamo tutto! " lanciato dai sindacalisti CGT, Solidaires, CNT-SO, CNT, FO, LAB, CFDT, o ancora sulle Nuit debout.
Lo Stato è violento e reprime
L’Union syndicale Solidaires denuncia ancora una volta le violenze poliziesche e la repressione (arresti e custodia) contro i manifestanti e le manifestanti, e anche contro le organizzazioni sindacali: dopo la devastazione dei locali CNT a Lille nelle ultime settimane, ieri il locale di Solidaires Ille-et-Vilaine è stato perquisito!
Il 26 maggio, prima e dopo, continua, rafforza lo sciopero!
L’intersindacale nazionale intercategoriale chiama a nuova giornata di scioperi e manifestazioni giovedi 26 maggioSenza aspettare un'altra settimana, l'Union syndicale Solidaires sostiene tutti i lavoratori già in sciopero reiterabile e invita a rafforzare questo movimento dovunque sia possibile. E lo stesso vale per la manifestazione nazionale del 14 giugno: per l’Union syndicale Solidaires, non si tratta di agire per una prospettiva di affossamento del movimento; al contrario, estendendo e rafforzando lo sciopero, ci diamo i mezzi che celebrino l'abbandono del progetto di legge sul lavoro e che aiuteranno a imporre le nostre rivendicazioni e non più quelli dei padroni!

Più velocemente colpiremo duro e bloccheremo l'economia e i profitti dei padroni e degli azionisti, prima vinceremo!

due mesi di proteste: tutti contro il jobs act. “VIVA LA FRANCE”, solidarietà del Sindacato ADL ai lavoratori francesi: un esempio per tutti



due mesi di proteste: tutti contro il jobs act
“viva la France”
solidarietà ai lavoratori francesi: un esempio per tutti


In Francia si continua a scioperare, a lottare e combattere contro la “Loi travail”, le misure sul lavoro che il governo francese vuole imporre, costi quel che costi. La riforma, contestata da sindacati e movimenti sociali, prevede di aumentare la flessibilità del mercato del lavoro. In particolare, come nel caso del nostrano Jobs act, la legge intende facilitare i licenziamenti e ridurre i ricorsi davanti al giudice. Allo stesso tempo, il testo si propone di ritoccare il sistema delle 35 ore settimanali, tagliando le indennità per gli straordinari e aumentando il tempo di lavoro settimanale medio. Mentre l'Unione Europea costringe popoli interi all'austerità e alla fame sostenendo le tesi e gli interessi della finanza internazionale e dei grandi gruppi industriali, c'è chi lotta per difendere i propri diritti, il salario, le pensioni, la dignità del lavoro.I lavoratori, organizzati dalla Cgt (Confédération générale du travail), protestano contro la riforma del lavoro, il leader Philippe Martinez ha promesso che gli scioperi andranno avanti finché non verrà ritirata, le agitazioni riguardano anche il settore dei trasporti su gomma, rotaia e per via aerea. Sono cominciati scioperi ad oltranza nel settore ferroviario, nelle raffinerie di petrolio, nel trasporto su gomma, presto sarà la volta dei conducenti della RATP (trasporti pubblici parigini). Intanto, almeno un quinto dei 12mila distributori di carburante è a secco o in difficoltà. Oltre ai citati settori professionali nazionali, localmente ci sono scioperi in molte altre imprese del commercio, delle costruzioni, dell’industria, la posta, il settore culturale, la sanità, i porti etc… Anche il coordinamento intersindacale della Funzione Pubblica parla di sciopero ad oltranza. Azioni di blocco sono condotte in molte città, per esempio a Nimes, dove i trasporti urbani sono rimasti paralizzati per molte ore. Fabbriche, uffici, trasporti e tutti i settori produttivi e dei servizi sono scossi da una protesta dura e determinata che non si vedeva da anni in Europa. In Italia, nonostante le misure dell'attuale e dei precedenti governi abbiano colpito duramente e ripetutamente il mondo del lavoro, non c'è stata una reazione neanche minimamente confrontabile con ciò che sta accadendo in Francia: Cgil/Cisl/Uil hanno definitivamente abdicato al loro ruolo sindacale. In Francia, al contrario, l'imposizione dell'equivalente del “jobs act” da parte di Hollande e del suo governo sta producendo la durissima reazione dei lavoratori e del sindacato e un diffuso e convinto appoggio dell'opinione pubblica francese, appoggio che anche noi condividiamo nella speranza che dalla Francia parta, e si diffonda in tutta Europa, un fiume di proteste contro le imposizioni volute dalle multinazionali che, tramite l’Unione Europea, vogliono sottomettere interi popoli ai loro interessi.

26 maggio 2016

ADL – Sindacato di Base