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domenica 26 marzo 2017

Le ragioni dei Tassisti, alla base degli scioperi dei giorni scorsi (da Taxistory, il blog dei Tassisti)

























Il Governo ha la possibilità di ridare dignità al tavolo di discussione con taxi e NCC consentendo quindi un franco e civile confronto. Per raggiungere tale obiettivo il Governo, nel suo complesso, deve :
– dichiarare che non accetta nessun emendamento al DDL 2085 relativamente al trasporto pubblico non di linea;
– riportare il testo della delega sulla materia (attuale art. 71) al perimetro delineato nel precedente testo (taxi e NCC) non aprendo nessuno spiraglio a terzi settori comunque mascherati;
– consentire le tecnologie web solo quando le stesse rispettano le leggi e regolamentazioni vigenti; 
NO alla deregolamentazione del settore ! 
NO al caporalato tecnologico ! 
Lo sciopero del 23 ha come obiettivo ottenere quanto sopra dal Governo, rimuovendo quanto presente nell’attuale testo della legge delega che contrasta con gli impegni precedentemente presi dal Ministro Del Rio. 
Le proposte avanzate da alcune organizzazioni sindacali divengono, di fatto, carta straccia e non ci può essere credibilità di qualunque discussione se non si rimuovono gli emendamenti e non si riconduce l’art. 71 ai principi condivisi in precedenti trattative
Non ci prendiamo in giro! Non arrampichiamoci sugli specchi ! 
Al di fuori di questo orizzonte realmente acquisito non rimane che la mobilitazione e la lotta. 
Roberto Cassigoli Unica Taxi Cgil Firenze 

mercoledì 4 maggio 2016

Uber, a Milano scatta il blocco selvaggio: tassisti in presidio, clienti a terra. Ferme centinaia di auto bianche (da Repubblica.it)

Uber, a Milano scatta il blocco selvaggio: tassisti in presidio, clienti a terra. Ferme centinaia di auto bianche
Proteste in stazione Centrale, a Linate e in piazza Affari. Secondo i conducenti, una nota del ministero cancellerebbe le sanzioni della polizia locale. Il Viminale: "Si continuerà a multare chi usa l'auto per scopi diversi Le multe continueranno ad esserci". L'Autorità di garanzia per gli scioperi scrive a sindaco e prefetto
di ILARIA CARRA
A terra i passeggeri dei treni e anche i viaggiatori in arrivo a Linate: tutti a piedi. O con i mezzi, possibilità meno semplice per chi arriva in aeroporto carico di bagagli. Blocco dei taxi a Milano. Centinaia, circa trecento in stazione Centrale e qualche decina a Linate e in piazza Affari, hanno smesso di caricare passeggeri per protestare contro il governo sul tema dei controlli a Uber. Si tratta di un blocco selvaggio (non annunciato né avallato dai rappresentanti di categoria) partito a mezzanotte. Alle otto del mattino erano circa una ventina gli autisti che per protesta non facevano salire a bordo i clienti tranne donne incinte, anziani e disabili che trasportavano gratis. Alle undici erano già varie centinaia, tanto che anche il centralino del 4040 avvisava che "a causa dell'agitazione dei tassisti, il servizio potrebbe non essere garantito". Segno che lo stop ha avuto conseguenze reali sul servizio alla città. Cuore della protesta è piazza Duca d'Aosta - zona Stazione Centrale - dove si concentra il grosso della protesta e dove turisti e passeggeri dei treni in arrivo in Centrale sono rimasti a piedi.
Uno stop contro il governo. I primi rumors hanno cominciato a circolare nella notte. Su Facebook si parlava di "una circolare Alfano" che avrebbe, in sostanza, sospeso le sanzioni verso Uber e "riabilitato" UberPop, nonostante nei mesi scorsi il tribunale di Milano abbia "spento" l'applicazione perché illegale. Secondo l'assessore alla Sicurezza del Comune, però, i rumors non corrispono a verità, perlomeno a Milano. La circolare ministeriale esiste, ma l'assessore dalla sua pagina Facebook precisa: "Alcuni taxisti stanno protestando su una circolare interpretativa del ministero sostenendo che blocca le sanzioni che la polizia locale fa a Uberpop". Ma l'assessore rassicura: "Comune e polizia locale a Milano stanno continuando a sanzionare UberPop perché il Tribunale ci ha dato ragione con diverse sentenze e quindi procediamo". I tassisti però dicono di non fidarsi e chiedono un incontro in prefettura per chiarire la vicenda e vogliono che questa rassicurazione venga messa per iscritto. Secondo loro infatti le nuove indicazioni sono troppo vaghe.
Gli articoli del codice della strada. E nel pomeriggio, arriva la nota del governo, da cui si capisce cosa è cambiato nell'approccio del governo alle sanzioni verso Uber e UberPop. In sostanza, si continuerà a sanzionare chi utilizza il mezzo privato per un servizio pubblico non autorizzato, ma attraverso il più generico articolo 82 del Codice della strada che 'punisce' chi utilizza il veicolo "per una destinazione o uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione". E non più ricorrendo ai più severi articoli 85 e 86 che fanno riferimento alle specifiche che riguardano - rispettivamente -  le autorizzazioni ai noleggiatori con conducente, Ncc (spesso assoldati da UberBlack ) e le regole del servizi taxi. In teoria dunque, il riferimento potrebbe un giorno toccare anche le forme di carpooling, di considivione sul modello di Bla Bla car.
IL DOCUMENTO/ LA CIRCOLARE DEL MINISTERO
La precisazione del Viminale. "La linea già stabilita da diverse Prefetture di contrastare in maniera chiara chi utilizza un mezzo privato per svolgere un servizio pubblico non autorizzato - scrivono dal Viminale - resta pienamente confermata. Non esiste infatti nessuna 'circolare Alfano' che consentirebbe di non sanzionare il servizio Uberpop, semmai esiste una circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza, inviata, l'11 marzo del 2016, ai dirigenti dei Compartimenti di Polizia stradale, con il chiaro intento di trasmettere il parere del Consiglio di Stato secondo il quale viene mantenuta l'applicabilità della sanzione prevista dall'art. 82 del codice della strada, laddove venga accertato l'utilizzo del veicolo per una destinazione o uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione".
IL PRECEDENTE - TASSISTI CONTRO UBER: IN 500 BLOCCANO LA CITTA'
I sindacati si dissociano. Saputa della protesta, tutti i sindacati hanno condannato l'azione. La Fit Cisl si è dissociata: "Pur condividendo le paure dei tassisti sul tema - dice il coordinatore Eliseo Grasso - ci dissociamo da questo fermo anche perché a Milano cade la motivazione. Chiediamo ai tassisti di riprendere regolarmente il servizio". L'Unione Artigiani in una nota comunica "ai soci tassisti che il fermo spontaneo di oggi non è autorizzato e che ogni forma di protesta deve essere comunicata nei termini di legge previsti". Poi, in merito alla circolare del Ministero degli Interni "che invita la polizia a non emettere sanzioni ai driver Uber, si comunica che in data 2 maggio il Comune di Milano ha reso noto, dietro nostra sollecitazione,  che detta circolare non verrà presa in considerazione".
L'Autorità di garanzia per gli scioperi scrive a prefetto e sindaco. Lo fa per avere, con urgenza, informazioni sul blocco improvviso del servizio. "L'Autorità - viene precisato - accerterà ora le modalità di astensione e se vi siano profili di propria competenza, anche per l'adozione delle relative sanzioni, così come previsto dalla legge"

venerdì 5 febbraio 2016

DOCUMENTO PARLAMENTINO TAXI DEL 2 FEBBRAIO 2016 (da Taxistory, il Blog dei Tassisti)

Documento parlamentino del 2 feb 2016

DOCUMENTO PARLAMENTINO TAXI DEL 2 FEBBRAIO 2016 Il Parlamentino Taxi riunitosi a Roma in data odierna, concorda che qualora il Senato approvi anche un solo emendamento relativo alla legalizzazione del servizio Uber o similari nel Disegno di Legge sulla Concorrenza, le OO.SS. convocheranno immediatamente delle Assemblee Generali in ogni città d’Italia , in preparazione fermo nazionale della categoria Taxi. Il Parlamentino decide quindi di aggiornarsi in data 16/2/2016 a Genova per costituire un gruppo di lavoro che elabori proposte a tutela del settore Taxi come il recupero del credito di imposta e tutte le altre agevolazioni necessarie e dovute al trasporto pubblico di persone non di linea , e che ne definisca le aree di intervento. URITAXI — UTI — UNICA TAXI CGIL — SATAM CNA — CONFARTIGIANATO TAXI – TAM/ACAI – URI – UNIMPRESA — ATA CASARTIGIANI — LEGA COOPERATIVE — CLAAI TAXI – UGL


domenica 31 gennaio 2016

Tassisti francesi : venerdì 29 gennaio fine dei blocchi anche a Marsiglia ultimo baluardo della protesta (da Taxistory, il blog dei Tassisti)


Fine dei blocchi anche a Marsiglia ultimo baluardo della protesta dei tassisti francesi

taxi-marseilleI tassisti francesi hanno interrotto  il loro sciopero e gradualmente rimosso gli sbarramenti, nella giornata di oggi venerdì 29 gennaio. Gli ultimi tassisti irriducibili sono stati quelli di  Marsiglia Castellane che hanno lasciato la zona alle ore 15.30, ha riferito un sindacato. Diverse organizzazioni professionali hanno chiesto la fine della mobilitazione. Il Ministro Manuel Valls ha promesso di rafforzare il controllo dei VTCalla ricerca di potenziali violazioni della legge. Il provvedimento, annunciato dopo una riunione di tre ore Giovedì sera, con dodici delle rappresentanze sindacali interessate. Diverse le opinioni a caldo dei sindacati sugli annunci di Manuel Valls: “corrispondono alla rivendicazione della professione” ha dichiarato FO-taxi dopo l’incontro. Diverse organizzazioni professionali hanno chiesto di rimuovere i blocchi stradali già da venerdì mattina. “Vedremo che cosa darà, altrimenti vi sarà dato, mostrando i denti”, ha reso noto il segretario generale dell’Unione Taxi Marsiglia.
A Parigi, il traffico sta tornando alla normalità. Secondo la prefettura i blocchi sono stati tutti rimossi alla Porta Maillot, dove la situazione sta lentamente tornando alla normalità, mentre non ci sono più interruzioni a Bercy o per gli aeroporti di Roissy e Orly.
(tratto e tradotto da FranceTVinfo.fr)

martedì 26 gennaio 2016

Sciopero anti NCC, taxi Parigi scatenano guerriglia (da Taxistory, il blog dei tassisti)

Sciopero anti NCC, taxi Parigi scatenano guerriglia

swissinfo.ch Lacrimogeni, aggressioni, fermi di manifestanti: è stata la giornata di fuoco dei tassisti a Parigi, furiosi contro la concorrenza degli NCC (le auto con conducente) per non parlare di Uber e dei conducenti clandestini. Una mobilitazione europea, che in Francia ha toccato l’apice della tensione, costringendo il primo ministro Manuel Valls a ricevere una delegazione e fare concessioni.
“Violenze inammissibili”, ha premesso Valls riferendosi alla guerriglia urbana e alle aggressioni scatenate fin dal primo mattino dall’esercito di tassisti, che a Parigi avevano schierato oltre 2.100 vetture sul Periphérique, la tangenziale che corre intorno alla città, bloccando le auto. 
Il denso fumo nero dei pneumatici dati alle fiamme, i manifestanti a piedi che scavalcavano i guard-rail del grande anello stradale a otto corsie, hanno dato l’immagine di una città in mano alla rabbia dei tassisti.
A Orly, dove i taxi bloccavano gli accessi all’aeroporto, la tensione è salita alle stelle: una navetta trasporto passeggeri ha forzato una barricata eretta dai manifestanti investendone uno. L’uomo è rimasto ferito alla gamba. A meno di un chilometro dagli Champs-Elysees, a Porte Maillot, altre scene da campo di battaglia: alla fine ci sono stati 20 fermi per aggressione, resistenza e porto d’armi.
Ancora in serata si segnalano incidenti in una città già messa in ginocchio da manifestazioni e blocchi del traffico, con lo sciopero degli statali (30% secondo il sindacato Cgt), dei medici e paramedici, dei controllori aerei (annullato un volo su cinque) e degli insegnanti, seguito in modo massiccio soprattutto alle scuole medie.
Denominatore comune della protesta, le riforme che vanno verso la “deregulation” del ministro Emmanuel Macron (considerato ormai un nemico giurato dai tassisti) e il crollo del potere d’acquisto degli stipendi. Per gli insegnanti, situazione aggravata dalla riforma della scuola media in vigore da settembre prossimo, con il taglio delle sezioni bilinguistiche e l’autonomia concessa alle singole scuole nella gestione del personale.
Marsiglia, Tolosa, Lille, sono state teatro di scontri e minacce, conducenti di auto a noleggio aggrediti e minacciati, passeggeri costretti a scendere e proseguire a piedi. I sindacalisti dei tassisti chiedono una compensazione per la riduzione della loro attività in seguito all’entrata sul mercato delle auto NCC, accusate di non rispettare le regole ed aver provocato un crollo dei prezzi delle licenze.
Valls ha proposto la nomina di un mediatore e l’intensificazione dei controlli per garantire la “concorrenza leale” fra taxi e auto a noleggio con conducente. Nonostante il Prefetto abbia chiesto in serata lo scioglimento delle manifestazioni, molti taxi restano in piazza, sul periphérique e davanti a Bercy, il ministero dell’Economia di Emmanuel Macron

26 gennaio 2016 , per la difesa del servizio pubblico contro Uber: tassisti italiani a Parigi per la lotta comune (da Taxistory, il Blog dei Tassisti)





Uber: tassisti italiani domani a Parigi per lotta comune

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Da Roma sono arrivati a Parigi anche i sindacalisti che fanno riferimento all’Associazione tutela legale Taxi: “Si sta creando un’alleanza a livello europeo tra tutti i colleghi che vogliono difendere gli interessi dei tassisti e delle loro famiglie, 50.000 circa in Italia – spiega Riccardo Cacchione, dell’associazione e di Usb taxi – vogliamo unire ancor di più quello che viceversa le società di capitali vogliono distruggere, un lavoro dignitoso e il servizio pubblico.
Riteniamo fondamentale far capire all’utenza sia nazionale che europea, l’importanza del servizio pubblico e come questo sia l’unico elemento che la possa tutelare, contro l’azione che le multinazionali e le società di capitali vogliono sviluppare, al fine di incrementare sempre più i loro profitti”.
Alessandro Genovese, Ugl taxi e presidente dell’Associazione Tutela legale taxi, annuncia che “domani saremo in lotta in 4 città in Italia: Roma, Torino, Firenze e Napoli anche perché siamo convinti che bisogna impegnarsi a partire dai nostri paesi per dimostrare l’importanza dell’unità dei lavoratori di fronte a chi vorrebbe dividerci. Vorremmo essere in collegamento da queste città per dimostrare che la lotta che portiamo avanti al di là di alcune specifiche territoriali, è la stessa in tutta Europa. E che contro il nemico comune, ci sarà una lotta comune.
Ci sono ormai relazioni stabili tra le realtà sindacali a livello europeo e si arriverà presto a mobilitazioni davanti all’Unione Europea a Bruxelles”.
Per Giovanni Maggiolo di Unica Filt Cgil “l’attività di lobby di Uber si è concretizzata anche in Italia con una serie di emendamenti al ddl Concorrenza attualmente all’esame del Senato.
Questi sono la riproposizione degli emendamenti già bocciati alla Camera nell’esame della stessa legge qualche mese fa e puntano ancora una volta alla distruzione del servizio pubblico taxi così come conosciuto nel mondo. Con le nuove regole salterebbero le garanzie di tariffe amministrate e gli obblighi di servizio. Anche in Italia – conclude – qualora non fossero ritirati questi emendamenti già in Commissione, non resterebbe che organizzare uno sciopero totale del comparto a difesa dei lavoratori e degli utenti”.(ANSA).

giovedì 5 novembre 2015

Concorrenza sleale: dopo Uber tocca a BlaBlaCar? (da Taxistory, il Blog dei Tassisti)

Concorrenza sleale: dopo Uber tocca a BlaBlaCar?

justice-vendetta4webnews.it Dopo i tassisti, le compagnie di autobus. Dopo Uber, ora potrebbe toccare aBlablacar. Dalla Spagna arriva come un tuono la notizia della denuncia per concorrenza sleale a firma Confebús, un’associazione di categoria delle compagnie di pullman, rivolta alla nota piattaforma nata in Francia e che opera oggi in 19 paesi. L’accusa viene dopo indagini della stessa associazione che ha mandato finti clienti in incognito, e ora da Madrid la polemica potrebbe espandersi in tutta Europa.
La Confederación Española de Transporte en Autobús ha messo in discussione un punto che finora aveva tenuto Blablacar alla larga dai problemi vissuti da Uber: l’assenza di guadagno per gli utenti. La piattaforma è di fatto una specie di social network dove le persone si dividono le spese di un viaggio. 
L’applicazione non realizza forme di lavoro part time o concorrenzali ad altri sistemi di trasporto, ma organizza in Rete un passaggio in auto secondo la visione generale della sharing economy, che vede come uno spreco i posti vuoti dei veicoli che vanno nella stessa direzione di chi ci vorrebbe andare ma non possiede un’auto. In pochi anni l’idea ha avuto un successo mondiale: 20 milioni di utenti, 400 dipendenti, una quotazione che è arrivata al miliardo e mezzo di dollari.
Evidentemente però tutti questi numeri hanno infastidito qualcuno. Secondo i suoi critici spagnoli, si sarebbe creato un mercato nero e l’immagine degli autisti intenzionati solo a condividere le spese non corrisponde al vero. Questa accusa si basa sull’osservazione di alcuni viaggi coincidenti con le tratte degli autobus, surrogata – secondo Confébus – dalle testimonianze raccolte da finti clienti assoldati per catturare dichiarazioni di autisti e passeggeri. La tesi è che i prezzi scendono rispetto a certe tratte, come fossero in concorrenza col servizio dei pullman. Un’accusa che sembra davvero strana rispetto al tipo di piattaforma. Webnews ne ha parlato con il country manager italiano di Blablacar, Andrea Saviane.
Il panel sulla mobilità in crowdsourcing tenutosi in marzo a H-Farm. In quell’occasione ci fu un confronto fra tre nomi del ride sharing: Uber, Letzgo e Blablacar. Il primo da destra è Andrea Saviane, in mezzo Davide Ghezzi e a sinistra Benedetta Arese Lucini, all’epoca manager di Uber, sostituita quest’estate da Carlo Tursi.
Saviane: “Siamo stupiti”
Blablacar è diventata un leader del settore facendosi forza su una formula estremamente semplice che l’ha sempre distinta dall’accusa di concorrenza sleale cogli altri mezzi di trasporto. È un asset puramente remunerativo per il suo servizio di fornitore della tecnologia abilitante, ma in tutta Europa e nei paesi emergenti come Turchia, Russia, nessuno l’aveva mai indicata come sleale economicamente. Nessuno prima del caso spagnolo.
La Spagna è per ora l’unico caso al mondo: c’è una spiegazione?
Ci lascia stupiti, soprattutto se si considera che il ride sharing viene incentivato da molte amministrazioni per via dei suoi benefici sul traffico e sull’ambiente. La società è stata indicata da Confébus come fornitore e intermediario di un servizio di trasporto professionale senza licenza: ma BlaBlaCar non è un operatore di trasporto, è una community che mette in contatto automobilisti con altri viaggiatori che desiderano raggiungere una stessa meta; gli utenti si accordano per condividere un passaggio in auto e i relativi costi di viaggio.
Qui c’è un passaggio che si fatica a comprendere: Blablacar è una società, quindi ha finalità commerciali, ma il servizio no.
Ciò che contraddistingue BlaBlaCar da altri operatori è proprio l’assoluta mancanza di una finalità commerciale degli utenti: la community non trae profitto dal ride sharing, gli automobilisti possono solo ammortizzare le spese di benzina e pedaggio grazie al contributo dei passeggeri che effettuano il loro stesso tragitto.
Blablacar si è difesa coi numeri: 98% di autisti che coprono spese inferiori a 50 euro al mese. La concorrenza dove sta?
Siamo fiduciosi che gli argomenti a nostra disposizione possano rappresentare un valida base su cui costruire una risposta alle osservazioni di Confébus. Per quale ragione una persona dovrebbe fare un viaggio in auto copiando gli orari degli autobus, se non ci guadagna niente? Senza una motivazione personale e senza la possibilità di margine sul viaggio, viene meno la motivazione per una persona di mettersi in strada per fare un percorso in auto.
E in Italia? Si finirà per discuterne anche qui?
Troviamo difficile che l’accusa possa essere estesa al nostro Paese. Inoltre, le istituzioni italiane si stanno dimostrando molto aperte nel cercare di dare rilevanza normativa al fenomeno: al momento sono all’esame due disegni di legge volti a regolamentare il carpooling, e anche l’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha emesso un atto di segnalazione che include una definizione di carpooling.
Proviamo a immaginare questa teoria: alcune persone copiano gli orari degli autobus, percorrono le stesse tratte dividendo le spese e in qualche modo guadagnandoci un extra-fee; la piattaforma ha la possibilità tecnica di comprendere questo escamotage? Ci vorrebbero degli algoritmi specifici per individuare delle anomalie nei percorsi. Li avete?
Gli algoritmi ci sono. I conducenti BlaBlaCar hanno un interesse personale a fare un viaggio: vanno a trovare la famiglia, gli amici, fanno un weekend fuori porta e così via. Se un conducente prova a farne un utilizzo professionale, cercando di proporsi come servizio di trasporto, è facile identificarlo in base ad un nostro pattern di comportamenti. Abbiamo un algoritmo in grado di identificare comportamenti sospetti, come viaggi offerti sempre alla stessa ora e nella stessa tratta, la richiesta di un contributo spese più alto di quello suggerito e via dicendo. Siamo in grado di identificare questi comportamenti e in questi casi procediamo a sospendere l’account: è stabilito nelle Condizioni Generali di Utilizzo.
Inoltre, come in tutte le piattaforme, il valore del giudizio della community…
In blablacar c’è un forte senso di autoregolamentazione della community attraverso il sistema di feedback: il mancato rispetto delle regole esplicite ed implicite della community viene punito con feedback negativi che precludono l’utilizzo della piattaforma in futuro.
Intanto a Bruxelles parte uno studio
Mentre tutti attendono di capire quali altri pareri i tribunali dei vari paesi possano dare sui servizi di ride sharing rispetto alle norme antiquate vigenti in Europa, la Commissione Europea ha chiesto allo studio legale Grimaldiun’analisi completa di tutta la legislazione europea sui trasporti. All’avvocato Francesco Sciaudone e i suoi colleghi il compito di analizzare giuridicamente l’attuale quadro, gravemente lacunoso e non uniforme rispetto all’ingresso nel mercato di nuove forme di trasporto individuale proprio come Uber (che ha deciso di portare il giudizio italiano davanti alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia) e Blablacar.

lunedì 20 aprile 2015

Bloccare Uber pop per concorrenza sleale (da Taxistory, il Blog dei Tassisti)

Bloccare Uber pop per concorrenza sleale

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COMUNICATO STAMPA SINDACATI, ASSOCIAZIONI E RADIOTAXI
RICORSO URGENTE AL TRIBUNALE CIVILE CONTRO UBER
“Bloccare Uber pop per concorrenza sleale”
I sindacati e le associazioni di categoria, uniti contro Uber, hanno presentato al Tribunale Civile di Milano un ricorso cautelare urgente, ai sensi dell’art. 700 del Codice di Procedura Civile, contro la multinazionale americana per ottenere l’immediato blocco del servizio UBER-POP in Italia per concorrenza sleale e per violazione della disciplina amministrativa che regola il settore taxi, regole imposte dal legislatore a tutela dell’utenza. 
I ricorrenti sono assistiti da un team di legali composto dagli avvocati Marco Giustiniani, Nico Moravia e Giovanni Gigliotti dello Studio Legale Pavia e Ansaldo e dall’avvocato Alessandro Fabbi. “Questa azione – spiegano i ricorrenti – è da considerarsi un atto dovuto nei confronti della nostra categoria e dell’utenza. È oramai da oltre un anno, infatti, che la categoria continua a ricevere rassicurazioni dalle Istituzioni di ogni livello (dal Governo centrale ai singoli Comuni) sul fatto che il servizio UBER-POP è illegale e in contrasto con tutte le disposizioni che regolano il settore del trasporto pubblico locale non di linea.
Nonostante ciò, nessun reale intervento ha fatto seguito a tali parole e nessuna efficace azione repressiva è mai stata messa in atto da quelle stesse Autorità amministrative pubbliche”. Pertanto, queste OO.SS e AA.CC. sono state nuovamente costrette a intervenire direttamente, decidendo di investire della questione l’unica Autorità che si ritiene possa intervenire immediatamente prima del possibile caos nell’oramai prossimo grande evento EXPO 2015: ossia l’Autorità giudiziaria civile.
Le scriventi sono consapevoli che questa sarà la prima battaglia di una lunga guerra legale e sono altresì consapevoli che dall’altra parte c’è uno dei più grossi e potenti Gruppi societari multinazionali, ma non si poteva fare altrimenti. Nell’inerzia delle Autorità amministrative e legislative pubbliche, l’unica nostra chance restano i Tribunali: ossia quei luoghi in cui la legge non può non essere che applicata, reprimendo qualsiasi comportamento o azione che si ponga in contrasto con la normativa vigente, posta a tutela dell’utenza”.
Sindacati e Associazioni della categoria comunicano che il Tribunale di Milano si pronuncerà i primi giorni di maggio confidando che quella costituisca la prima vera occasione per la riaffermazione di un principio in cui noi vogliamo continuare a credere: la legge è uguale per tutti e deve essere rispettata.
L’azione è stata proposta dalle organizzazioni sindacali e di categoria locali e nazionali delle regioni maggiormente interessate dal fenomeno, Lombardia, Piemonte e Liguria.
I Sindacati, le Associazioni di Categoria e i Radiotaxi.
Milano, 17 aprile 2015
S.A.Ta.M./C.N.A. – T.A.M./A.C.A.I. – UNIONE ARTIGIANI – UNICA MILANO E LOMBARDIA – ASSOCIAZIONE TUTELA LEGALE TAXI – FEDERAZIONE NAZIONALE UGL/TAXI – ITALTAXI SERVICE SRL – CONSORZIO TAXIBLU 024040 – COOP. PRONTO TAXI 011.5737 – RADIO TAXI TORINO 011 5730 – COOP. RADIOTAXI GENOVA 010 5966

giovedì 12 febbraio 2015

Tassisti Milanesi : Volantino preannuncia assemblea giovedì 12 febbraio (da Taxistory, il Blog dei Tassisti)

Volantino preannuncia assemblea giovedì 12 febbraio

volantino_assemblea_12-02-2015In questi giorni nei posteggi dei taxi milanesi si può osservare un volantino firmato “il gazebo”, ne ha parlato anche “Il Giorno” (vedi sotto) in un articolo di qualche giorno fa. Qui il testo integrale:

 E’ passato un anno dalle prime proteste spontanee, dai primi fermi e dalle conseguenti promesse, chiaramente MAI mantenute, fatteci da sindaco, assessori, ministro dei trasporti e prefetto. Nel frattempo ciò che è successo è stato questo:
  • maggior numero di “uber pop” e “uber black” (che ormai lavorano indisturbati)
  • aumento del numero di ABUSIVI TOTALI
  • abbattimento sistematico delle colonnine di chiamata ai parcheggi
  • Volontà politica di integrare uber nel nostro sistema legislativo (dichiarazioni del presidente della commissione trasporti). Addirittura si paventa la presenza di uber ai tavoli di discussione con le associazioni di categoria di taxi e Ncc
  • rivenditori autorizzati di Expo che vendono pacchetti di ingresso all’esposizione più il buono uber
  • totale mancanza di organizzazione di una viabilità accettabile per portare i visitatori dell’expo ai padiglioni
  • in ultimo, ma non meno importante, si è verificato proprio negli ultimi tempi un ingiustificato aumento di controlli e di sanzioni proprio nei nostri confronti, senza contare il numero elevato di denunce TOTALMENTE PRIVE DI FONDAMENTA da parte di uber-abusivi.
La misura è colma, non c’è più spazio per sperare che cambi qualcosa senza una protesta forte!
L’unico nostro rammarico è che verrà colpita la nostra utenza.
Vogliamo ricordare che ogni giorno aumenta il numeri di Paesi che stanno ripristinando la legalità, ritenendo altresì uber, nel lungo periodo, fonte di ulteriore disoccupazione e precariato.
A seguito di tutto ciò che è stato sopra elencato annunciamo l’inizio dello STATO D’AGITAZIONE, cioè l’inizio di un percorso che senza risultati porterà a proteste e disservizi prima e durante l’Expo.
La prima assemblea avverrà giovedì 12 Febbraio 2015 nel polmone di Linate alle ore 8, anche se già dalla mezzanotte precedente organizzeremo assemblee nei parcheggi per informare ed avvisare l’utenza.
Il gazebo

il_giorno_l-ala_dura_lancia_le_assemblee

Tassisti : Tamburi di guerra (da Taxistory, il Blog dei Tassisti)

Tamburi di guerra

copricapo_indianoLa morte dei taxi questa volta non si chiama liberalizzazione ma “deregulation“. I registi sono sempre gli stessi (nel rapporto dell’OCSE sull’Italia pubblicato due giorni fa sono indicate le ricette per la crescita nel LUNGO periodo, la cosiddetta “going for growth” e precisamente, privatizzare, deregolamentare, diminuire le tasse per le imprese e i lavoratori, rendere efficiente (i costi del) sistema educativo. Insomma cambiano solo gli attori, ieri Monti, oggi Renzi. Di Tsipras, amici, per il momento nel nostro paese non ce n’è.
E allora dopo il Job’s act ecco la bozza governativa sulla concorrenza. Il solito film. Noi siamoliquidati in due paroline al Capo 5 – Servizi Pubblici Locali, nel primo articolo che si intitola giustappunto “Eliminazione distorsioni concorrenziali per gli autoservizi di trasporto pubblico non di linea“.  E cosa dice l’articolo? Abrogati art. 3 comma 3, 5 bis, modificato l’art.8 comma 3, abrogato l’art.11 comma 4 della Legge 21/92. Traduzione: nessun obbligo per gli ncc di avere la rimessa nel Comune che rilascia l’autorizzazione, nessuna regolamentazione da parte di altri comuni per l’accesso degli ncc, nessun obbligo di iniziare e terminare il servizio presso la rimessa. Tutti taxi, o quasi. 
Che poi sia quello che chiede Uber o meno poco importa. L’americana non ha inventato nè le app, nè la percentuale sul lavoro altrui. E’ caporalato vecchio come il mondo e basta. La 21/92, più volte rimaneggiata, è invece una legge dello Stato che costituisce un punto di equilibrio fra servizi complementari, frutto del lavoro di anni. E regola vite. Le nostre.
Il parlamentino taxi si riunisce a Roma il 12 ed è pur vero che si tratta solo di una bozza. Che rimanga tale! Una cosa sia chiara: nessuno si illuda di poter fare morire di fame le nostre famiglie.