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domenica 26 ottobre 2014

BNL - GRUPPO BNP PARIBAS, UNISIN BNL RSA DI MILANO : LA RETE SI STRINGE, Agenzie che chiudono o senza operatori di sportello

LA RETE SI STRINGE
Il 23 ottobre 2014 la nostra RSA ha incontrato la Direzione Risorse Umane di Territorio per delle importanti informative riguardanti la Rete:

  • CHIUSURE AGENZIE PREVISTE NEL 2015
AG.23 -  AG.29      (1° trimestre 2015)
AG.27                    ( 2° trimestre 2015)
AG. 1 SESTO S.G            ( 4° trimestre 2015)

  • AGENZIE CHE DIVENTERANNO OPEN (senza operatore di sportello) NEL 2015
AG.25 - AG.37       ( 1°trimestre 2015)
AG.36                    ( 2°trimestre 2015)

L’impatto sulle risorse umane riguarderà 11 lavoratori tra DAG, GCP (anche fungibili)  e OPERATORI.

BNL ci ha comunicato di voler da subito coinvolgere questi colleghi, anche attraverso colloqui individuali, al fine di trovare una destinazione, sia in termini geografici che di ruolo, il più possibile tempestiva e condivisa (a differenza di quanto accaduto per le agenzie 35 e 39).

La Direzione ha motivato queste chiusure con gli alti costi operativi (sia degli immobili che del rapporto costi-ricavi), con il mancato sviluppo/crescita dal punto di vista commerciale delle agenzie coinvolte nonché con il ridotto numero di conti correnti gestiti.

Mentre per le chiusure dei rapporti individuals il tutto avverrà in modo automatico, per quanto riguarda i rapporti small business la lavorazione impatterà sui relativi gestori.

Abbiamo quindi richiesto la costituzione di una task force che possa essere di reale supporto ai gestori small business già in numero ridotto per la gestione dell’attività ordinaria.

Le nostre critiche manifestate da subito quando BNL negli scorsi anni perseguiva in  modo maniacale il risultato dei 1000 sportelli in Italia si sono rivelate corrette e i risultati delle scelte di BNL sono sotto gli occhi di tutti:

  • agenzie ad alta operatività hanno visto la riduzione degli organici per far fronte alle nuove aperture 
  • aperture assolutamente ingiustificate, sia dal punto di vista della collocazione geografica (praticamente un’agenzia ogni fermata di metropolitana e spesso a ridosso di altri sportelli BNL) sia dal punto di vista commerciale, visto il momento storico.
Ricordiamo infatti che il Management di questa Banca ha continuato a perseguire la politica di apertura di nuovi sportelli fino al 2011, ovvero in piena crisi economica che come tutti ricordano (e i banchieri avrebbero dovuto saperlo più di altri..) ha avuto inizio nel 2008.

E’ Inoltre da tempo che BNL sta puntando sull’utilizzo dei canali telematici da parte della clientela e sulla banca digitale Hello Bank. Sorge spontanea una domanda: perché insistere in questi anni con l’apertura di nuovi sportelli se il progetto/modello di BNL era questo????

Il nostro Sindacato vigilerà affinché i costi di questa gestione contraddittoria e poco lungimirante non ricadano sui Lavoratori, gli stessi che in tutti questi anni, attraverso il loro impegno e senso di responsabilità, hanno consentito a BNL di difendere le proprie quote di mercato.

Peccato che “il grande artefice” dello sviluppo a tutti i costi della Rete degli Sportelli non sia più con noi, ma gode di ottima salute e come canta Luciano Ligabue: ”chi doveva pagare non ha mai pagato l’argenteria”.

Durante l’incontro abbiamo rinnovato la nostra richiesta di incrementare gli organici delle agenzie Hub che non possono essere rette dai soli ROG (che ovunque continuano a fare anche gli ODS) e da un unico operatore di cassa, così come abbiamo chiesto l’aumento del numero dei componenti della squadra volante.

Ricorderete tutti la disastrosa situazione che si sono trovati a vivere i Lavoratori delle Agenzie la scorsa estate (vedi nostro volantino del 22 settembre “LA VERGOGNA DEGLI ORGANICI DELLA RETE”).  

BNL sappia sin da ora che il nostro Sindacato non tollererà il ripetersi della medesima situazione e sensibilizzerà i colleghi al  rigoroso rispetto della normativa anche quando questo dovesse impattare in modo negativo sulla Customer Satisfaction.

La sensazione è che, attraverso la chiusura degli sportelli, la nascita della figura dei promotori finanziari esterni, la costituzione del Consorzio alla quale è subito seguito l’appalto di una lavorazione,  si stia assistendo alla cannibalizzazione del nostro lavoro “boccone dopo boccone”.
Come abbiamo più volte dichiarato non siamo contrari al cambiamento in quanto tale, ma non possiamo accettare lo svilimento del lavoro derivante da scelte che di fatto scaricano tutti costi della crisi sugli incolpevoli lavoratori.
Non accetteremo mai di assistere passivamente allo smantellamento del nostro lavoro!

Come sempre vi terremo informati!


Milano, 24 ottobre 2014                                                                  UNISIN BNL RSA DI MILANO 

sabato 25 ottobre 2014

UNISIND, JOBS ACT: LA LIBERTÀ DI SENTIRSI SCHIAVI

JOBS ACT: LA LIBERTÀ DI SENTIRSI SCHIAVI
Sabato 25 ottobre tutti alla manifestazione di Roma!

Rendere più flessibile il mercato del lavoro. In altre parole, liberalizzare il mondo del lavoro! Questo il fine dichiarato e sbandierato del “Jobs Act”.
Ed in effetti, con l’approvazione del D.d.L. Delega (si ricorda che il Senato ha già dato il proprio via libera lo scorso 9 ottobre) e la successiva adozione dei Decreti Legislativi da parte del Governo, avremo:

 LIBERTÀ DI LICENZIARE
 LIBERTÀ DI CONTROLLARE
 LIBERTÀ DI DEMANSIONARE
Unico dettaglio da rilevare, è che si tratta di libertà per le imprese a fronte delle quali non si registrano tutele per i Lavoratori che, così, potranno liberamente sentirsi schiavi. La formula che il Governo ha individuato per contrastare la precarietà, dunque, pare essere: 
TUTTI PRECARI, NESSUN PRECARIO!
L’azienda avrà una pressoché totale libertà di licenziare, mediante l’adozione di un nuovo tipo di contratto di lavoro per le nuove assunzioni definito “a tutele crescenti” in relazione all'anzianità di servizio. Prevedrà sicuramente un periodo “di prova” lungo (presumibilmente di tre anni) senza alcuna tutela e con assoluta libertà di rescissione del rapporto, a seguito del quale le tutele cresceranno con l’anzianità di servizio ma non giungeranno mai al diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo, aggirando di fatto l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. A crescere sarà solo l’eventuale indennizzo, che sarà 
l’unica forma di riconoscimento per il lavoratore illecitamente licenziato.
Attenzione: il fatto che tale nuova forma contrattuale sia destinata alle “nuove assunzioni”, non significa che riguarderà solo i giovani che stipuleranno il proprio primo rapporto di lavoro, ma anche tutti coloro che, a seguito di perdita dell’impiego o di stipula di un nuovo rapporto di lavoro, saranno assunti secondo tale nuova forma contrattuale.
L’azienda avrà una pressoché totale libertà di effettuare ogni forma di controllo sul lavoro mediante una nuova disciplina dei controlli a distanza che, utilizzando come pretesto aspetti riferiti all’evoluzione tecnologica, di fatto consente di eludere i divieti oggi previsti dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. È pur vero che la delega prevede che tale revisione dovrà avvenire “contemperando le esigenze produttive ed organizzative dell'impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore”, ma non abbiamo 
alcun dubbio su quale esigenza prevarrà tra le due! 
L’azienda avrà una pressoché totale libertà di demansionare, senza garantire la salvaguardia delle mansioni né delle retribuzioni, fino ad oggi tutelate dall’art. 13 dello Statuto dei Lavoratori (e dall’art. 2103 c.c.). Oltre alla professionalità ed alla dignità, saranno a rischio i livelli economici raggiunti con anni di dedizione. Anche in questo caso, la previsione della delega di contemperare “l'interesse dell'impresa all'utile impiego del personale con l'interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita ed economiche, prevedendo limiti alla modifica dell'inquadramento” non ci rassicura affatto. Anzi, si fissa il principio che l’inquadramento possa essere modificato in pejus. Ed il fatto che si dovranno prevedere dei limiti alla modifica (retrocessione) dell’inquadramento non rappresenta certo un’adeguata tutela delle professionalità acquisite e delle retribuzioni percepite.
È evidente che se la libertà di licenziare è un pericolo per il mondo del lavoro tutto, le altre due “libertà” rappresentano una minaccia molto seria in particolare per i nostri settori di riferimento, Credito e Riscossione Tributi, caratterizzati da un intenso ricorso alle tecnologie - che agevola il controllo a distanza - e da un’importante presenza di livelli inquadramentali intermedi e medio-alti per l’elevata professionalità richiesta. 
Dopo aver ascoltato il Presidente di Confindustria dichiarare che, con la promessa abolizione dell’IRAP si realizza un sogno per le imprese, non vorremmo che questo Governo si apprestasse a realizzare anche i sogni di ABI e Banche!
Una prima concreta risposta Lavoratori e Sindacati la potranno dare il 25 ottobre partecipando numerosi alla manifestazione di Roma “LAVORO, DIGNITA’, UGUAGLIANZA PER CAMBIARE L’ITALIA”. 

UNISIN sarà presente.

Roma, 22 ottobre 2014
 LA SEGRETERIA NAZIONALE

venerdì 17 ottobre 2014

UNITÀ SINDACALE BNL/BPI gruppo BNPP RSA MILANO : CONSORZIO, UN APPALTO INACCETTABILE !

UNITÀ SINDACALE
BNL/BPI gruppo BNPP
RSA MILANO
CONSORZIO: UN APPALTO INACCETTABILE!

Come avrete letto nell’ultimo volantino, in data 13 ottobre la Direzione Risorse Umane di BPI ci aveva comunicato la scelta di appaltare, seppur temporaneamente, ad una società esterna (Siaed spa) la sola lavorazione KYC relativa alla FATCA - persone giuridiche Retail - in carico all’UP Entrata in Relazione.
Purtroppo le cose non stanno così. Si appalterà… MOLTO DI PIU’!!!!
I fascicoli non Corporate contenenti tutti i documenti di apertura dei conti correnti (documenti di identità, specimen firma, CF, verbali di assemblea, atti costitutivi, statuti ecc...) provenienti dalle agenzie BNL anziché andare all’UP ENTRATA IN RELAZIONE andranno direttamente alla società esterna per la lavorazione delle procure, KYC, poteri di firma, CUF, privacy e di quanto attiene all’attivazione del rapporto, con libero accesso alla anagrafe BNL!!!
Abbiamo immediatamente dato mandato ai nostri legali di verificare la liceità di tale appalto dal punto di vista contrattuale (cosa sulla quale abbiamo forti dubbi) e di dare una valutazione dal punto di vista della tutela della privacy dei clienti. Stiamo attendendo una risposta.
·        Per un’azienda come la nostra che dichiara esuberi (dal 1998!) NON E’ ACCETTABILE che il lavoro sia dato in appalto
·        Per un’azienda che ha solo 13 giorni di vita NON E’ ACCETTABILE che ci siano già emergenze lavorative gestibili SOLO….con l’outsourcing 
Quanto accaduto non ha precedenti!!
Nei prossimi giorni decideremo INSIEME quali azioni intraprendere per difendere il NOSTRO LAVORO!


Milano, 16 ottobre 2014                                   UNISIN BNL/BPI RSA MILANO

sabato 4 ottobre 2014

GOVERNO ED ABI: ENNESIMO ATTACCO CONCENTRICO AI DIRITTI DEI LAVORATORI DEL CREDITO

COMUNICATO STAMPA
GOVERNO ED ABI: ENNESIMO ATTACCO CONCENTRICO
AI DIRITTI DEI LAVORATORI DEL CREDITO
“Lo sciagurato disegno del Governo di cancellare l’art. 18 potrebbe non essere l’unico pericoloso attacco al mondo del lavoro in quanto, al suo interno, sono presenti ulteriori ed ugualmente insidiose misure in grado di compromettere dalle fondamenta il sistema di salvaguardie oggi vigente e non solo nel campo della tutela contro i licenziamenti illegittimi”, afferma il Segretario Generale di UNITÀ SINDACALE Falcri Silcea, Emilio Contrasto, che denuncia l’esistenza anche di “un probabile asse Governo-ABI volto a cancellare le norme che tutelano i dipendenti nei casi di demansionamento”.
“Gli emendamenti del Governo al DdL delega sul Jobs Act – spiega Contrasto – prevedono, tra le altre, l’adozione di misure non solo contro il diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo e contro il divieto di controllo a distanza, limitando l’elenco solo alle più eclatanti, ma introducono anche la possibilità di demansionare liberamente i lavoratori, tagliando parallelamente anche le retribuzioni percepite.”
“L’alleanza Governo-ABI non è un’idea da teoria del complotto o da sindrome da accerchiamento – insiste Contrasto – ma sta nei fatti: l’ABI improvvisamente temporeggia sul rinnovo del CCNL mentre il Governo accelera sulle modifiche alle norme di tutela del lavoro”.
“Già da tempo, si insiste sull’equivoco che vedrebbe la cosiddetta fungibilità tra le figure professionali, introdotta transitoriamente nell’ultimo rinnovo contrattuale all’interno del settore credito relativamente ai Quadri Direttivi, quale strumento per aggirare le norme sul demansionamento. Ad avviso del Sindacato, tali previsioni sono di per se già assolutamente idonee e sufficienti a gestire professionalmente le migliaia di Risorse colpite dai numerosi piani di riorganizzazione voluti e decisi dalle Banche. ABI venga, quindi, a confrontarsi col Sindacato sull’efficacia e sui risultati di una tale misura invece di attendere gli assist di un Governo sempre più vicino ai banchieri e sempre più lontano dai lavoratori” attacca il Segretario Generale di UNISIN.
“Per il mondo del lavoro – analizza Contrasto – l’abolizione delle norme che disciplinano il demansionamento attraverso la modifica dell’art. 13 dello Statuto dei Lavoratori e conseguentemente dell’art. 2103 del codice civile, rappresenterebbe una sciagura di proporzioni immani. Nel settore del credito le banche non esiterebbero a cancellare ogni criterio di professionalità, con riflessi pesantissimi sulle condizioni di lavoro degli addetti e sulla qualità del servizio erogato alla clientela e con buona pace delle imprese che con tanta insistenza richiedono alle banche competenza ed innovazione per sostenere la ripresa ed il rilancio della produttività”.
“In un settore dove da oltre quindici anni sono frequentissimi i fenomeni di fusione, aggregazione, cessione di rami d’azienda, esternalizzazioni e costituzione di consorzi, per non parlare delle innumerevoli riorganizzazioni e ristrutturazioni, l’eventuale eliminazione delle norme di tutela rispetto al demansionamento consentirebbe, infatti, alle Banche di colpire impunemente quelle migliaia di lavoratori, con le loro famiglie, che per effetto di tali manovre hanno perso la loro originaria mansione e sono stati necessariamente adibiti a ruoli di presunta minore responsabilità”, evidenzia ancora Contrasto.
“Il Governo si concentri sulle misure necessarie per il rilancio dell’economia e lasci perdere i regali alle banche – conclude il Segretario generale di UNISIN – perché cancellare l’art. 18 e demansionare i lavoratori non farà crescere l’occupazione. Occorre, invece, agire sul ruolo che le aziende creditizie svolgono nel nostro Paese e domandarci se anch’esse non abbiano delle precise responsabilità in merito al fatto che l’Italia ancora stenta ad uscire dalla crisi, continuando a languire nella recessione. Al contempo, l’ABI si concentri sul confronto sindacale ed argomenti in maniera convincente le misure che vorrebbe adottare”.
Roma, 2 ottobre 2014
UNITÀ SINDACALE


Falcri Silcea