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mercoledì 4 maggio 2016

Uber, a Milano scatta il blocco selvaggio: tassisti in presidio, clienti a terra. Ferme centinaia di auto bianche (da Repubblica.it)

Uber, a Milano scatta il blocco selvaggio: tassisti in presidio, clienti a terra. Ferme centinaia di auto bianche
Proteste in stazione Centrale, a Linate e in piazza Affari. Secondo i conducenti, una nota del ministero cancellerebbe le sanzioni della polizia locale. Il Viminale: "Si continuerà a multare chi usa l'auto per scopi diversi Le multe continueranno ad esserci". L'Autorità di garanzia per gli scioperi scrive a sindaco e prefetto
di ILARIA CARRA
A terra i passeggeri dei treni e anche i viaggiatori in arrivo a Linate: tutti a piedi. O con i mezzi, possibilità meno semplice per chi arriva in aeroporto carico di bagagli. Blocco dei taxi a Milano. Centinaia, circa trecento in stazione Centrale e qualche decina a Linate e in piazza Affari, hanno smesso di caricare passeggeri per protestare contro il governo sul tema dei controlli a Uber. Si tratta di un blocco selvaggio (non annunciato né avallato dai rappresentanti di categoria) partito a mezzanotte. Alle otto del mattino erano circa una ventina gli autisti che per protesta non facevano salire a bordo i clienti tranne donne incinte, anziani e disabili che trasportavano gratis. Alle undici erano già varie centinaia, tanto che anche il centralino del 4040 avvisava che "a causa dell'agitazione dei tassisti, il servizio potrebbe non essere garantito". Segno che lo stop ha avuto conseguenze reali sul servizio alla città. Cuore della protesta è piazza Duca d'Aosta - zona Stazione Centrale - dove si concentra il grosso della protesta e dove turisti e passeggeri dei treni in arrivo in Centrale sono rimasti a piedi.
Uno stop contro il governo. I primi rumors hanno cominciato a circolare nella notte. Su Facebook si parlava di "una circolare Alfano" che avrebbe, in sostanza, sospeso le sanzioni verso Uber e "riabilitato" UberPop, nonostante nei mesi scorsi il tribunale di Milano abbia "spento" l'applicazione perché illegale. Secondo l'assessore alla Sicurezza del Comune, però, i rumors non corrispono a verità, perlomeno a Milano. La circolare ministeriale esiste, ma l'assessore dalla sua pagina Facebook precisa: "Alcuni taxisti stanno protestando su una circolare interpretativa del ministero sostenendo che blocca le sanzioni che la polizia locale fa a Uberpop". Ma l'assessore rassicura: "Comune e polizia locale a Milano stanno continuando a sanzionare UberPop perché il Tribunale ci ha dato ragione con diverse sentenze e quindi procediamo". I tassisti però dicono di non fidarsi e chiedono un incontro in prefettura per chiarire la vicenda e vogliono che questa rassicurazione venga messa per iscritto. Secondo loro infatti le nuove indicazioni sono troppo vaghe.
Gli articoli del codice della strada. E nel pomeriggio, arriva la nota del governo, da cui si capisce cosa è cambiato nell'approccio del governo alle sanzioni verso Uber e UberPop. In sostanza, si continuerà a sanzionare chi utilizza il mezzo privato per un servizio pubblico non autorizzato, ma attraverso il più generico articolo 82 del Codice della strada che 'punisce' chi utilizza il veicolo "per una destinazione o uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione". E non più ricorrendo ai più severi articoli 85 e 86 che fanno riferimento alle specifiche che riguardano - rispettivamente -  le autorizzazioni ai noleggiatori con conducente, Ncc (spesso assoldati da UberBlack ) e le regole del servizi taxi. In teoria dunque, il riferimento potrebbe un giorno toccare anche le forme di carpooling, di considivione sul modello di Bla Bla car.
IL DOCUMENTO/ LA CIRCOLARE DEL MINISTERO
La precisazione del Viminale. "La linea già stabilita da diverse Prefetture di contrastare in maniera chiara chi utilizza un mezzo privato per svolgere un servizio pubblico non autorizzato - scrivono dal Viminale - resta pienamente confermata. Non esiste infatti nessuna 'circolare Alfano' che consentirebbe di non sanzionare il servizio Uberpop, semmai esiste una circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza, inviata, l'11 marzo del 2016, ai dirigenti dei Compartimenti di Polizia stradale, con il chiaro intento di trasmettere il parere del Consiglio di Stato secondo il quale viene mantenuta l'applicabilità della sanzione prevista dall'art. 82 del codice della strada, laddove venga accertato l'utilizzo del veicolo per una destinazione o uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione".
IL PRECEDENTE - TASSISTI CONTRO UBER: IN 500 BLOCCANO LA CITTA'
I sindacati si dissociano. Saputa della protesta, tutti i sindacati hanno condannato l'azione. La Fit Cisl si è dissociata: "Pur condividendo le paure dei tassisti sul tema - dice il coordinatore Eliseo Grasso - ci dissociamo da questo fermo anche perché a Milano cade la motivazione. Chiediamo ai tassisti di riprendere regolarmente il servizio". L'Unione Artigiani in una nota comunica "ai soci tassisti che il fermo spontaneo di oggi non è autorizzato e che ogni forma di protesta deve essere comunicata nei termini di legge previsti". Poi, in merito alla circolare del Ministero degli Interni "che invita la polizia a non emettere sanzioni ai driver Uber, si comunica che in data 2 maggio il Comune di Milano ha reso noto, dietro nostra sollecitazione,  che detta circolare non verrà presa in considerazione".
L'Autorità di garanzia per gli scioperi scrive a prefetto e sindaco. Lo fa per avere, con urgenza, informazioni sul blocco improvviso del servizio. "L'Autorità - viene precisato - accerterà ora le modalità di astensione e se vi siano profili di propria competenza, anche per l'adozione delle relative sanzioni, così come previsto dalla legge"

giovedì 8 ottobre 2015

Airport Handling TUTTO SECONDO PROGRAMMA: PRIVATIZZATI!

Airport Handling
TUTTO SECONDO PROGRAMMA: PRIVATIZZATI!

Il 28 settembre Airport Handling comunicava la decisione,  presa da SEA Spa attraverso il trustee, di procedere alla privatizzazione di Airport Handling Spa, inizialmente con una quota del 30% per poi arrivare fino al 70%  entro 18 mesi alla società DNATA , alla quale viene affidata la governance di AH in una posizione di assoluta maggioranza fin da subito.

E’ la logica conseguenza del processo innescato dai “migliori accordi possibili” del luglio 2014 che, come avevamo detto, portavano direttamente alla PRIVATIZZAZIONE della nascente Airport Handling.
ADL non ne fa una battaglia ideologica sull’entrata di nuovi soci ma vuole far chiarezza in merito ad alcune questioni.

-       Airport Handling diventerà “privata”: la maggioranza non sarà più in mano a SEA di natura pubblica, con la conseguenza di non avere quella visione “sociale” che nel bene e nel male l’ha contraddistinta, dato che il Comune di Milano finirà in netta minoranza.
-       Il raggiungimento della quota del 70% potrà avvenire SOLO previo accordo sindacale : quindi una chiara scelta politica che autorizza i sindacati all’avvallo di tale operazione.
-       Fino ad ora tutta la parte a carico dei lavoratori dei  “migliori accordi possibili” ha avuto esecuzione ed  ora che  si dovrebbe parlare di recupero a favore dei lavoratori, si cambia di nuovo registro.
-       A detta dei protagonisti della trattativa ci sarà un dumping sociale : avvilimento delle condizioni sociali dei lavoratori.

Tutto nel silenzio generale dei sindacati cgil, cisl, uil, ugl e flai che pur essendo a conoscenza delle questioni, continuano a  mantenere la solita  linea di condotta, senza nemmeno interpellare i lavoratori in sede assembleare.

D’altronde Airport Handling e i sindacati di comodo  vogliono come al solito agire indisturbati, permettendosi di escludere ADL dalle trattative, pur essendo ADL il sindacato più rappresentativo in Airport Handling!

Chiediamo ad Airport Handling,  cgil cisl uil ugl e flai:

“Volete un “remake” del film già visto nel giugno 2014 chiamato “REFERENDUM” di cui ancora non avete mostrato le fantomatiche firme da voi raccolte per svilirne il reale contenuto? Noi siamo pronti e lo abbiamo già dimostrato.

E’ possibile per voi concludere accordi non condivisi da una gran parte dei lavoratori?

Una cosa è certa: i responsabili di questo percorso sono noti… la politica e i sindacati firmatari!

Nella fattispecie la politica di chi governa nel Comune di Milano, azionista di maggioranza di SEA e quindi di AH, dove fin dal  2013 si e’ adoperato per portare avanti la prima fase di privatizzazione di SEA per poi proseguire con gli accordi del giugno 2014 e i sindacati firmatari che hanno sempre avallato tali scelte promettendo la buona riuscita degli accordi ma venendo puntualmente smentiti dal degrado delle condizioni dei lavoratori che loro stessi hanno creato.

Ora non resta che far riferimento a regole di vera democrazia dalle quali non è più giustificabile sfuggire:

Ristabilire l’ordine democratico e rappresentativo all’interno delle trattative sindacali con Airport Handling ed organizzarsi in modo compatto per lottare in  difesa del lavoro, dei nostri diritti e della nostra dignità. 


Malpensa/Linate 6 ottobre 2015

giovedì 12 febbraio 2015

Tassisti Milanesi : Volantino preannuncia assemblea giovedì 12 febbraio (da Taxistory, il Blog dei Tassisti)

Volantino preannuncia assemblea giovedì 12 febbraio

volantino_assemblea_12-02-2015In questi giorni nei posteggi dei taxi milanesi si può osservare un volantino firmato “il gazebo”, ne ha parlato anche “Il Giorno” (vedi sotto) in un articolo di qualche giorno fa. Qui il testo integrale:

 E’ passato un anno dalle prime proteste spontanee, dai primi fermi e dalle conseguenti promesse, chiaramente MAI mantenute, fatteci da sindaco, assessori, ministro dei trasporti e prefetto. Nel frattempo ciò che è successo è stato questo:
  • maggior numero di “uber pop” e “uber black” (che ormai lavorano indisturbati)
  • aumento del numero di ABUSIVI TOTALI
  • abbattimento sistematico delle colonnine di chiamata ai parcheggi
  • Volontà politica di integrare uber nel nostro sistema legislativo (dichiarazioni del presidente della commissione trasporti). Addirittura si paventa la presenza di uber ai tavoli di discussione con le associazioni di categoria di taxi e Ncc
  • rivenditori autorizzati di Expo che vendono pacchetti di ingresso all’esposizione più il buono uber
  • totale mancanza di organizzazione di una viabilità accettabile per portare i visitatori dell’expo ai padiglioni
  • in ultimo, ma non meno importante, si è verificato proprio negli ultimi tempi un ingiustificato aumento di controlli e di sanzioni proprio nei nostri confronti, senza contare il numero elevato di denunce TOTALMENTE PRIVE DI FONDAMENTA da parte di uber-abusivi.
La misura è colma, non c’è più spazio per sperare che cambi qualcosa senza una protesta forte!
L’unico nostro rammarico è che verrà colpita la nostra utenza.
Vogliamo ricordare che ogni giorno aumenta il numeri di Paesi che stanno ripristinando la legalità, ritenendo altresì uber, nel lungo periodo, fonte di ulteriore disoccupazione e precariato.
A seguito di tutto ciò che è stato sopra elencato annunciamo l’inizio dello STATO D’AGITAZIONE, cioè l’inizio di un percorso che senza risultati porterà a proteste e disservizi prima e durante l’Expo.
La prima assemblea avverrà giovedì 12 Febbraio 2015 nel polmone di Linate alle ore 8, anche se già dalla mezzanotte precedente organizzeremo assemblee nei parcheggi per informare ed avvisare l’utenza.
Il gazebo

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sabato 4 ottobre 2014

Sos per il futuro di Malpensa: “La concorrenza di Linate cancellerà voli e lavoro” ( da Taxistory )

Sos per il futuro di Malpensa: “La concorrenza di Linate cancellerà voli e lavoro”

malpensa_taxiilgiorno.it «Allarme rosso» per il futuro di Malpensa. Il decreto sulle liberalizzazioni dei voli che favorisce Linate sta suscitando forti preoccupazioni in tutto il territorio varesino. «Cancellerà voli e lavoro», si teme in un’area dove sono numerose le aziende le cui attività sono legate all’aeroporto, migliaia i posti di lavoro. I contraccolpi del provvedimento che di fatto incrementa il numero dei passeggeri al Forlanini potrebbero essere pesanti per l’area varesina già messa alla prova dalla crisi economica. 
«Pochi provvedimenti sono stati negli ultimi anni così forieri di danni per il nostro territorio – dice Giovanni Brugnoli, presidente dell’Unione industriali -. Il Decreto Lupi contiene tutto ciò che temevamo. Poco importa che la si chiami liberalizzazione oppure no. Ai parlamentari locali e a tutti i rappresentanti politici del Varesotto chiediamo di fare almeno una volta fronte comune: almeno si cerchi di garantire la liberalizzazione di Malpensa che funziona bene e costituisce ancora, nonostante tutto, grande opportunità».
Molto preoccupato il sindacato. «Si intravede un futuro nero per Malpensa – dice Umberto Colombo, segretario generale della Cgil di Varese – il decreto a favore di Linate è un colpo mortale. Abbiamo cercato di tenere alto il livello di attenzione su Malpensa, quanto purtroppo sta accadendo conferma che avevamo ragione. Si sta affermando la volontà di affossare Malpensa favorendo dall’altra parte uno scalo come Linate già saturo e nello stesso tempo gli hub concorrenti di Malpensa». I timori riguardano soprattutto l’occupazione, l’impatto può essere devastante con ricadute non solo sulle attività in aeroporto ma anche quelle nell’indotto. Colombo fa sapere che nelle prossime ore ci saranno incontri con Cisl e Uil, con i sindacati del Trasporto e degli altri settori per valutare la situazione e decidere come rispondere al decreto già definito «affossa Malpensa». Sconcertato è il sindaco di Arsago Seprio Claudio Montagnoli che dice: «Quanto sta accadendo è la conferma che per Malpensa è sempre mancata una seria programmazione nazionale. E’ un aeroporto aperto per decreto 16 anni fa e dopo 16 anni ancora non ha una destinazione chiara. E’ uno scalo “malpensato”, e oggi, alla luce del decreto pro Linate, sarebbe proprio il caso di fermarsi a riflettere con serietà sul futuro di questo scalo e sugli investimenti che si stanno facendo».
Anche Federalberghi di Varese manifesta forte preoccupazione. «Quella che doveva essere una promessa di sviluppo con Expo – dichiara Claudio Brovelli, presidente di Federalberghi Varese – si sta rivelando un boomerang per il territorio e per il suo scalo. Con il provvedimento si trasferiscono di fatto passeggeri attravrerso Linate verso hub concorrenti di Malpensa. Concepito per essere un hub, come porta di accesso intercontinentale, non si capisce come con Expo dietro l’angolo si decida di depotenziarlo». Ieri sera del caso s’è discusso anche alla Camera di Commercio: «Prevale in tutte le forze imprenditoriali e sociali presenti nel consiglio estrema preoccupazione», ha detto in una nota il presidente Renato Scapolan. Intanto anche sul fronte politico c’è grande mobilitazione. Lara Comi, eurodeputato e coordinatrice provinciale di Fi è stata la prima ad annunciare la protesta, mentre la Lega Nord invita a partecipare all’iniziativa in programma domenica 5 ottobre alle 17,30 nell’area feste di Buguggiate. E il sindaco di Ferno Mauro Cerutti annuncia: «Siamo pronti come sindaci anche a mettere in atto azioni di protesta».


venerdì 18 luglio 2014

SCIOPERO SEA E SEA HANDLING LINATE E MALPENSA IL 20 LUGLIO

SCIOPERO SEA E SEA Handling Linate e Malpensa 20 luglio 2014
Per l’intera giornata escluse le fasce garantite
Ci vogliono far credere:
  • che con una raccolta di firme, fatta intimidendo i lavoratori, non indirizzata alla commissione elettorale, si possa cancellare un referendum;
  • Che si “sia trovato un accordo tra le parti in Regione”, mentre la stessa parte ha rifirmato lo stesso accordo bocciato dai lavoratori;
  • che esiste la discontinuità delle sole condizioni lavorative, mentre si continua con il valzer degli stessi dirigenti di Sea, che si riciclano, con compensi faraonici e risultati fallimentari senza che nessuno abbia alcuna responsabilità;
  • che nessuna delle richieste avanzate dai lavoratori è accettabile perché mina le fondamenta della nuova società, ma in realtà la commissione europea ha già disposto una nuova indagine e tra due anni Airport Handling sarà più appetibile sul mercato per il minor costo del lavoro;
  • che saranno diminuiti i permessi sindacali, quando invece si continuerà con decine di persone che non lavoreranno mai ma pronti ad obbedire agli ordini dell’azienda al momento delle firme di qualsiasi accordo;
CONTRO IL TAGLIO DEI SALARI CHE PORTERA’ IN SOLI DUE ANNI AD UNA DIMINUZIONE DELLE BUSTE PAGA DEI LAVORATORI DI OLTRE 30 MILIONI DI EURO.
CONTRO GLI ACCORDI TRUFFA E PER IL RISPETTO DELLA VOLONTA’ DEI LAVORATORI.
CUB Trasporti Lombardia


15 luglio 2014: Oggi è finita una “trama” ordita da SEA e sindacati riconosciuti, a danno dei lavoratori. il “sistema” crede di aver vinto!...


15 luglio 2014: il “sistema” crede di aver vinto!
Oggi è finita una “trama” ordita da SEA e sindacati riconosciuti, a danno dei lavoratori.
Con il motto “ce lo chiede l’Europa” sono stati tolti i diritti dei lavoratori e preservati i privilegi e la commistione Azienda-Sindacati.
Senza un minimo di pudore sono riusciti a stravolgere il risultato referendario. Era stato troppo lo smacco per loro per poter pensare di dare ascolto ai lavoratori e per questo si è creato il fronte unito tra Azienda e Sindacati firmatari, tutti insieme per creare panico e incertezza tra i lavoratori che avevano osato dire la loro opinione.
Troppo forti gli interessi Aziendali nel continuare a gestire una Società a controllo Pubblico che ha facili guadagni grazie al privilegio del monopolio in capo al Gestore.
Troppi interessi nel gestire i finanziamenti Italiani ed Europei, senza dover dare conto a nessuno, senza nessuna trasparenza e verifica sulle loro scelte e sul loro operato.
Nulla in questi anni è stato fatto per contrastare il connubio che si era creato tra Azienda e Sindacati riconosciuti.
Sindacati che, grazie alla magnanimità di Sea, potevano approfittare di una sproporzionata agibilità sindacale con l’unico onere di apporre firme sugli accordi di volta in volta presentati dall’azienda.
Sindacati che dal 2002 sono stati a guardare lo sperpero di denaro pubblico senza contestare e senza pretendere che la gestione di SEA fosse nel rispetto delle regole!
Questi sono i punti che la commissione Europea ha contestato con l’emanazione del provvedimento contro SEA Handling.
Sempre gli stessi oggi danno il Via ad una società che nasce con l’handicap dello stesso fardello di costi dirigenziali e sindacali di allora, nonché l’incapacità di gestire la cosa pubblica con senso di responsabilità e correttezza.
Tutto cambia affinché nulla cambi per loro!
Il desiderio di giustizia gridato dai lavoratori non ha avuto ascolto, neppure da chi si fregia dell’attributo di difensori dei loro diritti.
Lavoratori meditate…. oggi non è stato fatto il vostro interesse, oggi non vi hanno regalato nulla! Ancora una volta si sono serviti di voi per fare quello che volevano, senza nessuno scrupolo.
Vi hanno tolto tempo destinato alla vostra famiglia, soldi e un’occupazione dignitosa, anche per il futuro dei vostri figli, aumentando il vostro carico di lavoro, già inaccettabile!
Siamo amareggiati nel vedere che il sistema è ancora troppo forte per essere abbattuto. Dobbiamo fare tesoro di quanto accaduto e iniziare a demolire, mattone dopo mattone, il loro castello fatto di privilegi e sperperi.
Basta… Pensare di rimanere sempre dei cortigiani al servizio di una casta che non ha il sangue blu!
Ma i lavoratori non dimenticano…la loro vita mortificata non dimentica. E’ stata inferta una ferita insanabile tra “loro” e i lavoratori: una spaccatura e una divisione nel tessuto sociale di quest’Azienda. Chi ha voluto ciò si prenda la responsabilità di tutte le tensioni di una nuova stagione di lotta per i diritti dei lavoratori che si aprirà nel prossimo futuro …Nulla sarà più come prima!...anche per “loro”….
Malpensa, 16 luglio 2014
 ADL Varese – Sindacato di Base

domenica 6 luglio 2014

8 e 9 LUGLIO, Sea handling e Sea spa : ASSEMBLEA GENERALE di tutti i lavoratori di Malpensa e di Linate indetta da ADL VARESE e CUB TRASPORTI

CUB Trasporti : i NUMERI DELLA TRATTATIVA SEA-AIRPORT

NUMERI DELLA TRATTATIVA SEA-AIRPORT
GLI ORGANICI: In SEA H. al momento della procedura 223/91 vi erano 2214 lavoratori   corrispondente a 1980 FTE, senza mai comunicarci le ore lavorate effettive comprese di straordinari e ore supplementari.
GLI ESUBERI  DI SEA H. CHE RIDUCONO L’ORGANICO DI AIRPORT H.:
Azzeramento della cigs corrispondente                 a      110 FTE  in ESUBERO
Diminuzione dei volumi traffico corrispondente      a        65 FTE  in ESUBERO
Interventi organizzativi   corrispondente                 a      226 FTE  in ESUBERO
Di conseguenza secondo la direzione in Airport h. devono lavorare 401 FTE in meno, rispetto a Sea h., per un organico complessivo di Airport h. 1579 FTE.
IL COSTO DEL LAVORO:
Il bilancio SEA H. del 2013 è stato chiuso con un deficit di 11 MILIONI di euro ai quali, se aggiungiamo quanto risparmiato con l’utilizzo della cigs, si arriva a 15 MILIONI di euro di passivo per il 2013.
Il bilancio SEA H. del 2013 portava come costo del lavoro 103 MILIONI di euro.
La previsione del costo del lavoro di Aiport h. per il 2015 è di 75 MILIONI di euro.
CONSIDERAZIONI
ORGANICI DI AIRPORT H.: il 1° luglio, le compagnie perse da Sea h, sono state, Silkway andata ad MLE, Norwegian (DY) andata ad ATA e American Airlines (AA), Air Serbia (JU), Tunisair e Blue Panorama per il solo scalo di Linate verso Aviapartner. Mentre sono state acquisite da Sea h in attesa di andare ad Airport h. Air India e Czech. Le previsioni quindi di Airport h. che al cambio di gestione si dovevano calcolare 65 esuberi, sono del tutto infondate. Se poi, nel corso della trattativa si dovesse riconoscere il godimento delle ROL, indubbiamente gli organici di Airport h. vanno aumentati. A meno che la direzione non pensi di sopperire a questa situazione con  lavoratori interinali e non con nuove assunzione, o ad altre forme di lavoro precario già in passato dichiarate illegittime dai giudici.
COSTO DEL LAVORO: dai dati aziendali, in due anni il costo del lavoro si  ridurrà del 30% e di 28 milioni di euro. La cosa più assurda è che con questo risparmio, tutto sulla pelle dei lavoratori e dichiaratamente imposto per arrivare al pareggio di bilancio, alla luce dei dati fino ad ora conosciuti,  non solo si eviterà qualsiasi deficit  ma si raggiungerebbero invece utili considerevoli! (28 milioni di risparmi meno 15 milioni di deficit = 13 milioni di euro).
Ma anche su questo due sono le ipotesi, o questi dati sono confermati e allora pare fondato il timore che i così gravi sacrifici imposti ai lavoratori siano finalizzati a costituire  una società fin da subito fortemente in attivo per poi aprire le porte ai privati o i dati sui futuri introiti della nuova azienda sono differenti perché  le trattative con i vettori avrebbero portato a pesanti riduzioni.
Su questo però, incredibilmente, nessuna  informazione da parte dei vertici aziendali. Come si può chiedere questi pesanti sacrifici ai lavoratori, senza la massima trasparenza da parte di dirigenti che spesso hanno responsabilità contemporaneamente in diverse società che operano nel trasporto aereo?
Cub trasporti