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giovedì 12 febbraio 2015

Frankie Hi-Nrg e il lavoro gratis per Expo (da wired.it)

Frankie Hi-Nrg : il lavoro gratis per Expo "una cosa indegna"

Frankie-Hi-Nrg-Mc4Questo articolo è critico sul volontariato per Expo 2015, quest’altro no.
“Il fatto che migliaia di ragazzi vengano fatti lavorare gratuitamente (ricevendo in cambio il privilegio di aver fatto un’esperienza…) a fronte del muro di miliardi che l’operazione genera è una cosa indegna per un Paese che parla di impulso alla crescita“.
Sono queste le parole con cui il rapper Frankie Hi-Nrg ha rinunciato al suo ruolo di ambasciatore dell’Expo di Milano.
Parole dure, che fanno seguito ad una campagna lanciata ormai da qualche mese in Rete (“Io non lavoro gratis per Expo”) e che ha visto migliaia di adesioni in pochi mesi.
Il tema è di ordine etico e morale: è giusto richiedere a migliaia di giovani di prestare il proprio tempo gratuito per un evento che sposta e sposterà un sacco di soldi?
E perché fa scandalo il lavoro gratuito per Expo, quando grandi eventi, ciclici o saltuari– due a caso: le olimpiadi di Torino e il Festival della letteratura di Mantova- si basano da anni sull’utilizzo massiccio del volontariato?
Essendo una questione etica e morale, prima ancora che concreta e occupazionale, non credo sia semplicissimo rispondere.
Bisognerebbe chiedere un’opinione in primo luogo ai diretti interessati, e sentire le opinioni di tutti i ragazzi. Che si tratti di aspiranti volontari o critici dell’Expo.
Credo però che esista una differenza importante nella percezione generale: le Olimpiadi, o i Festival culturali sono vissuti come grandi spazi di confronto e di crescita. Luoghi temporanei in cui la distanza tra il volontario ventenne e la star dello sport o della letteratura sembra ridursi e, a volte, scomparire e in cui sembra possibile trovarsi a bere un caffè con Usain Bolt o Joe Lansdale, per dire.
Inoltre, le Olimpiadi e i Festival sono un luogo di pensiero condiviso: chi partecipa, chi se ne occupa, anche per una piccola parte, può pensare di stare collaborando per rendere possibile la trasmissione di valori a cui crede profondamente.
Tutto questo basta a rendere giustizia al fatto che, per organizzare le Olimpiadi, ci siano persone pagate enormemente e persone volontarie (che rendono possibile lo stipendio delle prime)?
No, ma credo lo renda accettabile.
Perché per Milano sembra tutto diverso?
Innanzitutto, mi sembra, proprio per la mancanza di questi valori condivisi.
Il tema del cibo è già di per sé un luogo di scontro: sappiamo tutti che verranno dette moltissime parole vuote e le buone pratiche che arriveranno dal Sud del mondo saranno ascoltate da pochi, se non da nessuno.
Su tutto il resto pesa la sensazione (giusta? Sbagliata? Solo Expo potrà dimostrarlo) di un evento mastodontico che rischia di sottolineare ancora di più l’abisso tra i super ricchi e i super poveri; tra i potenti e tutti gli altri.
Con questa percezione diffusa,  la stessa distanza tra i super ricchi e i super poveri sembra ben rappresentata dal divario enorme tra le aziende, le ditte e i liberi professionisti che dietro ad Expo si stanno arricchendo, e i ragazzi a cui viene proposto di lavorare, tanto e gratis, in cambio di una riga sul curriculum, un palmare e una divisa.
Risulta difficile, davanti alla visione paternalista del “Io guadagno, tu investi sul tuo futuro senza garanzie”, promuovere e difendere uno strumento meraviglioso e arricchente come quello del volontariato.
Non si sarà per caso superata la linea sottile che divide il volontariato e lo sfruttamento?
Sarebbe bello che le parole di Frankie Hi Energy facessero germogliare – negli ideali campi dell’alimentazione mondiale – anche qualche seme del dubbio.